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24/06/2019

Ripresa in cantiere

MF - Francesca Bruni

DOSSIER GRANDI LAVORI
Investimenti per ammodernare la filiera dell'oil & gas, per spingere l'economia sostenibile, l'hi-tech e promuovere la smart mobility dentro e fuori le città. E E&Y ha fatto i conti: 2.700 miliardi d dollari
Il cambiamento di clima lo ha segnato in gennaio l'andirivieni di Claudio Descalzi, ceo di Eni, dai paesi del Golfo: il 12 ad Abu Dhabi ' per firmare con Adnoc, il primo raffinatore di petrolio degli Eau, e quindi fra i maggiori del mondo, il 13 in Bahrain, e ancora il 27, di nuovo da Àdnoc, per una firma da 3,3 miliardi di dollari, strategica per Eni (box in pagina). Il 26 febbraio è stata la volta di Maire Tecnimont, espressione della nuova petrolchimica italiana, quella che punta sul verde e sul valore aggiunto nelle soluzioni tecnologiche. Pierroberto Folgiero, il ceo, ha firmato anche lui con Adnoc, per cui ha in corso accordi per 2,2 miliardi di dollari, un altra fase di espansione della raffineria di Ruwais, dove Maire Tecnimont ha incominciato a lavorare 20 anni. «Oggi la visione downstream di Adnoc prevede un piano strategico di 45 miliardi di dollari sui prossimi 5 anni per rendere il polo di Ruwais il più importante hub per la raffinazione e la pe:rolchimica al mondo,» ha spiegato a MFI Folgiero, che con il gruppo emiratino ha in corso lavori per oltre 2,2 miliardi di dolili «Maire Tecnimont è stata scelta come partner tecnologico per eseguire l'intera ingegneria preliminare della quarta espansione del complesso, un tassello fondamentale per supportare l'evoluzione della petrolchimica di Abu Dhabi. Borouge sarà un progetto best in class per quanto riguarda l'attenzione ai costi e le performance hse (salute, sicurezza e ambiente, ndr), uno dei core value del nostro gruppo», ha concluso Folgiero. «Abbiamo numerosi progetti in corso in Arabia Saudita», confermano da Saipem, l'altra grande società di engineerig che opera nel Regno da 40 anni, e che il 18 gennaio e il 12 marzo scorso ha firmato per nuove commesse da quel mercato per oltre 1,3 miliardi di dollari. L'urgenza della ripresa era stata sottolineata lo scorso dicembre da un'autorevole fonte interna. «La necessità di infrastrutture e diversificazione economica è più grande che mai», aveva avvertito Mohammad Al Shouli, senior vice president della più antica banca privata negli Eau, la Mashreq Bank di Dubai, «la ripresa dei prezzi del petrolio e il miglioramento previsto del panorama economico in tutta la regione nel 2019 significa che i progetti dovrebbero andare oltre la fase di pianificazione». «La nostra previsione rialzista è sostenuta dagli impegni del governo allo sviluppo infrastnitturale, da piani di diversificazione economica espansiva e da investimenti per migliorare la logistica e la connettività», gli ha fatto eco Fitch Solutions, l'agenzia di rating, in un recente report. Dal nuovo clima che si respira nei Paesi del Golfo dopo il forte rallentamento seguito alla caduta nel prezzo del petrolio nel 2014, tutti si aspettano ricadute significative. Andrea Scialpi, partner di Ernst&Young, ha provato a misurare quello che sta succedendo nel settore delle infrastrutture e alla fine dello studio, condotto con il team internazionale, ha fissato un totale di grandi lavori progettati, pianificati e già cantierizzati: 2,7 trilioni di dollari entro il prossimo decennio. Un rapporto pubblicato da Meed Projects parla addirittura di 3,5 triliardi, segmentando l'enorme torta in tre fette: 2,1 triliardi nelle costruzioni, immobili privati e pubblici, 931 miliardi nei trasporti, 662 miliardi nel!'oil&gas. Al di là delle proiezioni degli analisti, la realtà è che gli investimenti pubblici sono ripartiti e sembrano destinati a seguire i cronoprogrammi, nonostante le turbolenze geopolitiche, l'aumento delle pressioni normative e la crescente avversione al rischio da parte delle banche condizioni ancora l'accessibilità ai finanziamenti a lungo termine. Cosa che non