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25/08/2018

L ‘ Anac manda gli appalti Inps ai magistrati

Il Fatto Quotidiano - MARCO PALOMBI

ANTICORRUZIONE
PALOMBI A PAG. 12 La sintesi è questa: l ' Au torità Anticorruzione ha deciso di mandare gli appalti Inps in Procura e alla Corte dei Conti. Questa, però, non è la novità di maggior rilievo, perché la delibera Anac del 18 luglio firmata dal presidente Raffaele Cantone è una critica a tutto campo alla gestione delle forniture di beni e servizi del più grande ente previdenziale d ' Europa, capitolo che nel solo bilancio consuntivo 2017 vale 565 milioni di euro: " È stato evidenziato come l ' atti vità negoziale dell ' Is ti tu to , globalmente considerata nel periodo oggetto di analisi, abbia messo in luce diversi aspetti critici e di non rispondenza alle previsioni normative e regolamentari in materia di pubblici affidamenti " . Per la prima volta, peraltro, finisce direttamente nel mirino il ricchissimo comparto IT, cioè informatico e tecnologico, che vale centinaia di milioni ed è appannaggio dei grandi operatori internazionali (da Ibm a Oracle a Microsoft). PA RT IA MO da ll ' inizio. Tutto inizia il 31 dicembre 2014, anno primo dell ' era post-Mastrapasqua, il commercialista divenuto d omi nus de ll ' en te negli anni Duemila. L ' Inps è ancora commissariato e il direttore generale Mauro Nori è quasi giunto alla fine del suo incarico: Tito Boeri, che sarà nominato ufficialmente presidente di lì a poco, lo sostituirà subito con l ' ex Enel Massimo Cioffi (salvo poi cacciarlo neanche due anni dopo). L ' ul timo giorno del 2014, come detto, il dg Nori invia all ' An ticorruzione la richiesta di verificare sei appalti del triennio 2012-2014: la cosa, negli anni, si allarga ad una molteplicità di affidamenti dal settore IT già citato alla gestione degli archivi, dai lavori edilizi ai buoni pasto. Un mese fa - dopo le autodifese di Inps arrivate n e l 2 0 1 6 e 2017, anni nei quali alcuni appalti sono stati prorogati - ar riva il giudizio: " Elevata disomogeneità nei comportamenti dei singoli centri di spesa " , " assenza di coordinamento delle politiche di acquisto " , " carenza di una congrua attività di pianificazione e controllo " ; " in alcuni casi l ' assun zione di obbligazioni negoziali o la determinazione di autorizzazioni di spesa è stata assunta ex post, nei casi più gravi in assenza di verifica della relativa copertura finanziaria " . Le tecniche sono le solite: frazionamenti ingiustificati degli appalti, proroghe, ricorso a cottimi fiduciari, procedure negoziate invece di bandi e via elencando. Ovviamente, " le carenze riscontrate nelle attività di programmazione e di controllo potrebbero aver agevolato fenomeni corruttivi " , rileva Anac. I BENI E I SERVIZI informatici, come detto, sono la parte più sfiziosa della delibera dell ' An ticorruzione: 19 contratti stipulati tra il 2012 e il 2014 per un valore di oltre 227 milioni di euro. La posizione dell ' In ps, ribadita finora, è che non si può prescindere dalle " proce dure negozi ali " (ci oè senza gara) perché non esistono altri operatori in grado di soddisfare le necessità dell ' istituto a parte i big del settore. Questa scelta - " giustificata da numerosi pareri " dell ' Agid (Agenzia per l ' Italia digitale) - ha un effetto spiacevole: " La politica dei produttori software a livello mondiale prevede che, dopo il periodo di garanzia derivante dall ' acquisto del pacchetto, la manutenzione venga erogata contrattualmente senza soluzione di continuità " , scrive Inps. La critica di Anac è alzo zero: " A prescindere dalle politiche dei produttori di software, la sottoscrizione dei contratti dovrebbe essere effettuata in conformità alla legge italiana " . E cosa dice? Per il codice degli appalti la procedura negoziale senza gara è " una deroga al principio di concorrenzialità " , " pertanto, i casi in cui essa è prevista sono da ritenersi tassativi e da interpretarsi restrittivamente " . E allora: Inps non ha " svolto indagini di mercato finalizzate a verificare se vi fossero altri competitors oltre ai fornitori i nd iv i du at i " ; e non è affatto vero che le procedure IT siano sempre state avallate da Agid, che anzi fin dal 2008 aveva avvertito Inps sui problemi di " investire in sistemi l e g a cy " , cioè ereditati dal passato e di proprietà di grandi corpo ration , per " il r i s c h i o d i lock- in t e cnol ogic o " , ovvero un sistema inefficiente ma da cui diventa sempre più difficile e costoso uscire. SCRIVE AGID l ' anno scorso a proposito di una nuova proroga (2017-2020) nel settore: " Investire in sistemi legacy si gnifica dover acquisire da un unico fornitore (e/o dai suoi eventuali rivenditori) che si trova perciò in una palese condizione di forza nelle negoziazioni. (...) L ' adozione di har dware legacy determina, inoltre, la necessità di acquistare dispositivi secondari, softwa re o servizi professionali dal medesimo fornitore, creando i presupposti per il verificarsi di un lock-in tecnologico " . Inps, a parte le buone intenzioni, continua come se nulla fosse e " il tempo trascorso ha peggiorato la situazione di lock-in " . Il via libera, quindi, è concesso " in via eccezionale e solo per l ' iniziativa in esame " . L ' ANAC, nella sua delibera, cita anche l ' appalto per i servizi di archiviazione dell ' en orme mole di documenti Inps - di cui Il Fatto si occupa dal 2014 - che vale ad oggi una decina di milioni l ' anno ed è affidato da quasi un trentennio alla Delta Uno di Pomezia (un ' inchiesta dei pm di Roma non risulta aver avuto sviluppi). Nel f r a t t e m p o l ' I n p s s t a provando a rescindere il contratto il quale, scaduto a luglio 2017, risulta però " in esecuzione in regime di proroga " , sottolinea l ' Anac. Non un bel ritratto della vecchia gestione Inps, ma neanche di quella di Tito Boeri, che ha difeso il passato e lasciato che la macchina dell ' Istituto (di cui poco si occupa) ne adottasse a volte le pratiche. Per paradosso oggi, tra i candidati a succedergli a presidente - scade a febbraio - c ' è proprio Mauro Nori, l ' ex dg da cui siamo partiti, uno che giusto un anno fa accusò l ' econo mista della Bocconi di cattiva gestione ( " servizi al tracollo " ), " nepotismo e scarsa tras pa re nz a " , molta mediaticità e poca sostanza.
I NUMERI 565 mln Il valore delle acquisizioni di beni e servizi per Inps nel bilancio consuntivo 2017 227 mln L ' ammontare dei 19 contratti del settore informatico passati al setaccio da Anac nella sua delibera di luglio 75 mln Il valore base (più servizi vari) per 9 anni del contratto per la gestione dell ' a rc h i v i o

