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15/03/2018

Welfare, la riforma targata Scalvini: più servizi per disabili e bambini Anziani, la «lista unica» è realtà

Corriere della Sera - Matteo Trebeschi Il bilancio L'assessore: «Una macchina impostata all'accoglienza dei bisogni della città» La riforma del welfare di Brescia punta a dare «risposte più rapide e più adeguate ai bisogni della città. Ma su alcuni fronti abbiamo già alcuni risultati interessanti» spiega l'assessore ai Servizi sociali Felice Scalvini. Nel campo della disabilità, la Loggia ha dovuto gestire quaranta persone in lista: «Adesso le liste d'attesa per i servizi diurni non esistono più, strutturalmente» assicura Scalvini. Crescono i servizi post-scolastici come «Vivi il quartiere» (873 i bambini che partecipano), ma in questi anni il Comune ha anche «sostenuto in modo uniforme l'attività di animazione dei centri diurni per anziani». C'è poi il capitolo dei nidi e dei servizi per l'infanzia: si calcola che siano 246 i bimbi che frequentano i «Tempi per le famiglie». Cioè spazi previsti all'asilo per le mamme (ma anche le nonne, i papà, le tate) e i loro piccoli: numeri in crescita, che l'assessore Scalvini considera «positivi». Non solo. Un momento di condivisione che «diventa un grande fattore di integrazione: infatti registriamo parecchi bambini che hanno almeno un genitore straniero». L'integrazione quindi si costruisce anche così, cercando di supportare i genitori in quanto tali e «rompendo la solitudine» di chi ha difficoltà a parlare l'italiano. Infine, sul fronte degli anziani, si moltiplicano i progetti «a domicilio» e di telesoccorso. Ieri in commissione è stato anche firmato il protocollo definitivo sulla lista unica (con l'Ats di Brescia), che mira a snellire i tempi per coloro che cercano un posto in una casa di riposo e coinvolge tutte le Rsa in città e a Collebeato (eccezione fatta per la Pasotti Cottinelli). Insomma, quella del nuovo welfare della Loggia è «una macchina che è andata a regime per il 70%, ma è già impostata - assicura Scalvini- per un potenziale di sempre maggiore vicinanza e accoglienza nei confronti di tutti i bisogni della città». La logica del progetto «Brescia città del noi» è che il Comune non sia più e non sia tanto erogatore di servizi, ma regista e propulsore della capacità della comunità di rispondere alle necessità sociali. In altre parole, gli erogatori saranno sempre più gli altri: cooperative, privato sociale, volontariato, fondazioni, associazioni. Non a caso, i cosiddetti «produttori organizzati di welfare» stanno aumentando: erano 262 nel 2015, se ne contavano 318 due anni fa. E in parallelo anche i servizi offerti crescono, da 703 a 767. Sembra quasi una logica di sussidiarietà. Ma questa «macchina» va organizzata e guidata: ecco perché il timone della nave è e resta in mano al Comune. L'assessorato ai Servizi sociali ha iniziato anche una riorganizzazione del settore con cinque uffici territoriali e la nascita di diversi «Punti di comunità», che rappresentano una risposta di welfare più adatta alle esigenze dei quartieri. Questo progetto è in crescita: erano nove nel 2015, ad oggi sono 16, con altri cinque in corso di sviluppo. L'auspicio è arrivare a 33, ma gli spazi di crescita ci sono: «I bandi sono sempre aperti» dice Scalvini. © RIPRODUZIONE RISERVATA Brescia, il nuovo welfare di comunità CAPOFILA PROGETTO ALTRI SOGGETTI Auser volontariato Università degli studi di Brescia Co.Librì Soc Coop Onlus Centro Studi Socialis 703 767 PRODUTTORI ORGANIZZATI DI WELFARE SEI "CANTIERI" PUNTI COMUNITÀ, LA CRESCITA Comune di Brescia (funzione di regista) 5 Contrasto alla povertà, Impegno sociale e promozione al lavoro bando per contributi di impegno sociale help center (stazione FS) e formazione operatori contrasto alla grave emarginazione 1 La forza della Comunità 1.200 utenti nei Punti Comunità formazione per 190 persone realizzazione mappa dei servizi 4 Le 100 leve negli anni 2014-16 coinvolti 65 giovani, di cui 26 poi stabilizzati (t. indeterminato) 6 Servizi innovativi per anziani e disabili 344 progetti per domiciliarietà 173 progetti telesoccorso vita indipendente per 5 ragazzi disabili (con Anffas) 3 Vivi il quartiere e Officina Giovani gruppo per politiche giovanili 17 progetti, 25 sedi, 873 bambini partecipanti 2 Prima Infanzia 246 i bimbi che frequentano i "Tempi per le famiglie" 9 2015 12 2016 16 2018 5 in corso di realizzazione 33 l'obiettivo I punti Crescono i servizi dopo la scuola come «Vivi il quartiere» o i «Tempi per le famiglie» all'asilo, ma anche le prestazioni a domicilio per gli anziani: firmato un protocollo che mira a ridurre i tempi di attesa per un posto in Rsa Scalvini L'auspicio è che i Punti di comunità arrivino a 33, i bandi sono aperti

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