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09/07/2019

La strana storia delle due agende scolastiche

La Regione Ticino - Di Matteo Caratti

Prima Pagina
Tutti la conoscono: la tradizionale agenda scolastica, coloratissima, simpatica, utile, che si infila negli zainetti e viaggia da casa a scuola e viceversa. Forse qualcuno sarebbe pronto a scommettere che nellera del digitale imperat non sia pi necessaria e che un bel mattino ci annuncino il suo repentino pensionamento. Eh, no, nossignori, non cos. Al contrario: udite, udite, dal prossimo mese di settembre in Ticino di agende ce ne saranno ben due. Simsalabim: una prodotta come finora dallIstituto editoriale ticinese (da ormai 25 anni) e laltra direttamente dal Cantone. Viene cos stravolto un principio (peraltro molto elvetico) secondo il quale lente pubblico interviene in modo sussidiario nelloffrire una prestazione soltanto quando nessun privato in grado di offrirla, perch non gli conviene farlo. Storia strana e curiosa.Ma come mai? Forse che lagenda sin qui prodotta non andasse bene? Pare di no, perch, regolarmente, chi lha fabbricata per le scuole, lo ha fatto in stretta collaborazione col Cantone. Il cosa e come e dove inserire tutta una serie di informazioni utili per gli scolari stato da sempre realizzato in una perfetta sintonia (...)(...) fra chi lha curata (lIstituto editoriale ticinese) e il Cantone tramite i vari servizi. Ma allora cosa successo? Il quid il contratto di lunga durata, incompatibile con la nuova legge sugli appalti, che stato sciolto. Ora, siccome si deciso di sottoporre la stampa (e le altre prestazioni?) a concorso pubblico nel rispetto, appunto, della nuova legge sugli appalti pubblici, avremo quindi la bellezza di due agende.Un unicum, o il preludio ad altri passi in ambiti analoghi? Esempio: forse che il Cantone si metter a curare i testi per le scuole, intervenendo l dove gi esiste unofferta privata? Intendiamoci: giusto procedere a concorsi pubblici (senza strozzare i privati!), ma, lo ribadiamo, mettersi come Stato a fornire prestazioni gi esistenti sul mercato, laddove il privato gi attivo da anni e anni per la soddisfazione di tutti, ci sembra poco logico e razionale. degli angeli, il mondo, la vita, i problemi e i cittadini vanno avanti, velocissimi, senza quelle risposte a cui hanno diritto e che sono il vero compito della politica. Non vi chi non veda come il solco appaia tracciato, verso una svolta storica in cui la frammentazione, in spasmodica ricerca di visibilit e incapace di creare tempestivamente consenso e trovare compromessi costruttivi, sia destinata ad essere sostituita da maggioranze improntate al pragmatismo, alla risoluzione dei problemi, alla ricerca di risposte rapide ed efficienti. Non lasciamoci incantare dalle sirene dellideologia ma interroghiamoci per trovare la modalit che permetta di fare politica reale, concreta, efficiente nel solco di quei valori che hanno fatto grande la storia della Svizzera. Allora la politica era fatta da conservatori e progressisti, che hanno saputo imprimere il segno di un compromesso illuminato. questo lobiettivo a cui tendere. laumento del parco veicoli si mangia il miglioramento tecnico. Decarbonizzare il traffico non per domani anche se negli ultimi anni assistiamo ad un forte sviluppo delle auto elettriche arrivate a fine 2018 a 5 mio nel Mondo.Anche in Svizzera nel primo semestre 2019 abbiamo registrato un notevole aumento da 2944 a 5943 anche grazie alle consegne Tesla in ritardo del 2018, ma anche le altre marche hanno visto un aumento medio dell80%. A dimostrazione che lauto elettrica seppur pi cara allacquisto di una convenzionale si vende anche senza sussidi, quanto dicevo nel merito dei 2,5 mio di sussidi cantonali pochi mesi fa in Gran Consiglio. Nel quadriennio passato in Ticino ne sono state vendute circa 600 senza sussidi, la crescita naturale porter sicuramente al raddoppio come dimostra il trend Svizzero 2019 +147%, quindi le 1250 auto elettriche che otterranno il sussidio di 2000 Fr si venderebbero anche senza sussidi. Inoltre dal 2020 il limite in Europa e in Svizzera scender a 95 gCO km e lindustria dellautomobile sta gi riconvertendo per decine di miliardi fabbriche aumentando notevolmente lofferta quantitativa e qualitativa dei modelli elettrici per evitare sanzioni miliardarie.Ma a prescindere da queste misure ne occorrono altre di livello pianificatorio realizzando come previsto uno sviluppo centripeto degli agglomerati per ottimizzare e ridurre le distanze percorse, rendere pi efficiente lofferta del trasporto pubblico e facilitare la mobilit dolce con percorsi pedonali e ciclabili sicuri e continui. Uno sforzo particolare va fatto per le biciclette come richiesto nel Masterplan dellAta in particolare nel nostro Cantone che arranca per realizzare corsie ciclabili continue nei centri perch vediamo ancora la bicicletta come mezzo per il tempo libero, mentre ad esempio Citt come Berna realizzano gi strade ciclabili e in pochi anni luso della bicicletta cresciuto dall11 al 15% diminuendo il traffico motorizzato, a Berna il 57% delle economie domestiche non ha lauto. Assieme al potenziamento del trasporto pubblico sono queste le piste concrete da seguire e che abbiamo sotto controllo diretto, sul CO delle automobili la competenza internazionale e nazionale, cantonalmente si pu agire con le tasse di circolazione e personalmente con la scelta del tipo e luso dellautoveicolo.