POLTRONE CHE BALLANO

Il presidente via a febbraio

E conomista Tito Boeri è a capo dell ' Inps Ansa / La Presse L ' ERA di Tito Boeri alla guida dell ' Inps si avvia al termine: nominato dal governo Renzi a fine 2014, è in carica dal febbraio 2015 e il suo mandato scadrà a inizio 2019. Nelle scorse settimane si è parlato addirittura di un addio anticipato a seguito del duro scontro con Luigi Di Maio sulle stime degli effetti del decreto Dignità: la carica di presidente dell ' Inps, però, non è soggetta a spoils system e, dopo le richieste di dimissioni, la vicenda si è conclusa con una tregua. Scontata, però, la sostituzione alla scadenza naturale. Per l ' eredità si fanno i nomi, tra gli altri, di Alberto Brambilla, esperto di previdenza vicino alla Lega e già nel cda Inps qualche anno fa, e Mauro Nori, ex direttore generale ai tempi di Antonio Mastrapasqua, di cui fu (a fasi alterne) l ' unico contropotere. Sul tavolo, però, c ' è anche l ' opzione del ritorno ad un vero cda al posto del presidente monocratico.
Ipse dixit LA DELIBERA D E L L ' ANAC L ' attività negoziale del l ' Inps, globalmente considerata, ha messo in luce diversi aspetti critici e mancata rispondenza a norme e regolamenti LE CRITICHE D E L L ' AGID Continuare a investire in sistemi legacy comporta svantaggi rispetto al fornitore e crea i presupposti per il verificarsi di un lock-in tecnologico

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