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08/04/2020

Ztl, telecamere e varchi a rilento il Comune ora risolve il contratto

Corriere Adriatico

Non rispettati nemmeno i cronoprogrammi indicati dalla ditta, l'ente locale riscuote la fidejussione
IL CONTENZIOSO
PESARO Le nuove telecamere di controllo e i varchi elettronici per la Ztl non si vedono, il Comune chiude il contratto con la ditta e riscuote la fidejussione.
L'appalto alla Sagredo
Poco meno di un anno fa l'amministrazione comunale aveva appaltato ad una ditta di Roma (Sagredo engineering) i lavori per l'estensione e ammodernamento del sistema di videosorveglianza urbana e del sistema automatico di lettura targhe, per un importo di 140mila euro, con un contributo ministeriale di quasi 90mila euro. Nel pacchetto, la sostituzione di 10 telecamere esistenti di videosorveglianza, l'installazione di 8 nuovi varchi di lettura targhe e videosorveglianza di contesto. E la fornitura e messa in opera del server presso la questura di Pesaro e Urbino per il collegamento dei varchi al Sistema Centralizzato Nazionale per Transiti e Targhe. A settembre scorso, dopo l'avvio normale dei lavori, erano stati fissati 60 giorni per completare l'opera. Entro il 19 novembre le telecamere avrebbero già dovuto essere pronte. Ma le cose non sono andate proprio come auspicavano in piazza del Popolo.
A fine ottobre, l'impresa aveva provveduto alla sostituzione delle 10 telecamere di videosorveglianza. Sostituzioni corrispondenti al 10,45% della fornitura complessiva. Le attività ancora da completare erano l'installazione dei nuovi varchi e il server Scntt. L'amministrazione comunale, riporta la determina dirigenziale di riferimento, si è trovata costretta a stipulare la polizza fidejussoria assicurativa a garanzia delle somme di cofinanziamento a favore della prefettura di Pesaro e Urbino. La ditta romana ha motivato il mancato rispetto del cronoprogramma imposto dall'amministrazione comunale per la mancata approvazione di una variante al progetto ma per il Comune la ditta stava «pretestuosamente indicando l'approvazione di una modifica contrattuale. Tale modifica, non ricade nell'ambito delle varianti in corso d'opera, si inquadra come miglioria che la legge ha ampliamente normato, di importo di circa 6.000 euro con l'incidenza di una percentuale del 5% dell'intero importo contrattuale e non può giustificare i mesi di inerzia della ditta».
Il responsabile Lavori Pubblici ha verificato che «la ditta esecutrice non ha rispettato il cronoprogramma previsto dal contratto, né tantomeno i cronoprogrammi che la stessa ditta ha prodotto e trasmesso alla stazione appaltante.
Le verifiche
Il ritardo di esecuzione del contratto sta determinando per questa amministrazione gravi problemi con la rendicontazione delle spese sostenute nei confronti del Ministero dell'Interno che ha cofinanziato le opere e di credibilità nei rapporti con la questura di Pesaro e Urbino che sta aspettando la connessione con il server Scntt di Napoli». Da qui, il Comune ha deciso, con un apposito atto, di risolvere in danno il contratto d'appalto e di riscuotere la fidejussione. Ma verrà redatto un processo verbale in contraddittorio con l'appaltatore e una relazione particolareggiata, corredata dei documenti necessari, indicando la stima della fornitura regolarmente eseguita, il cui importo può essere riconosciuto all'appaltatore decurtato degli oneri aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto, fermo restando il pagamento delle penali e ulteriori danni sofferti dall'amministrazione. Per completare il lavoro, in Comune si riservano di scorrere la graduatoria della gara.
Thomas Delbianco
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