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21/12/2018

Palazzine «abbassate» meno luci e più verde Così cambierà il Mose

Corriere del Veneto

I risultati del dibattito pubblico: tante istanze accolte Paratoie Via al bando da 18 milioni per la manutenzione a Treporti
«Minimizzare gli impatti, ridurre la spesa complessiva, migliorare l'inserimento nel paesaggio». Questo in linea generale, in un'analisi che va eseguita dal Consorzio Venezia Nuova e dallo Iuav. Ma in particolare il provveditore Roberto Linetti, in una lettera ai commissari Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola dà un elenco preciso di priorità: «abbassare» a un solo piano la cosiddetta «bitta» di Chioggia (che era prevista con un'altezza di 21 metri) e anche gli edifici di comando alla bocca di porto di Lido, oltre a inserire più verde; ma anche intervenire sulle «lanterne» dell'architetto Alberto Cecchetto, che alla bocca di Malamocco ha previsto un gioco di colori rosso e verde, per il quale Linetti chiede di «mitigare l'impatto delle vetrate» (anche, se possibile, mascherando la facciata lato laguna con pannelli solari) ed «eliminare l'illuminazione notturna». Tema, quest'ultimo, che fu un leit motiv degli incontri del «dibattito pubblico» sull'inserimento architettonico delle opere del Mose. «Tardivo», l'aveva definito qualcuno degli oppositori, sminuendo il fatto che Linetti, Fiengo e Ossola avessero lanciato forse il primo esempio di questo tipo in Italia, recependo subito i dettami della nuova legge sugli appalti. E invece pare proprio che quei cinque incontri - uno generale e quattro su ciascuna schiera delle dighe mobili, che si sono tenuti tra fine maggio e giugno - serviranno a qualcosa. Perlomeno, appunto, a ridurre quegli edifici tra i 5 e i 7 piani che, per gli ambientalisti, erano in contraddizione con l'idea di base del Mose, cioè quella di realizzare un'opera «invisibile», sotto il pelo dell'acqua. Ora la palla torna nel campo del Cvn e di Thetis, che era stata incaricata di fare sintesi delle decine di osservazioni arrivate da enti e associazioni. Proprio al dibattito pubblico è stato dedicato il primo numero - dopo l'edizione «zero» di alcuni mesi fa - dei «Quaderni della Laguna», che i commissari hanno voluto far rivivere dopo anni di stop. «Quel dibattito può riconciliare vecchie ferite e riaprire il discorso sulla salvaguardia della laguna nel suo complesso», scrive Fiengo nell'editoriale, pur non nascondendo che cambiare in corsa i progetti complica un po' le cose. Nella rivista si parla del risultato di quegli incontri, con un bilancio fatto proprio da Thetis, ma anche con gli interventi di molti ambientalisti, dalla presidente di Italia Nostra a Venezia Lidia Fersuoch ai referenti Luca Mamprin e Antonio Borgo (Lipu), Paolo Perlasca (Wwf) e Andrea Grigoletto (Istituto italiano dei Castelli): le loro associazioni, tra le altre, avevano inviato dettagliate osservazioni per chiedere la modifica dei progetti redatti dai docenti Iuav che - come scrive Fersuoch - in alcuni casi erano andati oltre lo scopo principale di «compensare» i danni ambientali del Mose per diventare «interventi monumentali, fini a se stessi, autocelebrativi». Manca solo il «punto» di Linetti, che non ha però voluto partecipare al Quaderno. Il Mose intanto cerca di ripartire, dopo che i commissari hanno affidato ad alcune piccole e medie imprese del Cvn 308 milioni di euro di progetti e lavori, molti dei quali riguardano proprio questi interventi e il «piano Europa», cioè le compensazioni ambientali, tra barene e forti. «Ma in molti casi ci sono ancora i progetti da fare», è prudente Linetti. E' poi stata bandita la gara da 18 milioni per la manutenzione della prima schiera di paratoie, quelle di Lido Nord-Treporti. A. Zo.

La vicenda

● Dopo cinque incontri sono arrivate decine di osservazioni da parte di enti e associazioni ● Ora sulla base anche di quelle note, il Provveditorato ha chiesto al Cvn e a Thetis di intervenire sui progetti ● Tra maggio e giugno si è tenuto il «dibattito pubblico» sugli inserimenti architettonici del Mose

Foto: La «lanterna» di Malamocco Una delle richieste è di mitigare l'impatto delle vetrate e spegnere le luci di notte

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