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09/12/2018

Corruzione, per gli italiani è un fatto normale

Il Fatto Quotidiano - PATRIZIA DE RUBERTIS

Giornata internazionale Secondo un focus di Libera solo per il 20% degli intervistati è utile votare politici onesti IL RAPPORTO
La percezione Chi potrebbe denunciare ha paura delle conseguenze o pensa che non serve a nulla
l problema non sono la mafia e i corrotti, siamo noi. Possibile che gli italiani non riescano a cambiare le cose? Il tema non è la legalità ma la responsabilità di ciascuno di noi nel denunciare " . Don Ciotti, il fondatore d el l ' as s oc ia zi one Libera, continua a ripeterlo da decenni. Ma la difficoltà nell ' in n e s c a r e q u e l meccanismo virtuoso non c ' è stat o e , a l m e n o n el l ' im m ed ia to , non ci sarà perché troppo diversa resta la sensazione a pelle che si prova rispetto al concetto di integrità o di corruttibilità lungo lo Stivale. È questa la foto dalle tinte fosche scattata dal Rapporto " Libe raIdee " su percezione e presenza della corruzione in Italia presentato da Libera in occasione della Giornata Internazionale contro la Corruzione. Il focus si basa su oltre 10mila interviste. Numeri alla mano, oltre il 70% degli italiani ritiene molto o abbastanza diffusa la corruzione a livello regionale, contro un 20% scarso di risposte relativamente ottimiste. Ma a colpire è soprattutto la diversificazione territoriale: se nel Trentino la corruzione sembra invisibile, in Sicilia si registra una percentuale da prefisso telefonico (2,5%) di quanti pensano che la corruzione sia poco diffusa o pressoché assente. La Campania è, invece, la Regione dove gli episodi di corruzione non vengono denunciati perché per il 37,85% degli intervistati vengono ritenuti un fatto normale. In Calabria, invece, quasi un cittadino su due è a conoscenza di persone che hanno ricevuto o offerto tangenti. E, senza che nessuno se ne possa meravigliare, la sfera politica diventa il principale bersaglio della sfiducia: la metà degli intervistati ritiene che governo, Parlamento e partiti siano coinvolti nella corruzione. Trasmettono più fiducia, invece, gli amministratori locali. MENTRE il settore degli appalti - con oltre il 40% - si conferma " area sensibile " al rischio corruzione. E non ne sono immuni il mondo dell ' im prenditoria (oltre il 30%) e della finanza (15%). Un dato che conferma come la " corru zione spicciola " sia molto meno diffusa di quanto si pensi. Chi potrebbe o dovrebbe denunciare ha paura delle conseguenze (quasi 80% delle risposte), c ' è chi ritiene corrotti anche gli interlocutori cui dovrebbe rivolgersi (36%) e c ' è chi pensa che comunque non succederebbe nulla (32%), con un quinto degli intervistati che giudica addirittura normale la corruzione. Colpisce, inoltre, che le azioni ritenute più efficaci da intraprendere per combattere la corruzione si risolvano in atti individuali: denunciare (51%), rifiutarsi di pagare (27%), votare per gli onesti (20%), mentre minore peso hanno l ' iscriversi in associazioni, il partecipare a manifestazioni o firmare petizioni (tutte intorno al 15%). " Le istituzioni devono interrogarsi sul proprio ruolo difensivo per chi ha un vissuto e non si sente tutelato rispetto al percorso di denuncia " , commenta Alberto Vannucci, componente d el l ' ufficio di presidenza di Libera e professore di Scienza politica all ' Università di Pisa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il senso della giustizia Ansa

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