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18/07/2018

Il modello standard non tiene conto degli allegati come le planimetrie

Il Sole 24 Ore Dossier - Gian Lorenzo Saporito

I criteri standard/2 / PROCEDURE E MODULI
Una domanda incompleta può essere oggetto di «soccorso istruttorio»
pLe semplificazioni passano anche attraverso i moduli riportati nella Gazzetta Ufficiale (5 giugno 2017, n. 128). I moduli (per Scia, permessi di costruire e Cila) saranno uguali per tutti gli enti ma potranno subire degli aggiustamenti per adeguarsi a specifiche esigenze locali. A loro volta i Comuni e le Regioni pubblicano sui loro siti istituzionali i moduli unificati e standardizzati. L' articolo 9 del Dlgs 126/2016 vieta (comma 4) eventuali richieste di informazioni o documenti ulteriori rispetto a quelli indicati dalla modulistica e pubblicati sul sito istituzionale delle amministrazioni. Sono anche vietate (per la terza volta, dopo le leggi 15/68 e 241 /90 ) le richieste ai privati di documenti già in possesso della pubblica amministrazione. Con i modelli unici le varie dichiarazioni sono accorpate e, ad esempio, basta allegare un unico documento di identità per rafforzarne il valore. Sono passati più di trent'anni dall'ultima modulistica unificata, che è quella del condono edilizio della legge 47/1985: alcuni princìpi sono tuttavia immutati. Ad esempio, la presentazione di un modello eventualmente errato può essere rettificata, purché il contenuto della dichiarazione non sia completamente diverso da quello inizialmente espresso. Ciò è importante ai fini della individuazione delle norme applicabili alla decisione sulla domanda del privato, perché un'integrazione o un completamento possono avvenire senza che la domanda sia archiviata e quindi tenendo presente la normativa in vigore al momento della presentazione iniziale. Se invece la domanda è incompleta o incomprensibile, o se ne viene alterato il contenuto al fine di realizzare un "organismo edilizio" completamente diverso,potrà intendersi «non accoglibile». Una domanda incompleta può essere oggetto di "soccorso istruttorio" (terminologia già utilizzata nel settore degli appalti pubblici), attraverso meccanismi di integrazione che presuppongono una leale collaborazione tra cittadino ed amministrazione. Valgono anche per i moduli predisposti i rischi di falsità ,illustrati a pagina 8, distinguendo tuttavia sempre tra dichiarazioni che possono essere verificate dall'amministrazione e dichiarazioni che invece sono volte a rappresentare la verità, e che quindi possono trarre in inganno gli uffici tecnici, con serie conseguenze penali per il dichiarante. Come per il modulo della dichiarazione dei redditi, i modelli che si utilizzano in edilizia non hanno un valore confessorio (Cassazione, sentenza 22443/2015) e sono quindi semplici e modificabili esternazioni di scienza e di giudizio. Le norme statali non dicono nulla degli allegati ai moduli (planimetrie), moduli che peraltro sono soggetti a normative Uni per ciò che riguarda gli aspetti grafici; nulla nemmeno si dice sull'uso dei colori, che pure hanno una rilevante importanza. Si ricorda in proposito la pronuncia del Consiglio di Stato 3510/2017, che annulla un titolo edilizio perché, indipendentemente dalla terminologia utilizzata ("ristrutturazione") aveva presupposto il mantenimento di un muro perimetrale combinando graficamente vari colori (rosso, giallo, grigio e bianco). Una formale interpretazione dei grafici nella sentenza ha anche fatto ritenere abusiva una demolizione di un muro sotto il quale era stato realizzato ex novo un parcheggio: un' adeguata (e onerosa) tecnica costruttiva avrebbe infatti potuto consentire di mantenere il muro preesistente, anche se al di sotto veniva realizzato un ampio parcheggio. Un diverso rischio dell'utilizzo degli stampati deriva dalla circostanza che non è prevista la precisa descrizione di eventuali diritti dei terzi (servitù di passaggio, di non edificazione): tali limitazioni potrebbero emergere dai certificati catastali e dai titoli di proprietà, ma è probabile che, se ci si assuefa all'utilizzo dei moduli, si perde la sensibilità e l'attenzione al dettaglio. A ciò, peraltro, può rimediare il terzo interessato (il vicino), facendo presente che l'utilizzo dei moduli non può scavalcare l'esistenza di limiti alla capacità edificatoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le regole dell'unificazione

A cosa serve L'utilizzo di schemi serve ad agevolare e uniformare le espressioni ed i termini. L'opera di semplificazione parte da una scheda di ricognizione degli interventi edilizi (Dlgs 222/2016 ), che abbraccia attività edilizia libera, Cila, Scia, autorizzazioni, silenzi assenso L'esempio dell'ascensore Per esempio, un ascensore esterno, esige la Cila (punto 22). Allo stesso fine e' utilizzabile il glossario adottato dal ministero delle infrastrutture di trasporti nel 2018 che contiene l'elenco delle principali opere di realizzabili in regime di libera attività. Per realizzare l'ascensore, vi e' una specifica indicazione del glossario, che per l'installazione, riparazione o sostituzione, ricorda che l'attivita' e' libera, purché non incida sulla struttura portante, ricadendo nella categoria di intervento che comprende l'eliminazione delle barriere architettoniche La sagoma Vi sono poi le definizioni del regolamento edilizio tipo che, restando l'esempio della realizzazione dell'ascensore, fornisce la definizione di "sagoma", descrivendola come conformazione volumetrica fuori terra considerata del contorno, compresi gli aggetti e sporti superiori a metri 1,50

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