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05/03/2020

Zona rossa bergamasca, il nuovo fronte

La Repubblica - a.m.

L'ipotesi al vaglio delle autorità. La Regione: aiuti e una terapia shock per l'economia
L'Istituto superiore della Sanità valuta l'allargamento della "zona rossa" nella Bergamasca, la Regione si appresta a chiedere al governo di considerare tutta la Lombardia «zona rossa dal punto di vista economico». Lo ha annunciato ieri il vice governatore Fabrizio Sala che con il presidente della Regione, Attilio Fontana presenterà una lista di richieste al premier Giuseppe Conte. Si tratta di «misure finanziarie per dare sostegno economico ad aziende e lavoratori che stanno subendo dei gravi danni dall'emergenza provocata dal coronavirus» - spiega il governatore Fontana, che aggiunge: «Si tratta di proposte che traggono origine soprattutto, dagli incontri che abbiamo avuto con diversi stakeholder, al cosiddetto tavolo dello Sviluppo». L'incontro con il presidente del Consiglio avverrà in teleconferenza. In tarda mattinata, invece, è prevista la visita del ministro della Salute, Roberto Speranza a Palazzo Lombardia.
L'elenco di proposte della Regione al governo è lungo. Si va dalla sospensione, alla rateizzazione, fino alla cancellazione della tasse e dei tributi nazionali. Alle quali si aggiungono anche la richiesta di deroga al Codice degli appalti, la semplificazione delle procedure di affidamento, l'anticipazione degli investimenti pubblici previsti per i prossimi anni. In altre parole, si tratta di una sorta di terapia shock per favorire l'apertura dei cantieri.
Durante il recente incontro con le categorie produttive in occasione del tavolo sul lavoro infatti erano già emerse alcune idee per affrontare il momento già difficile che stava attraversando l'economia lombarda prima che gli effetti del coronavirus mettessero ulteriormente in crisi le imprese e il mondo del lavoro. Con riflessi non solo nella cosiddetta "zona rossa", ma su tutto il territorio regionale. Quanto alle stime dei danni economici il vicegovernatore Fabrizio Sala non si è sbilanciato.
Sostiene che «È ancora presto per fare una quantificazione, ma per il settore del commercio si parla di una diminuzione del cinquanta per cento con picchi dell'ottanta e fino al novanta per cento. Dobbiamo tamponare in fretta, - ha aggiungo Sala - non possiamo andare avanti così». La ricetta si basa sulla riproposizione del «modello del Ponte Morandi» di Genova. Per dare «attraverso la nomina di un commissario» un sostegno per « il mancato guadagno e per le disdette, dando direttamente liquidità alle imprese».
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Foto: kPalazzo Lombardia