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16/12/2020

Appalto integrato: cos’è e come funziona

Appalto integrato: cos’è e come funziona

Il Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. n. 50/2016), nella sua formulazione originaria, poneva un generalizzato divieto di appalto integrato, ossia l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori, salvo determinati casi in cui era possibile farvi ricorso.
Con il tempo, il Legislatore è intervenuto a modificare questa originaria impostazione, derogando all’iniziale limitazione.

APPALTO INTEGRATO: LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La normativa di riferimento è quella di cui all’art. 59, comma 1, terzo e quarto periodo, comma 1-bis e comma 1-ter del D.lgs. n. 50/2016.
L’art. 59, comma 1, terzo periodo, fa salvo quanto previsto dal comma 1-bis e stabilisce che gli appalti di lavori sono affidati ponendo a base di gara il progetto esecutivo predisposto dalla Stazione Appaltante, il cui contenuto garantisce la rispondenza dell’opera ai requisiti di qualità predeterminati e il rispetto dei tempi e dei costi previsti.

Il quarto periodo, dello stesso comma 1 dell’art. 59, pone espressamente il divieto di affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori ad esclusione di determinati casi (affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato, contratto di disponibilità, locazione finanziaria, opere di urbanizzazione a scomputo di cui all’art. 1, comma 2, lett. e)).

Infine, il comma 1-bis ammette la possibilità per le Stazioni Appaltanti di ricorrere all’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori sulla base del progetto definitivo predisposto dall’Amministrazione aggiudicatrice nel caso in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori.

La sussistenza di tale condizione che legittima il ricorso all’appalto integrato deve risultare da un’esplicita motivazione inserita nella determina a contrarre (comma 1-ter).
La determina deve illustrare non solo la prevalenza degli elementi innovativi, ma anche l’incidenza sui termini di realizzazione delle opere, che il ricorso all’appalto integrato consentirebbe di ottimizzare.
Pertanto, è stata espressamente ammessa la deroga al divieto di appalto integrato tenuto conto dell’oggetto del contratto.

APPALTO INTEGRATO: COS'E'

L’appalto integrato si caratterizza per il contributo di idee nelle soluzioni progettuali da parte dell’appaltatore. Tuttavia, tale contributo deve avvenire nel rispetto dei profili strutturali e morfologici dell’opera pubblica delineata nelle linee essenziali nel progetto preliminare posto a base di gara. Pertanto, il progetto esecutivo predisposto dall’appaltatore non deve costituire un aliud, cioè un progetto differente, rispetto a quello posto a base di gara (Cons. St., Sez, V, n. 5388/2018).

Così delineato l’appalto integrato nei suoi aspetti essenziali, occorre rilevare che le sorti di tale modalità di affidamento risultano ad oggi ancora non definite.

Nonostante il divieto di appalto integrato, salvo le deroghe su esposte, posto dal D.lgs. n. 50/2016, con lo sblocca cantieri del 2019 tale divieto è stato sospeso fino al 31 dicembre 2020 al fine di rilanciare gli investimenti pubblici e facilitare l’apertura dei cantieri per la realizzazione delle opere pubbliche (art. 1, comma 1, lett. b) del D.L. n. 32/2019 convertito con modificazioni dalla L. n. 55/2019).

Infine, il decreto semplificazioni (D.L. n. 76/2020 convertito con modificazioni dalla L. n. 120/2020) ha esteso la sospensione del divieto di appalto integrato fino al 31 dicembre 2021.

Ad oggi quindi tanto le Stazioni Appaltanti quanto gli operatori economici possono fare uso di questo istituto giuridico che consente di affidare congiuntamente l’ultimo livello progettuale con la fase realizzativa.

Avv. Daniele Bracci - Studio Legale Piselli&Partners