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28/06/2019

Ma quanti affari sulle adozioni di contrabbando

Libero - FILIPPO FACCI

Scoperta tratta di bimbi
È una mostruosità comunque sia andata, e comunque vada a finire. Sarà una mostruosità se il quadro indiziario ipotizzato dalla procura di Reggio Emilia dovesse rivelarsi anche parzialmente veritiero, e lo sarà se delle accuse così terrificanti dovessero rivelarsi soltanto elucubrazioni giudiziarie: alle quali nessuna assoluzione, riparazione o risarcimento potranno mai porre rimedio. È una mostruosità perché ci andranno di mezzo comunque degli innocenti (si tratti di bambini o di adulti incolpevoli) ed è una mostruosità perché quello che veniva spacciato come modello da emulare - in tema di tutela dei minori - (...) segue ➔ a pagina 13 segue dalla prima FILIPPO FACCI (...) si rivelerebbe un orrore peggiore di ogni pregiudizio complottardo, e, anche in caso di ridimensionamento delle accuse, lascerebbe sul terreno un'irrecuperabile sfiducia nell'istituzione. Piacerebbe premettere, prima di procedere al racconto e ai dettagli, che in termini probabilistici saremmo maggiormente portati a credere alle accuse della procura che non il contrario: ma non è la verità. Troppe ne abbiamo viste, quindi meglio andarci piano e maneggiare con cura. Le indagini cominciano l'estate scorsa, quando la magistratura nota uno strano aumento di denunce dei servizi sociali in tema di abusi e violenze sui minori (dai 6 agli 11 anni) da parte dei genitori. Dall'analisi dei fascicoli cominciava perciò a emergere una possibile falsificazione delle relazioni e, di conseguenza, una serie di ipotesi di reato come frode processuale, depistaggio, maltrattamento su minori, lesioni, falso in atto pubblico, violenza privata e tentata estorsione. INSOSPETTABILI L'inchiesta denominata «angeli e demoni» è quindi lentamente sfociata, nei giorni scorsi, nel coinvolgimento di politici, medici, assistenti sociali e psicologi accusati di aver scritto delle false attestazioni per fare in modo che dei bambini venissero allontanati dalle loro famiglie, e quindi ricollocati presso altri soggetti magari immeritevoli e tuttavia pagatori. Tra i coinvolti anche il sindaco piddino di Bibbiano (Andrea Carletti, appena rieletto al secondo mandato, ora agli arresti domiciliari) e una onlus di Moncalieri, nel torinese. La descrizione dei metodi che dovevano dimostrare l'inadeguatezza delle famiglie di appartenenza è da incubo: secondo l'accusa venivano praticati una sorta di lavaggi del cervello con l'uso di piccole scosse elettriche in grado di alterare la memoria dei bambini in prossimità di loro colloqui giudiziari; dei metodi, cioè, portati a manipolare i loro racconti e prefigurare dei falsi abusi in famiglia, magari confermati dalla produzione di disegni non autentici nei quali venivano riprodotte scene di violenza. Nelle carte si parla addirittura di terapeuti travestiti da mostri o da personaggi inquietanti per incutere paura ai bambini e minarne ricordi e convinzioni, cosicché, davanti ai magistrati, il racconto dei minori ne uscisse falsato e potesse far decidere in favore del loro affido ad altre famiglie. L'inchiesta riguarda per ora diciotto persone e vede al centro la rete dei servizi sociali della Val D'Enza, accusata di aver redatto le false relazioni per favorire un business dell'infanzia che sarebbe andato avanti per anni, coinvolgendo decine di minori sottratti a famiglie in difficili situazioni sociali ed economiche. Da qui le relazioni taroccate: disegni con dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, travestimenti dei terapeuti da personaggi «cattivi» in rappresentazione dei genitori, insomma tutto quanto servisse a pilotare ricordi e racconti dei bambini. Tra i dettagli orrendi, alcuni minori che sarebbero stati oggetto di stupro all'interno delle nuove famiglie e la mancata consegna ai bambini di lettere e regali dei genitori naturali: i carabinieri hanno trovato un intero magazzino dove regali e lettere erano accatastati. Per ora sono coinvolti il citato sindaco, una responsabile dei servizi sociali dei comuni della Val d'Enza, una coordinatrice dello stesso servizio, un'assistente sociale e due psicoterapeuti di una Onlus: più altri dirigenti comunali, operatori socio-sanitari ed educatori sottoposti a misure interdittive dalla professione. Alcuni genitori affidatari, accusati di maltrattamenti, sono stati diffidati dall'avvicinarsi ai minori affidati. Non è chiaro di quale giro di soldi si stia parlando, ma si tratterebbe di diverse centinaia di migliaia di euro e di altri vantaggi derivanti dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali. Secondo l'accusa venivano anche organizzati dei corsi di formazione a vantaggio di una Onlus «in elusione del codice degli appalti e delle disposizioni dell'Autorità Nazionale Anticorruzione». DOLO CONSAPEVOLE Come è evidente, le notizie sono ancora generiche rispetto all'incredibile gravità delle accuse: le quali dovranno viceversa essere circostanziate nel dettaglio per dimostrare dolo e consapevolezza in tutti i soggetti scaraventati nel calderone giudiziario. Strappare con l'inganno dei figli ai loro genitori è una cosa che facevano i nazisti, gli argentini di Videla e i cileni Pinochet: ora ci stanno spiegando che sia accaduto anche nel consacrato modello emiliano, e, come detto, sarà una mostruosità comunque vada a finire.