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18/06/2019

«Discriminazione da provincia a provincia»

La Sicilia

P ALERMO . Le società pubbliche come Anpal Servizi non sono più soggette alla giurisdizione del Tar, ma a quella del Tribunale ordinario. Ed è a quello di Catania che gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti si sono rivolti in tutta fretta, quando lo scorso 30 maggio si è conosciuto l ' elenco degli ammessi ed esclusi alla prova per " navigator " . Ottenendo in tempi record la sospensiva d ' urgenza del provvedimento di esclusione. Si è così aperta una porticina per la loro assistita, una candidata di Catania che era stata esclusa col metodo del voto di laurea. Ora, dicono i due avvocati, ci sono altri cento ricorsi in arrivo solo a Catania. Il che, in caso di accoglimento, porrà un serio problema all ' organizzazione della selezione. Perchè sono stati esclusi oltre 20.000 concorrenti, pur se in possesso dei requisiti di concorso? La ragione è da rintracciare in una clausola del bando che, secondo gli avvocati Delia e Bonetti, è «palesemente illegittima». L ' art. 6 del bando, difatti, dispone che " sono ammessi alla selezione i candidati in possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti dall ' art. 3 del presente Avviso, secondo un rapporto di 1 a 20 tra posizioni ricercate e candidature pervenute su base provinciale, in ragione del miglior voto di laurea " . «In altre parole - commentano i legali - l ' ammissione alla mera prova selettiva a quiz è legata non solo e non tanto al miglior voto di laurea, ma anche al fatto che vi saranno province in cui si è ammessi con un voto pari a 100 ed altre in cui non è sufficiente un 105». «Come ben centrato dal Tribunale, accogliendo le nostre tesi, " la concreta ammissione dei singoli candidati finisce per dipendere da fattori casuali, aleatori e non predeterrninabili, quali sono quelli dipendenti dal numero di candidati in relazione a ciascuna provincia, con conseguente svilimento del requisito del più alto voto di laurea, diversamente valorizzato a seconda del contesto provinciale di riferimento».