sorprende, dato che le banche stanno affrontando più alti costi dei finanziamenti, la concorrenza sta aumentando e i margini si stanno riducendo. Per superare l'ostacolo, le pmi del Medio Oriente stanno utilizzando il trade finance come ponte tra prestiti a breve e a lungo termine, in modo tale da incominciare la relazione con il cliente, che è quanto interessa alla banca, finanziando capitale circolante, per poi arrivare ad affidamenti più a lungo termine. Ma si tratta di palliativi. Il problema di fondo è che tutti sono alla ricerca di capitali, equity, su cui poi costruire posizioni di debito con il mondo bancario. Lo sguardo è rivolto soprattutto agli investitori istituzionali, i fondi infrastnitturali europei alla ricerca di rendimenti moderati ma di lungo periodo. Ne fa testo l a jv del febbraio scorso tra Investcorp, società di private equity con sede in 3ahrain e uno dei maggiori asset manager del mondo, l'inglese Aberdeen Standard Invesments, 562 miliardi di Euro di asset in gestione, che stanno raccogliendo l miliardo di dollari per un nuovo fondo che investirà in progetti di infrastrutture sociali e core nel GCC. Mentre sul fronte del debito, l'esempio più eclatante è stato all'inizio di aprile 2019 il collocamento di bond da parte di Aramco che ha fruttato 12 miliardi di dollari, con cui acquistare anche una quota di maggioranza in Sabic e avviare un grande processo di riorganizzazione nella petrolchimica in Arabia saudita. D'altra parte i governi dei Paesi del Gcc hanno capito che per attirare gli investimenti dei privati, occorre modificare a loro favore il quadro normativo, in modo da consentire uno sviluppo del parternariato pubblico-privato. Dall'inizio di quest'anno sono stati registrati avanzamenti in alcuni grandi progetti che non si muovevano da tempo. Il board di Neom, che il 10 gennaio 2019 ha portato sul sito dove sorgerà la futuristica smart city, i 130 dipendenti con due Airbus A320, si è impegnato ha avviato i lavori di costruzione della porzione di Neom Bay e Salini Impregilo ha avuto l'appalto per costruire una strada d'accesso al sito di 60 chilometri (box pagina 50). In marzo, in Kuwait, la Cina ha stretto, nel quadro della Belt&Road Initiative (Bri), l'accordo per sviluppare Madeenat Al Hareer, la città della seta, un progetto da 82 miliardi di dollari su un'isola prospiciente la costa, costituito da una torre Burj Mubarak Al Kabir, da una riserva naturale, da una zona duty-free con un nuovo aeroporto e da un centro commerciale. Lo scorso febbraio, l'indiana Larsen & Turbro (L & T) ha stipulato un contratto per la costruzione di un aeroporto in area GCC. Uno dei temi caldi in questi progetti è la smart mobility. Nei piani di sviluppo si sta cercando di integrare la pianificazione urbana con l'intelligenza digitale, ripensando il trasporto pubblico per fornire più sicurezza, affidabilità e servizi efficienti e utilizzando ITA nella fase di progettazione e nella costruzione. Lo ha ribadito Sulaiman Abdelrahman Al Hajri, direttore della Authority For Roads del governo di Sharjah, alla due giorni del Middle East Smart Mobility 2019, a Dubai alla fine di febbraio. E il ministro dello sviluppo delle infrastrutture degli Eau, Abdullah bin Mohammed Belhaif Al Nuaimi, ha invitato gli appaltatori e i progettisti ad investire nell'intelligenza artificiale nelle fasi di costruzione, facendo eco all'annuncio dello stanziamento di 2,9 miliardi di dollari per il piano di ammodernamento delle infrastrutture dell'emirato, che non sono solo fisiche, ma anche digitali. Ne sono un esempio i cosiddetti cancelli intelligenti all'aeroporto internazionale di Dubai, un gatevvay globale, che semplificano le procedure all'immigrazione. «La tecnologia è al centro della nostra strategia di trasformazione digitale e questa infrastruttura internet più avanzata aprirà le porte a ulteriori servizi intelligenti e alle connesse soluzioni», ha spiegato Bryan Thompson, ceo di Abu E'habi Airport, che ha firmato un accordo con Cisco. Sarà smart anche la