Gare MEPA

Mepa: Acquisti in rete PA

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    Il MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) è un luogo virtuale dove si incontrano la domanda e l’offerta in tema di public procurement. Sul sito www.acquistiretepa.it ogni giorno le pubbliche amministrazioni possono avviare negoziazioni telematiche, in forma di richiesta d’offerta o di trattativa diretta, oppure possono consultare i cataloghi elettronici di imprese e professionisti abilitati per acquistare con ordinativo diretto.Il portale è stato istituito da Consip Spa, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’obiettivo della razionalizzazione della spesa pubblica e della maggiore tracciabilità delle procedure di gara. Al suo interno le stazioni appaltanti possono acquistare dagli operatori economici abilitati servizi e forniture di importo fino alla soglia di rilevanza comunitaria e lavori di manutenzione ordinaria di importo fino ad 1 milione di euro.

    Le gare telematiche

    Le gare telematiche sono più veloci, più snelle e garantiscono la massima trasparenza delle procedure di scelta del contraente. Le stazioni appaltanti hanno la possibilità di sfruttare il maggior grado di concorrenzialità che la piattaforma permette, potendo accedere ai cataloghi delle imprese per confrontare tra loro prodotti e servizi disponibili e potendo invitare a presentare offerta operatori economici su tutto il territorio nazionale. Anche per le imprese i vantaggi dell’abilitazione sono molteplici: abbattimento dei costi di partecipazione alle gare, velocità e trasparenza delle procedure di gara, accesso alla contrattazione con stazioni appaltanti localizzate in qualsiasi parte d’Italia.

    Lo scorso 25 gennaio Consip SpA ha aggiornato le pubblicazioni degli open data relativi al traffico registrato nel corso dell’anno 2018 all’interno del portale MePA www.acquistinretepa.it

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    I numeri MEPA

    I dati raccolti fanno emergere con estrema chiarezza come l’utilizzo del mercato elettronico della pubblica amministrazione abbia acquistato una dimensione macroscopica e, se si fa riferimento alle cifre degli anni precedenti, in costante aumento. L’incremento era in certa misura atteso, dopo che lo scorso 18 ottobre 2018 è entrato in vigore per le stazioni appaltanti l’obbligo di gestire le procedure di gara, e più in generale lo scambio di informazioni con le imprese, esclusivamente con mezzi informatici. L’operatività della disposizione del Codice degli Appalti ha fatto scattare una vera e propria “corsa” al mercato elettronico, sia da parte delle stazioni appaltanti, che altrimenti avrebbero visto inficiare di nullità assoluta qualsiasi operazione di gara, sia da parte degli operatori economici, che sono stati forzati all’abilitazione dal timore di perdere opportunità di business nel settore pubblico.

    Partiamo dal risultato complessivo: nel 2018 sono stati appaltati sul MePA quasi 3 miliardi e mezzo di euro, di cui quasi 3 miliardi tramite negoziazione telematica (sia richieste d’offerta sia trattative dirette) e circa mezzo milione di euro tramite ordinativi diretti d’acquisto, effettuati sulla base dei cataloghi elettronici pubblicati dai fornitori abilitati.

    È cresciuto anche il numero di imprese abilitate sul portale, che è arrivato al numero record di 107 mila utenze attive, tra legali rappresentanti e operatori delegati. Anche il numero di pubbliche amministrazioni è aumentato, infatti a fine anno si registravano più di 22 mila utenze attive, suddivise tra punti ordinanti e punti istruttori. Il dato relativo alle stazioni appaltanti che fa maggiormente riflettere è quello che riguarda gli enti che fanno capo a Centrali di Committenza regionali dotate di un proprio mercato elettronico: nonostante la possibilità di appoggiarsi alla piattaforma telematica locale, tali pubbliche amministrazioni non rinunciano alle opportunità offerte dal MePA e si registrano sulla piattaforma per poter acquistare forniture, servizi e lavori di manutenzione ordinaria. In Lombardia, per fare un esempio, esiste la piattaforma Sintel, istituita e gestita dalla Centrale di Committenza lombarda ARCA, ma le stazioni appaltanti registrate sono più di 3 mila, diventando così la regione italiana con il numero più alto di punti ordinanti e di punti istruttori. Guardando al valore complessivo delle procedure aggiudicate sul MePA da stazioni appaltanti lombarde, tuttavia, ci si accorge che il ricorso a richieste di offerta e a trattative dirette è proporzionalmente minore rispetto alle altre regioni italiane. Pesa molto, invece, il valore degli acquisti a catalogo (i cosiddetti Ordinativi Diretti d’Acquisto), che ammonta a più di 80 milioni di euro: è quindi da supporre che le stazioni appaltanti lombarde sfruttino la piattaforma acquistinretepa prevalentemente per acquistare direttamente dai cataloghi elettronici pubblicati dagli operatori economici attivi sul portale.

    Sul fronte degli operatori economici abilitati, invece, la presenza più importante spetta al Lazio, che conta 11.749 utenti attivi, seguito dai 10.844 della Campania e dai 10.092 del Veneto. Il Lazio detiene anche un altro primato, quello della maggior spesa pubblica appaltata sulla piattaforma: poco più di 550 milioni di euro. Va anche detto che su questi numeri influiscono sicuramente la localizzazione geografica delle autorità governative centrali e l’assenza di un mercato elettronico istituito e gestito da una Centrale di Committenza di riferimento regionale.

    Alla luce dall’analisi dei dati pubblicati da Consip SpA, è possibile affermare senza ombra di dubbio che l’abilitazione alla piattaforma www.acquistinretepa.it è una condizione essenziale per le imprese che desiderino entrare o rimanere nel mercato degli appalti pubblici. Parimenti, la possibilità di consultare i cataloghi elettronici dei fornitori abilitati appare determinante per garantire alla pubblica amministrazione la possibilità di ottenere maggiore concorrenzialità e migliori prezzi, in linea con il principio cardine della razionalizzazione della spesa pubblica.

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