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26/08/2018

«I cittadini chiedono di essere protagonisti»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA CITTÀ CHE CAMBIA IL PROGETTO STRATEGICO IL BANDO Ci sono un milione e 200mila euro a disposizione dei vari quartieri per una serie di iniziative culturali e sociali
Decaro: gli eventi aggregano e costruiscono la comunità LA RIFLESSIONE « L'identità delle persone si misura spesso con la propria appartenenza territoriale» L'OBIETTIVO Si punta a rafforzare il capitale umano nelle diverse zone promuovendo la socializzazione
l Una spinta ad una città che ha bisogno di cambiare e migliorarsi. Il cercare di dare ascolto alle esigenze dei residenti dei vari quartieri che compongono una struttura urbana dalle diverse anime. C'è tutto questo e molto altro leggendo il bando per il sostegno alla nascita di Reti civiche urbane (Rcu) appena varato dal Comune. Un milione e duecentomila euro a disposizione della città e dei suoi rioni, per organizzare eventi culturali che possano lasciare una traccia nella struttura sociale e renderla più unita. «Per l'elaborazione della misura siamo partiti da tre riflessioni - spiega il sindaco, Antonio Decaro -. Bari è una città storicamente policentrica, una città di quartieri e l'identità delle persone si misura spesso con la propria appartenenza territoriale. Negli ultimi anni la città è stata segnata da una voglia di partecipazione e da un protagonismo civico senza precedenti: sono nati 10 nuovi comitati di quartiere, le esperienze di attivazione sociale si sono moltiplicate in campo ambientale, sociale, culturale, i cittadini sono molto più coscienti di ieri di essere attori indispensabili per lo sviluppo e ci chiedono di esprimere un ruolo sulla programmazione e spesso nella gestione. Per quanto la città la si possa migliorare con le piccole e grandi opere queste di per sé non bastano se non sono vissute e animate adeguatamente dai residenti, l'abbiamo sperimentato con i nuovi parchi aperti alla città, i giardini condivisi, la gestione associativa dei beni confiscati, il riuso delle ex scuole inutilizzate, la creazione degli orti urbani. Abbiamo più di 50 cantieri attivi presso i Municipi che puntano a migliorare la città e le sue periferie». Il bando cerca di dare risposte alle esigenze di programmi di animazione culturale e sociali che arrivano direttamente dalle persone, che rispondano ad esigenze specifiche. Iniziative simili sono già realtà in molte città europee, eventi che aggregano e costruiscono una comunità. UNA LENTE DI INGRANDIMENTO SUL TERRITORIO - «L'obiettivo della misura è quello di rafforzare il capitale sociale sui diversi quartieri. Promuovere la socializzazione, il lavoro di gruppo, facendo esercitare le persone a confrontarsi e agire collettivamente, in modo costruttivo e nell'interesse generale, Valorizzando proprio il senso di comunità. La misura propone alla città una sfida culturale: quella di superare gli steccati che spesso ci separano nel quotidiano e mettersi in rete per animare e prendersi cura del proprio quartiere. La nostra città ha delle risorse sociali e culturali latenti e manifeste su ciascun quartiere e il nostro compito di amministratori è quello di favorire la coesione e la collaborazione tra cittadini». Il bando è già online sul sito del Comune ed è attiva una pagina facebook dedicata, tutti sono chiamati a partecipare, a mettersi in rete. PIÙ CHE UN BANDO, UN PERCORSO DA SOSTENERE - «Siamo arrivati alla redazione dell'Avviso attraverso un percorso partecipativo preliminare che ha coinvolto quasi mille persone nei cinque municipi. Il supporto di presidenti e consiglieri è stato determinante. Ora avviamo i primi 12 incontri di formazione direttamente nei quartieri e poi i gruppi di lavoro saranno autonomi di autoconvocarsi, iniziando a lavorare insieme per redigere la candidatura. Avranno tre mesi di tempo per discutere, confrontarsi e mettere a fuoco una programmazione condivisa. Durante il percorso organizzeremo una grande festa cittadina per favorire il confronto tra le persone». LA RETE PROTEGGE I PIÙ DEBOLI E GARANTISCE LA TENUTA DEL SISTEMA - «Il nostro progetto sulle Reti civiche nasce proprio da questo, è la nostra risposta all'insicurezza, all'esclusione sociale che passa attraverso la ri-centralizzazione dello spazio pubblico come luogo dell'incontro, del dialogo, della comunità». Bari è chiamata ad evolvere, diventando come tante altre città in Europa dove singole realtà mettono insieme le forze per un bene comune. «Io credo che la città sia matura per questa sfida. Si tratta di un processo complesso ma siamo fiduciosi. Il nostro auspicio è che si candidino solo 12 Reti civiche urbane per altrettanti quartieri. Senza la creazione di più cordate. In questo modo non procederemmo neanche a valutazione comparativa. Stare insieme non è solo bello ma conviene. [red. cro.]

Foto: DALL'ALTO Una vista aerea della città e dei suoi quartieri [foto Luca Turi]