rete Etihad Rail degli Emirati Arabi Uniti, 1.200 chilometri, che sta entrando nella seconda fase del progetto di sviluppo, con 3 miliardi di dollari di contratti da assegnare nel 2019. La compagnia ferroviaria ha ricevuto l'approvazione del finanziamento anche per la fase 2 della rete ferroviaria nazionale degli Emirati, con un contratto di cinque anni assegnato a PMC & Engineering Contracts. La seconda fase di un pregetta collegato estenderà i binari della rete a oltre 605 km, da Al Ghuwaifat al confine degli Emirati Arabi Uniti con l 'Arabia Saudita a ovest, a Fujairah sulla costa est, passando per i porti di Khalifa, di Khor Fakkan, di Jebel Ali e di Fujairah. Del sistema Gulf Railway fa parte anche la King Hamas Causeway, progettata per collegare Bahrain e Arabia Saudita con un investimento di 4 miliardi di dollari, i cui cantieri dovrebbero partire nel 2021 pei durare tre anni. Lo scorso febbraio è stato annunciata una linea ferroviaria dei valore di 704,7 milioni di dollari di valenza strategica perché è il primo passo per collegare via treno l'area del Gcc con l'Europa, passando per la Giordania. Ma ecco settore per settore i principali progetti e cantieri. METRO E LIGHT RAIL Sulla smart mobility punta il più grande progetto di trasporto pubblico del Gcc: 30,4 miliardi di dollari per la mobilità di Jeddah in Arabia Saudita. Il primo contratto da 1 miliardo di dollari è destinato alla costruzione del ponte sospeso di Obhur, che dovrebbe essere assegnato entro aprile. Alcune componenti aggiuntive alla fase uno potrebbero essere assegnate già entro novembre. L'intero sistema prevede quattro linee di metropolitana e cinque linee di metropolitana leggera, la cui costruzione dovrebbe iniziare quest'anno per la prima fase di 149 chilometri. Negli Emirati, ad Abu Dhabi, sono previste sette linee di metropolitana e metropolitana leggera, nell'ambito del progetto di sviluppare una rete di 131 km, comprese le sezioni sotterranee di 18 km. La fase 1 di questo progetto sarà probabilmente completata nel 2020 e coprirà 60 km. Il costo è previsto intorno a 2 miliardi di dollari. A Dubai la Red Line sarà allungata di 18,5 km e la Green Line di 20,6 km entro il 2020. In Kuwait, la rete metropolitana della capitale, cinque linee che copriranno 91,4 km con un costo di 7 miliardi di dollari, prevede ano schema di finanziamento innovativo a questa latitudine: la costituzione di una società concessionaria dell'impianto, in cui il governo deterrà il 10% del progetto e il 40% sarà in mano agli sviluppatori privati. Il restante 50% sarà venduto sul mercato con un'offerta pubblica iniziale (ipo), raccogliendo così capitali necessari. Ma i tempi non sono ancora definiti. Il governo del Bahrain ha lanciato un'offerta internazionale per un nuovo progetto di metropolitana che dovrebbe essere cantierizzato quest'anno e completato in 10 anni. Il progetto, che prevede treni senza conducente, percorrerà 109 chilometri lungo 6 linee e sarà suddiviso in quattro fasi. La prima fase comporterà la costruzione di due linee di oltre 30 chilometri e 20 stazioni con un investimento tra 1 e 2 miliardi di dollari. Mentre la prima fase dei due più importanti progetti di metropolitane del Gcc, a Riad e Doha, sono in fase di completamento, vengono assegnati nuovi contratti per Operazioni e Manutenzione (O & M). Uno è stato recentemente assegnato per la Riad Metro al Consorzio Flow, composto da Alstom, Ansaldo, Ferrovie dello Stato Italiane e Almaviva. In Qatar le prime sezioni delle linee Red, Green e Gold della metropolitana dovrebbero essere completate entro il 2020, ma c'è ancora molto da fare per completare l'intero sistema lungo 300 km, con 100 stazioni. Nel frattempo sarà in funzione prima dell'appuntamento con la World Cup di calcio del 2022 la metropolitana leggera da 38,5 km tra Doha e Lusail. STRADE E PONTI A metà febbraio, l'Arabia Saudita ha invitato potenziali investitori a presentare offerte per il progetto del ponte sospeso sul porto di Obhur, 30 km a nord di Jeddah. Dovrà