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08/01/2019

«Zes, basta con i ritardi il governo semplifichi»

Il Mattino

INTERVISTA
Nando Santonastaso
C'è più di qualcosa che preoccupa Pietro Spirito, presidente dell'Autorità portuale del mar Tirreno centrale, a proposito della Zes Campania, la Zona economica speciale istituita lo scorso anno con legge nazionale e di cui lo stesso manager è un punto di riferimento obbligato. All'appello manca soprattutto il necessario Decreto del presidente del Consiglio sulle semplificazioni, la parte più appetitosa dell'intera faccenda perché sburocratizzerà la stragrande maggioranza di procedure e adempimenti con i quali le imprese devono fare oggi i conti per ogni investimento. Ma non c'è traccia anche della delibera della giunta regionale che sancisce la pur promessa abolizione dell'Irap per chi punterà sulla Zes; e degli incentivi regionali all'intermodalità, presupposto decisivo per collegare il porto di Napoli via ferrovia agli Interporti regionali, quello Sud Europa di Marcianise-Maddaloni e quello di Nola. La sensazione di un percorso in salita è inevitabile ma lui, Spirito, che testardo lo è per davvero, non vuol sentir parlare di scenari a tinte fosche per quella che rimane almeno sulla carta - la più importante opportunità di sviluppo della regione Campania dei prossimi anni. E conferma che, come previsto, entro gennaio sarà comunque emanato il primo bando per attrarre gli investitori e dare materialmente avvio all'attuazione degli investimenti.
Come può lanciare un bando se ancora manca il decreto sulle semplificazioni, presupposto indispensabile per il successo dell'intera operazione Zes?
«Intanto chiariamo che le decisioni non spettano solo a me, ma al Comitato di indirizzo appositamente costituito dalla legge e nel quale sono rappresentati sia la Regione sia il governo. Il bando si può fare perché è disponibile un credito d'imposta fino a 50 milioni che può essere prenotato dalle aziende interessate a investire nella Zona economica speciale. Certo, senza il Dpcm sulle semplificazioni potremo limitarci a ribadire le priorità contenute nel Piano di sviluppo strategico della Regione, che ha definito gli obiettivi della Zes e che resta la linea-guida essenziale del percorso: tuttavia il bando non sarà comunque un atto inutile o privo di efficacia».
Il Dpcm del governo sembrava però già a dicembre dietro l'angolo, cosa lo sta bloccando?
«Anche qui è bene chiarire che certe difficoltà di carattere organizzativo sono comuni a tutti i governi, non creda che un anno fa la situazione era particolarmente diversa. La Zes coinvolge quattro ministeri, da quello per il Sud al ministero dello Sviluppo economico, dall'Economia ai Trasporti ed è dunque inevitabile una certa confusione. Mi conforta però il fatto che l'interesse del governo attuale resta forte, senza l'impegno del vicepremier Luigi Di Maio ad esempio non avremmo avuto la nomina dei due rappresentanti del governo nel Comitato di indirizzo».
Ma la semplificazione in chiave Zes non poteva già far parte del decreto ad hoc per le semplificazioni varato dal governo e ora all'esame del Parlamento per la sua conversione in legge?
«È vero, sarebbe stato meglio; ma mi auguro che proprio in sede di conversione del decreto di cui lei parla possa arrivare un super emendamento del governo che contenga anche le misure relative alla Zes. E non solo: spero che in quel contesto si recuperi anche il provvedimento per le zone doganali intercluse che permetterebbe di pagare l'Iva solo al momento della produzione e non all'arrivo della merce. In Italia soltanto Trieste e in parte Venezia godono di questa misura ma il Sud ne ricaverebbe vantaggi enormi».
Non teme che con il passare del tempo l'iniziale entusiasmo suscitato in Campania dall'istituzione della Zes rischi di perdere intensità anche alla luce della frenata dell'economia, che nel Sud avrà riflessi preoccupanti?
«Sappiamo bene che la Zes non è la bacchetta magica per i problemi del Mezzogiorno ma una grande opportunità alla quale tutti gli attori devono partecipare. L'abolizione dell'Irap regionale o gli incentivi per collegare il porto di Napoli agli interporti hanno lo stesso valore del Dpcm semplificazioni. Perché la Zes o è un'azione collettiva o non è. Verificheremo in occasione della call la disponibilità anche delle imprese a partecipare fino in fondo alla realizzazione di questa sfida e sono certo che non mancherà: del resto la mia testardaggine è ormai nota, spero che diventi contagiosa per tutti».
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