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17/01/2019

Conversione del D.L. “Semplificazioni”: novità in arrivo

È in discussione al Senato in questi giorni la legge di conversione del Decreto Legge “Semplificazioni” e sono numerose le modifiche richieste in materia di appalti pubblici.
L’emendamento in questione, frutto dell’accorpamento di varie istanze presentate dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, tocca nodi cruciali per stazioni appaltanti, progettisti e imprese:
- ridimensionamento delle deroghe concesse dalla Legge di Bilancio in materia di ricorso   all’ affidamento diretto di lavori pubblici.
Dopo l’estensione della possibilità di affidamento diretto ai lavori fino a 150 mila euro, ora si starebbe valutando l’opportunità di introdurre dei paletti all’ operatività della norma entrata in vigore il 1° gennaio: si dovrebbe trattare solamente di interventi di messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e la stazione appaltante dovrebbe essere uno dei Comuni destinatari dei 400 milioni assegnati dalla Legge di Bilancio;
- cancellazione dell’obbligo di indicare in offerta la terna di nominativi dei subappaltatori;
- superamento del vincolo 80% - 20% per gli affidamenti promossi dai Concessionari. La proposta di modifica mira a permettere ai Concessionari di realizzare senza gara solamente i lavori realizzati in proprio;
- aumento da 2 milioni fino alla soglia comunitaria il tetto massimo di importo per aggiudicare gli appalti pubblici di lavori sulla base del solo elemento prezzo. La novità dovrebbe riguardare solo le procedure ordinarie bandite su progetto esecutivo. Il passo indietro rispetto al favore per il criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa è stato chiesto a gran voce sia dai Comuni che dalle rappresentanze delle imprese costruttrici fin dall’ entrata in vigore del Codice nel 2016. Nell’ emendamento in discussione, i limiti alle deviazioni permesse dall’ utilizzo generalizzato del prezzo più basso sarebbero rappresentanti dall’ esclusione automatica delle offerte anomale e dal metodo “antiturbativa”, vale a dire il sorteggio dell’algoritmo che identifica le offerte anomale al momento dell’apertura delle buste, non prima;
- possibilità di appalto di lavori di manutenzione ordinaria sulla base del progetto definitivo;
- possibilità per le stazioni appaltanti che gestiscono mercati elettronici o sistemi dinamici di acquisizione di sostituire il D.G.U.E. (Documento di Gara Unico Europeo) con un proprio formulario standard. La facoltà dovrebbe essere introdotta solamente per gli appalti sotto soglia, così da non contrastare con gli obblighi derivanti dalle direttive europee sui contratti pubblici.



Dott.ssa Claudia Mottin