essere realizzata una delle strade sopraelevate più lunghe al mondo, larga 74 metri a 51 metri di altezza sopra l'acqua, con 8 corsie, due marciapiedi, due corsie per il transito ferroviario, con uno spazio di navigazione di circa 16 metri al centro della campata, che collegherà le sponde nord e sud della baia distanti 350 metri. In Bahrain, sta andando avanti la costruzione del nuovo ponte, parte di un progetto da 94 milioni di dollari che collegherà a nord le strutture economiche, turistiche e di sviluppo dell'isola di Muharraq alla capitale Manama. A Dubai, la Belhasa Six Construct, parte del gruppo belga Besix, è stata nominata appaltatrice dell infrastruttura per il Shindagha Bridge (107 milioni di dollari), che sarà sviluppato come parte della terza fase dello Shindagha Corridor Project, un progetto da 1,37 miliardi di dollari, che prevede altre due fasi aggiuntive: la quarta con altri 10 km di tunnel e ponti, e la quinta il collegamento con Deira IsJand entro il 2027. In Kuwait, in attesa che la Sheikh Jaber Al-Ahmad Al-Sabah una strada sopraelevata che attraversa la baia del Kuwait, dal porto di Shuwaikh all'isola di Subiya, sia completata, è partita la riqualificazione dell'isola, scelta per il mega sviluppo di Silk City, dove lavorerà anche l'italiana Trevi, specializzata nelle fondazioni. SI ALLARGANO GLI SCALI Con Expo Dubai 2020 a Dubai alle porte e la Coppa del Mondo Fifa 2022 a seguire, gli aeroporti del Golfo Persico si stanno preparando a ricevere milioni di viaggiatori in più. Dubai, che sull'aeroporto ha costruito buona parte delle sue fortune, ha in corso il progetto più importante per la quarta fase dell'espansione dell'Aeroporto Internazionale che costerà 7,6 miliardi di dollari e comprende chilometri di tunnel collegati per la gestione bagagli e altre strutture tecniche e di supporto per 1,7 milioni di metri quadrati. Su scala minore, l'emirato di Sharjah investirà 400 milioni di dollari nel suo aeroporto internazionale, con l'obiettivo di far viaggiare fino a 25 milioni di passeggeri all'anno entro il 2027. In Arabia Saudita, a fine febbraio, l'Autorità per l'aviazione civile (Gaca) ha avviato i lavori su due terminal internazionali dell'aeroporto King Khalid, con un investimento di 589 milioni di dollari. In Oman, sarà avviata a breve la riabilitazione della pista sud dell'aeroporto internazionale di Muscat, che fa parte di un piano di strategia logistica a lungo termine che prevede il collegamento veloce via terra con Riad e con gli Emirati, attraverso una nuova strada, la Batinah Expressway, e il rafforzamento dell'aviazione civile, gestita da Oman Air, con l'acquisto di 70 aerei entro il 2023. PORTI CONNESSI Gran parte dello sviluppo dei porti del Gcc è legato all'aumento della connettività con strade e ferrovie. Tra le principali novità è l'accordo dello scorso febbraio tra Etihad Rail con Abu Dhabi Ports, per collegare la rete ferroviaria con uno dei porti più grandi del paese. Questo progetto farà aumentare la capacità di Khalifa fino a 9,1 milioni di container all'anno nei prossimi cinque anni. La Sisco saudita ha firmato un accordo con l'autorità dei porti per sviluppare a lungo termine il porto islamico di Jeddah (Jip). Nell'ambito dell'accordo, Red Sea Gateway Terminal Company (Rsgt) consoliderà le strutture container nella parte settentrionale di Jip ed eseguirà un piano di sviluppo completo, aggiornando e aggiungendo capacità di ormeggio e modernizzando il cantiere e tutte le strutture di supporto, incluso il terminale esistente di Rsgt. Su scala ridotta sia sulla costa dell'Arabia Saudita sia nella Kuwait's Sea City, l'italiana Ingamar, specializzata in ingegneria navale, sta sviluppando ormeggi particolari, progettati per una serie di installazioni come finger in acciaio e frangionde galleggianti in calcestruzzo. L'Oman ha concentrato i suoi investimenti su tre progetti portuali: Salalah, Fuqm e Sohar. I sui piani futuri sembrano dedicati a un nuovo porto commerciale a Sur e a un espansione del porto di Shinas. •

