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04/07/2019

Antisismica, gli interventi leggeri possono evitare l’autorizzazione

Il sole 24 Ore - Supplemento - Andrea Barocci

Lo sblocca cantieri riforma gli appalti / Edilizia/2 / SICUREZZA DEGLI EDIFÌCI
Sarà il Mit a dettare con linee guida il dettaglio della nuova classificazione
Che lo sblocca cantieri abbia avuto un importante impatto sul Codice degli appalti è indubbio, ma è bene porre l'attenzione anche su tutte le modifiche introdotte nello specifico dall'articolo 3 e riguardanti le procedure autorizzative dellepratichesismiche. Inpartìcolare.laleggedi conversione, in vigore dal 18 giugno scorso, modificando in parte quello che era 0 DI 32/2019, ha introdotto nel Dpr 380/2001 alcune novità delle quali professionisti e committenti non potranno non tenere conto. Partiamo da una cosa banale: la presentazione delle pratiche non avverrà più in maniera cartacea (in triplice copia) ma tramite Pec da inviarsi allo sportello unico. LE TIPOLOGIE D'INTERVENTO Vediamo, invece, quella che è sicuramentelamodificaprincipale.cioèrinserimento (già apartire dal DI) dell'articolo 94-bis, poi modificato in fase di conversione. Con questo articolo, al comma 1, sono stati introdotti tre tipi d'interventi, classificati in base alla rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità: Rilevanti O interventi di adeguamento o miglioramentosismicodicostruzioni esistenti nelle località sismiche ad alta sismicità (zona 1) e a media sismicità (zona 2, limitatamente a valori dipeak ground acceleration-PGA compresi fra o,2og e o,25g); © nuove costruzioni che si discostano dalle usuali tipologie 0 che per la loro complessità strutturale richiedano spedali calcolazioni e verifiche; © interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastnitturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastnitturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso. Di minore rilevanza © interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche a media sismicità (Zona 2, limitatamente a valori di peak ground acceleration-PGA compresi fra o,isgeo,20gezona3); © riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti; © nuovecostruzioninonrientrantinellaiattispecie di cui allalettera a), n. 2); © (bis)-nuovecostruzioniappartenenti alla classe di costruzioni con presenza solo occasionale di persone e edifici agricoli di cui al punto 2.4.2 del decreto del Mit del 17 gennaio 2018. • Privi di rilevanza © interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d"uso,noncostituisconopericoloperla pubblica incolumità Nel medesimo articolo 94bis, al comma 2, vengono demandate al Mit, di concerto con la Conferenza unificata delle Regioni e Regioni autonome, le linee guida per l'individuazione degli interventi così come classificati dal comma 1, nonché la definizione delle varianti non sostanziali. Il termine per queste linee guidaèdi 60 giorni dall'entratain vigore dellalegge 55/2019 (18 giugno 2019). Nel caso inaiile Regioni abbianoelencazioniricondudbiliaquestecategorie d'intervento, potranno continuare a utilizzarle in attesa dell'emanazione delle linee guida del Mit, dopo di che dovranno adeguarsi a queste ultime. DEPOSITO O AUTORIZZAZIONE Per prima cosa è interessante notare l'inserimento, in un documento come il Dpr38o/2ooi, del valore di pericolosità sismica non solo amministrativo (zona sismica 1,2,3 e 4) ma anche puramente teaàcocomeìaPga-Peakgroundaccékranon(sivedalamappaquiafianco);così come la distinzione tra edifid esistenti e nuovi o a diverse tipologie di dasse d'uso. In sostanza, ogni Comune al fine del conseguimento del titolo abilitativo edilizio dovrà adottare la procedura del deposito 0 dell'autorizzazione sismica in base alla combinazione tra zona sismica, tipo d'edifido, tipo d'intervento, peakground acceleration. Tutto quanto sopra dovrebbe andare a semplificare procedure di autonomiaregionale(laprocedurasismicaèin capo alle Regioni appunto, essendo tra le materie concorrenti) ormai consolidate, perlopiù differenti da Regione a Regione ma tendenti tutte alla regola generale: nelle zone 1 e 2 vige l'autorizzazione sismica, nelle zone 3 e 4 vige il più snello deposito. A questo proposito nonsipuòiareamenodinotarecheióo giorni richiesti al ministero per l'emanazione delle linee guida costituiscono un transitorio che in certe zone potrebbe essere non indolore, in quanto si potrebbe per breve periodo innescare una procedura più complessa o con una eccessivaresponsabilitàincapoalprofessionista che assevera Apartiredali8giugnoscorsoefinoalremanazione delle linee guida delle Infrastnitture, questi gli scenari: • Se una Regione non ha confermato i propri strumenti, ononavevastrumenti, medianteiqualiavevainqualchemaniera individuato alcune delle categorie d'intervento di cui al comma 1 dell'articolo 94-bis del Dpr 380/2001, allora fa fede il testo "originario" del Dpr stesso. • Se una Regione si era dotata degli strumenti di cui sopra, allora può continuare a utilizzarli. Dopo l'emanazione delle linee guida trovapienaapplicazioneilcomma2(edi conseguenza il comma 1) dell'articolo 94-bis e le procedure saranno quelle del testo modificato del Dpr 380, come illustrate, in ogni Regione; le stesse Regioni dovranno allineare i propri strumenti alle linee guida medesime. Ingegneria sismica italiana &R1PR0DUZ10NERBERVATA