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31/07/2018

La situazione dei trasporti: quali le criticità e le opportunità

La Repubblica

TRASPORTI / INFORMAZIONE PUBBLICITARIA A CURA DELLA A.MANZONI & C. Speciale IL FOC US UNO DEI TEMI CRUCIALI, COME SI OSSERVA ANCHE DAL DIBATTITO ATTUALE, È IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI NELLE INFRASTRUTTURE
Il sistema italiano dei trasporti è in stato di grave arretratezza. Considerato il ruolo strategico della mobilità e della logistica per lo sviluppo economico e sociale, ciò frena la competitività dell'intero Paese e la realizzazione di obiettivi sociali, ambientali e di coesione territoriale.
La causa di fondo di questo stato di cose è la storica assenza di una politica industriale di settore che - con coerenza e sistematicità - abbia perseguito obiettivi di sviluppo di lungo termine, in una visione di sistema e secondo priorità definite. È per questo che dalla liberalizzazione del settore che pure in alcuni comparti l'ha vista avanti rispetto ad altri Paesi europei - l'Italia non ha afferrato l'opportunità e lo stimolo per tradurre la concorrenza in efficienza e in competitività. Va detto che sebbene si siano registrati nella scorsa legislatura passi nella giusta direzione, 4 appaiono ancora oggi le maggiori criticità: la scarsa infrastrutturazione del Paese e, più oltre, l'assenza di un disegno di sistema, sia quanto alla distribuzione territoriale che quanto a quella modale (stradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale); il trasporto pubblico locale e regionale; il trasporto di merci e la logistica; la "sfida" dell'innovazione tecnologica. Uno dei temi cruciali, come si osserva anche dal dibattito politico di questi giorni, è il rilancio degli investimenti pubblici nelle infrastrutture. Positivo è stato l'orientamento maturato negli ultimi anni in materia di procedure di scelta degli investimenti e il parallelo abbandono di quello in passato incarnato dalla "Legge Obiettivo". Tuttavia la sua traduzione in concreto è ancora da realizzare, facendo ordine tra le opere con e senza "obbligazioni giuridiche vincolanti", quelle da sottoporre a revisione (project review), quelle di cui revocare il finanziamento o da approfondire con nuove analisi di fattibilità, secondo le procedure previste dal nuovo codice degli appalti. Pane per i denti dell'attuale governo che degli strumenti apprestati da quello passato sembra voler fare il proprio mantra ma che, almeno stando alle contrapporti posizioni espresse sul caso della Torino-Lione, non sembra avere idee chiare. Un approccio razionale alle priorità di investimento richiederebbe peraltro l'elaborazione di un Piano nazionale dei trasporti e della logistica che sembra di là da venire. Fa da pendant a questo la scarsa accessibilità del Mezzogiorno, al suo interno e rispetto al resto dell'Italia, causa non secondaria del permanere della sua arretratezza.
Tanto più qui si rende necessaria una attenta progettazione di fattibilità di nuovi collegamenti, ferroviari e stradali, e lo sviluppo della sua portualità. Naturalmente il rilancio degli investimenti pubblici, se effettuato in deficit, si scontrerebbe, oltre che con gli attuali vincoli comunitari, anche con il trasferimento a carico delle generazioni future dell'onere del rimborso. Se però gli investi-

Foto: BENE I MINISTRI PADOAN E TRIA A BATTERSI PER LA "GOLDEN RULE", OSSIA PER LO SCORPORO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI DAI VINCOLI EUROPEI DEL PATTO DI STABILITÀ


Foto: L'ITALIA DEVE AFFERRARE PIÙ OPPORTUNITÀ


Foto: L'OBIETTIVO È MIGLIORARE IL SISTEMA ITALIANO DEI TRASPORTI

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