I PRINCIPALI PROGETTI DI INFRASTRUTTURE NEI PAESI GCC

E Nome del progetto NEOM City.Tabuk Riyadh Metro Project Jeddah Metro Project, Makkah KA International Airport Expansion Project, Makkah Jubail Phase 3 Complex, Eastern (3000 MW) Rabigh 6 Comb. Cycle Power Project, Makkah (2800 MW) Grand Mosque Expansion Project, Makkah Oil-To-Chemicals Project, Yanbu, Medinah Al Maktoum International Airport Expansion, Dubai Abu Dhabi International Airport -Midfield Terminal Building Container Terminal 4 (T4), Jebel Ali Port, Dubai Barakah Nuclear Power Plant, Abu Dhabi (5600 MW) Al Maktoum Solar Park, Dubai (5000 MW) Al-Zorah Mega Development Project, Ajman Al-Reem Island Mixed-use Development Project, Abu Dhabi Hamad International Airport Project, Doha Sharq Crossing Project, Doha Hamad International Airport Project -Main Terminal Expansion Umm Al-Houl -Facility D, IWPP, Doha (2,400 MW) Inner Doha Re-sewerage Implementation Strategy Msheireb Downtown Doha Project, Doha Lusail Golf Residential Development Project Oman National Railway Project Al Batinah Expressway (Muscat Expressway) Al Batinah Gas-fired Independent Power Plant Al Batinah Coastal Road Project, Muscat Batinah Seawater Desalination Plant, Sohar Liwa Plastics Industries Complex (LPIC), Sohar Duqm Refinery & Petrochemical Complex, n Dalian Mingyuan Petrochemical Plant -Phase I, Duqm, Mubarak Al-Kabeer Port, Bubiyan Island Kuwait National Railroad (NRR) Project Kuwait International Airport Expansion -Terminal 2 Kuwait National Railroad -Phase II, Freight depot Umm Al Hayman (UAH) Waste Water Project, Al Asimah Dibdibah Solar-Power Plant (1000 MW) Al Zour Oil Refinery Project Olefins III Plant integration Project Bahrain International Airport Modernisation Project North Manama Causeway Project Bahrain Airport Modernisation, Baggage Handling North Bahrain Coast Submarine Gas Pipeline Project Muqaba Block 517 Sewerage Network Project Wastewater Treatment Plant, Northern Town DurratAI Bahrain BAPCO Oil Refinery Expansion, Sitra Fonte: E&Y2019 - P: in fase di pianificazione, nd: non disponibile Paese Arabia Saudita Arabia Saudita Arabia Saudita Arabia Saudita Arabia Saudita Arabia Saudita Arabia Saudita Arabia Saudita

Foto: 1. Il progetto, per cui stanno partendo gli appalti, di una delle stazioni della metropolitana di Jeddafi, in Arabia Saudita e X la stazione della stessa metro a Murrtalaqgallery 2. 4. Le stazioni della metropolitana di Riad, il più grande progetto del mondo nel setto'e il coreo d'opera. La prima linea dovrebbe entrare il funsione all'inizio del 2021 5. I treni della metropolitana di Riad e 6. quelli di Jeddah


Foto: 1.2. Il progetto della Ethiad Rai!, 1.200 km di collegamento ferroviario degli Emirati che compongono la federazione. Bloccato da tre anni, gli appalti hanno ripreso quest'anno 3.4. Dubai, il Shindagha Bridge (107 milioni di dollari), che sarà sviluppato come parte della terza fase dello Shindagha Corridor Project, un progetto da 1,37 miliardi di dollari 5. Il ponte Obhur Creek sulla baia a 30 km a nord di Jeddah sarà una delle strade sopraelevate più lunghe al mondo, larga 74 metri e 51 metri di altezza sopra l'acqua, con 8 corsie, due marciapiedi, due corsie per il transito ferroviario «Dopo alcuni anni di interruzioni, c'è necessità di investimenti per sostenere il ciclo produttivo nell'oil & gas»


Foto: «L'economia negli Eau crescerà almeno al 3,5%, grazie al budget di spesa più elevato nel 2019, alle riforme in atto e allo sviluppo del settore dell'alta tecnologia»


Foto: 1.1 nuovi terminal 3 e 4 dell'aeroporto internazionale King Khalid a Riad ristrutturato sulla base di un progetto che ha puntato a massimizzare l'illuminazione indiretta degli spazi interni per diminuire il riscaldamento e l'adozione di fonti fotovoltaiche per l'approvvigionamento energetico 2. Il nuovo ponte che dovrebbe collegare Bahrain e Arabia saudita da cui passerà anche la ferrovia collegata al network degli Emirati Arabi Uniti, la Ethiad Rail. L'investimento previsto è di 4 miliardi di dollari. I lavori sono previsti a partire dal 2021 3.4. Dubai, la metropolitana e i lavori sulla Route 2020, per la costruzione dell'allungamento della linea esistente fino al sito dell'Expo. Un tunnel di 3,3 km è stato scavato a una profondità tra 12 e 36 metri. I lavori dovrebbero essere completati questa estate per arrivare nel febbario prossimo ai test sul funzionamento


Foto: «La terza parte del progetto prevede che i prodotti finali da downstream, cioè gli additivi, vengano prodotti da noi in Arabia Saudita, con nostri investimenti per i principali utilizzatori arabi tra cui Aramco»


Foto: Il progetto in corso d'opera delia Sheikh Jaber Al-Ahmad Al-Sabah causeway, la strada sopraelevata che attraversa la baia del Kuwait, dal porto di Shuwaikh all'isola di Subiya, dove dovrebbe sorgere la futuristica Silk City. È un progetto da 3 miliardi di dollari, che da una parte va verso l'isola e dall'altra collegherà Kuwait City a Doha, n Qatar