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01/09/2018

La California vuole la Ru486 gratis per le universitarie

Avvenire - LORENZO SCHOEPFLIN

Stati Uniti
Dal Kentucky al Massachusetts si lavora per prevenire svolte rispetto alle scelte «liberal» della Corte Suprema
n California è giunto alle fasi finali il percorso di approvazione di una legge che prevede l'inserimento della pillola abortiva Ru486 tra i servizi forniti gratuitamente o a prezzi vantaggiosi dalle università ai propri studenti. A gennaio il testo fu approvato dal Senato californiano, mentre ora è atteso all'esame della Commissione chiamata a esprimersi sui provvedimenti con impatto sul bilancio statale: le coperture, infatti, andrebbero cercate nelle casse pubbliche. L'agenda prevede poi l'approdo della legge sulla scrivania del governatore, il democratico Jerry Brown. Nei campus californiani già adesso sono previsti servizi per gli studenti riguardanti la cosiddetta contraccezione d'emergenza, ovvero la pillola del giorno dopo di cui sono noti i potenziali effetti abortivi. Secondo i promotori della nuova iniziativa, capeggiati dalla senatrice democratica Connie Leyva, autrice del testo, anche la Ru486 dovrebbe essere garantita per evitare il ricorso all'aborto chirurgico. Il mondo pro life sta sollevando obiezioni sulla liceità di uccidere la vita nascente e fortissimi dubbi sulla capacità delle strutture sanitarie universitarie di garantire l'adeguata sicurezza per le donne sottoposte al trauma fisico e psicologico legato all'uso della Ru486. Spinte abortiste negli Stati Uniti si stanno registrando anche in Massachusetts e Kentucky. A Boston si stanno facendo i primi passi per evitare che possano venire a crearsi restrizioni in tema di aborto legale. I timori sono legati alla nuova composizione della Corte Suprema con la nomina di Brett Kavanaugh a inizio luglio, che secondo alcuni potrebbe addirittura prefigurare una revisione della celebre sentenza Roe vs. Wade con la quale nel 1973 fu legalizzato l'aborto negli Usa. In Massachusetts è ancora in vigore un vecchio bando all'aborto, che senza più la Roe vs. Wade tornerebbe in vigore. Per questo, la lobby abortista si è attivata per cancellare la legge, risalente a un secolo fa. In Kentucky nel mirino è finito l'obbligo per le donne che chiedono di abortire di sottoporsi a una ecografia durante la quale vengono mostrate immagini del feto. Con un ricorso alla Corte distrettuale, la Aclu, nota sigla del mondo pro-aborto, ha chiesto che tale obbligo venga rimosso poiché veicolerebbe un messaggio ideologico.

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