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12/12/2018

Fondi per la formazione: milioni di euro con un ‘ auto certificazione

Il Fatto Quotidiano - VIRGINIA DELLA SALA

INTERESSI Alcuni degli enti autorizzati dal ministero gestiscono soldi pubblici senza controlli né requisiti, tra conflitto d ' interessi, bandi ad hoc e regole poco chiare. E c ' è anche una mini-sanatoria
Tutto è perdonato Regole certe da due anni, l ' ultimo controllo nel 2011. L ' Anpal dovrebbe vigilare ma per il 2012 -2016 ha previsto solo una " ricognizione "
Almeno 7 miliardi di euro pubblici distribuiti, in media 800 milioni l ' anno, ma pochi controlli sulla titolarità per riceverli, facendosi bastare anche una semplice autocertificazione e senza verifica sui conflitti d ' interessi: sono i fondi interprofessionali per la formazione continua dei dipendenti, organizzazioni mediatrici tra datori di lavoro e lavoratori che si occupano della formazione aziendale. Una galassia di realtà virtuose e molto utili che però nascondono alcune pecore nere. Su cui nessuno vigila. I FONDI sono formati dalla componente datoriale (associazioni di categoria degli imprenditori) e da quella sindacale. Gestiscono le risorse destinate alla formazione obbligatoria dei dipendenti. In pratica, i sindacati - in accordo con le associazioni degli imprenditori - chiedono al ministero che venga autorizzato il loro fondo sulla base di alcuni requisiti previsti per legge. Il principale è la " maggiore rapp re s e nt a t iv i t à " degli enti che compongono i fondi, ovvero il possesso di un numero significativo di aderenti e la diffusione capillare di sedi - vere e funzionanti - in più della metà delle province italiane. I fondi ricevono infatti il ristorno di quota parte del contributo obbligatorio che le aziende versano per la disoccupazione involontaria, circa lo 0,3 % sulla retribuzione dei dipendenti. Al ministero del Lavoro prima e all ' Anpal, l ' agenzia per il lavoro, oggi spetta la vigilanza tramite il presidente del collegio sindacale, con una verifica triennale affidata a una società di revisione. Devono essere controllate le procedure per l ' assegnazione delle risorse e i rendiconti finanziari. È prevista anche la vigilanza sul mantenimento nel tempo dei requisiti che hanno determinato il rilascio dell ' autorizzazione. Ma non avviene. Per anni si è discusso della natura delle risorse gestite dai fondi: il fatto che i soldi arrivassero dalle aziende e che alle aziende ne tornasse una quota sotto forma di corsi di formazione, li rendeva soldi " priva ti " agli occhi di alcuni gestori. Sia l ' Anac, l ' Autorità anticorruzione, che il Consiglio di Stato hanno però stabilito che si tratta di risorse pubbliche, perché i contributi sono obbligatori. Dovrebbero quindi essere monitorati attentamente. Invece no. A luglio, per dire, l ' Unci (Unione Nazionale delle Cooperative Italiane), chiede al ministero del Lavoro di poter accedere agli atti per sapere in base a quali parametri siano stati autorizzati tre fondi. Il ministero lo concede e invia le informazioni sul fondo che si chiama Fon.Coop, che ha entrambi i soci costituenti nel Cnel (condizione che ne garantisce la rappresentatività) e sul fondo che si chiama Fondolavoro, i cui soci sono stati sottoposti per due anni a una documentata serie di verifiche sulle sedi dichiarate. Tutto tranquillo, insomma. IL TERZO fondo riserva però una sorpresa: FonARCom (costituito dall ' associazione di imprese Cifa e dall ' associazio ne sindacale Confsal) ha avuto l ' autorizzazione sulla base di semplici autocertificazioni, rilasciate da Cifa, sia sul numero di sedi, sia sulla consistenza associativa. Il ministero, inspiegabilmente, non ne ha verificato la reale rappresentatività prima di autorizzarlo. È un fondo con molta visibilità mediatica, ma una rappresentatività pari allo 0,05% di lavoratori. Il suo presidente, Andrea Cafà, a novembre era intervenuto al forum Tuttolavoro auspicando " una forte sinergia tra Regioni e fondi interprofessionali per fornire strumenti operativi e veloci alle agenzie per il lavoro oggi unici soggetti capaci di favorire l ' incontro tra domanda e offerta " . Da quando è stato attivato, il fondo ha gestito 250 milioni. È un esempio quanto meno singolare, ma non il solo. Ad Anpal e ministero, negli anni, sono arrivate decine di segnalazioni di violazioni sui fondi e l ' agenzia in una circolare di settembre ha fatto sapere di non poter vigilare su tutto. Intanto, però, a molti enti è stata negata l ' autorizzazio ne per mancanza di requisiti, con il rischio che si profili una disparità di trattamento. Tra i rilievi, casi di conflitti d ' inte ressi, di gestioni familiari, casi in cui il presidente dell ' asso ciazione di categoria è anche presidente del fondo, casi in cui il segretario del sindacato ne è vicepresidente o ai vertici degli enti di formazione che attingono al fondo. E ancora, bandi dedicati ai soli enti delle organizzazioni sindacali costituenti e finanche bandi con impegno di risorse non disponibili. I controlli sono pochi, l ' ultimo anno verificato è il 2011 e nessuno accerta il mantenimento dei requisiti. A LUGLIO Anpal - per fare una ricognizione che si concludesse quanto più velocemente possibile - ha di fatto " archi viato " i controlli sulle risorse elargite tra il 2012 e il 2016. Una sorta di mini-condono. In una nota, non più consultabile dal sito, si stabilisce che " per raggiungere gli obiettivi di conclusione delle attività di verifica entro il 31.12.2019 saranno condotte su campioni di ampiezza tra il 5 e il 12 % e in base a un sistema di valutazione dei rischi " . Poi si specifica che non tutto sarà setacciato: viene operata una distinzione tra le procedure di affidamento tra gennaio 2012 e il 18 febbraio 2016, per le quali verrà elaborata una sola " r icognizione delle tipologie di affidamento di servizi e forniture " e quelle adottate dopo, " per le quali dovrà essere verificato il rispetto delle indicazioni impartite con circolare del ministero del Lavoro del 18 febbraio 2016 " che di fatto prevede l ' applicazione ai fondi di tutte le norme degli altri finanziamenti pubblici, dal Codice appalti alle leggi europee sugli aiuti di Stato. E la verifica del possesso e mantenimento dei requisiti di rappresentatività delle organizzazioni che costituiscono i fondi? Non pervenuta. l 7m ld Di euro È quanto è stato destinato ai fondi i n t e r p ro fe s sionali negli anni. La legge che li istituisce è la 388 del 2000 C os ' è SI TRATTA di organismi m e d i a to r i tra datori di lavoro e lavoratori che si o cc u p a n o della fo r m a z i o n e aziendale. Sono autorizzati dal m i n i s te ro e gestiscono soldi che le aziende hanno l ' o b b l i go di versare NEL 2015 l ' Anac ha avviato un ' istruttoria e ha chiesto al ministero del Lavoro e all ' Inps come stessero vigilando sui fondi. Nel 2016 il ministero pubblica delle istruzioni r i e p i l o ga t i ve

Foto: Il sistema È il ministero del Lavoro ad autorizzare la nascita dei fondi La Presse