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16/07/2018

La disciplina su modifiche e varianti in corso d’opera

Il Sole 24 Ore

Appalti / A cura di Mario Maceroni / [1635]
L'articolo 106 del Codice degli appalti (Dlgs 50/2016), che tratta la modifica dei contratti durante il periodo di efficacia, elenca le fattispecie che consentono le modifiche al contratto originario. In particolare, il comma 1, lettera b, disciplina le fattispecie dei lavori, servizi e forniture supplementari, individuandone la casistica. Tale disciplina, però, risulta di difficile interpretazione all'operatore che deve applicarla. Vorrei conoscere meglio le modalità di utilizzo di questo istituto, i limiti economici e la possibilità di avvalersene contestualmente alle varianti in corso d'opera. D.C. - BERGAMO Occorre innanzitutto premettere che il Codice dei contratti pubblici (Dlgs /) contempla varie ipotesi di modifiche e varianti in corso d'opera. L'articolo prevede, infatti, che i contratti di appalto nei settori ordinari e speciali (si veda l'articolo , comma , del decreto) possano essere modificati in particolari ipotesi. Le prestazioni supplementari (per i settori ordinari) non possono superare il % dell'importo originario del contratto (comma ) e sono affidabili allo stesso soggetto senza una nuova procedura di gara, soltanto se necessari e non inclusi nel contratto originario e a condizione che il cambiamento del contraente risulti impraticabile per motivi economici o tecnici, e il cambiamento del contraente comporti notevoli disguidi. Le varianti consentite in corso d'opera sono sempre possibili se sussistono tutte le seguenti situazioni: - le varianti derivano da circostanze impreviste o imprevedibili (situazioni che originano, ad esempio, da nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di autorità, ovvero da sorpresa geologica); - non sia alterata la natura del contratto; - non si superi il % dell'importo originario del contratto (per i settori ordinari). I contratti possono essere anche modificati, oltre a quanto citato, se le modifiche non sono superiori alle soglie comunitarie (fissate dall'articolo del Codice); e in ogni caso, quando non superino il % dell'importo originario del contratto per gli appalti di lavori e il % per gli appalti di forniture e servizi, e la modifica non alteri la natura complessiva del contratto o dell'accordo quadro. Si tratta comunque di fattispecie tra loro diverse ed eventualmente sovrapponibili. Per quanto riguarda le varianti, l'articolo del Dl / (convertito in legge /), riprodotto dal comma del citato articolo , aveva già disposto l'obbligo di trasmissione all'Anac (Autorità anticorruzione) delle perizie di variante progettuale approvate in corso d'opera dalle stazioni appaltanti; a tal fine, sono stati pubblicati vari comunicati Anac in merito alle modalità di trasmissione ( marzo , febbraio , marzo , novembre ), fornendo anche il modulo per la comunicazione dei dati (allegato al comunicato del novembre ). In particolare, per gli appalti nei settori ordinari sopra soglia comunitaria (.. di euro), entro giorni dall'approvazione della variante, il Rup (responsabile unico del procedimento) deve comunicare: all'Anac le varianti di importo superiore al % del valore del contratto originario; all'Osservatorio dei contratti pubblici le varianti di importo inferiore al % del valore del contratto originario. Per quanto riguarda gli appalti nei settori speciali non sussiste alcun obbligo di comunicazione delle varianti in corso d'opera per il tramite del sistema Simog, in quanto la comunicazione non è prevista dal Codice; tuttavia è stato introdotto al punto , lettera c, del comunicato Anac del settembre l'obbligo di comunicazione delle varianti nei settori speciali, che deve essere assolto dal Rup con la trasmissione della variante all'Ufficio vigilanza analisi varianti, secondo il modello allegato al comunicato del marzo .

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