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26/08/2018

«Zero tasse ai negozi di periferia»

Libero - FA.RUB.

L'assessore regionale alle Attività produttive Mattinzoli
L'esponente di Fi: «Incentivi alle imprese per chi apre attività nei quartieri decentrati»
Alessandro Mattinzoli, assessore regionale con delega allo Sviluppo economico, prima di essere un politico è un imprenditore. Settore turismo. A Sirmione. E a Palazzo Lombardia, nei suoi uffici, ogni giorno lavora provando ad applicare questa mentalità. «Non solo. Sono stato anche amministratore e quell'esperienza mi sta aiutando in questi primi mesi. Ma è indubbio che essere un imprenditore aiuta, soprattutto nel confronto col mondo dell'impresa e del lavoro». Assessore il suo assessorato è trasversale rispetto al lavoro della giunta. Con chi lavora di più? «Questi sono stati mesi di apprendimento. Della macchina e delle problematiche. Tra le altre cose ho avviato un lavoro congiunto con altri quattro assessorati: formazione, politiche sociali, territorio e ambiente. Insieme possiamo fare cose interessanti per la Lombardia». Partiamo dalla formazione, delega che fa capo a Melania Rizzoli. Su cosa lavorate? «Sul dare ai giovani un orientamento. Solo così potranno essere informati e aiutati a specializzarsi in settori dove c'è lavoro». E con Stefano Bolognini titolare delle politiche sociali? «Con lui sto lavorando a un piano molto interessante che riguarda la desertificazione delle periferie. Spiego: ci sono zone dove non ci sono più negozi. Così stiamo pensando di incentivarne l'apertura in spazi lasciati vuoti. Come? Con un periodo di detassazione totale. Questo consentirebbe un maggior presidio sul territorio e una riduzione della micro criminalità». Con Pietro Foroni e il suo assessorato al terrritorio, invece, cosa state studiando? «Anche qui una serie di incentivi per diminuire il consumo di suolo. Costruire sull'esistente ha un costo maggiore. Così si deve agevolare chi sceglie questa soluzione». Chiudiamo con l'Ambiente, settore di Raffaele Cattaneo... «Penso al piano di riutilizzo delle Cave che non devono essere abbandonate. Capisco le tematiche degli ambientalisti, ma bisogna tutelare anche il mondo dell'impresa». Senta, il suo assessorato ha un ruolo chiave anche nell'attrarre le imprese, con una serie di bandi che stanno funzionando. «Alcuni di essi c'erano anche prima che arrivassi io e non li ho toccati, anzi, li ho rifinanziati. Io ho solo cercato di creare le condizioni affinché essi diventino più specifici per i vari territori e le loro esigenze. Il mondo delle impresa ha regole comuni, ma ogni territorio ha le sue specicificità e noi dobbiamo tenerne conto. L'ultimo bando si chiama "Storevolution" e aiuterà le Pmi commerciali ad affrontare i cambiamenti legati alla rivoluzione digitale. Le domande si dovranno presentare dal 10 settembre all'8 ottobre». Sia sincero, cosa pensa del decreto dignità di Di Maio? «Al 70% è fatto per soddisfare la rabbia sociale, ma non è strategico. Punta ad un'eguaglianza tra i lavoratori, ma al ribasso. E noi ai nostri giovani dobbiamo regalare un futuro migliore, non peggiore. No, non mi piace». Oltre ad essere assessore in Lombardia, lei è anche un dirigente di Forza Italia. Come vede il futuro del suo partito? «Vendiamo un prodotto vecchio, non più credibile. Per rinnovarci, però, non basta cambiare nome. Serve uscire dai palazzi e andare in mezzo alla gente come Lega e M5s. Io credo che lo spazio per un partito che non sia populista ci sia». E il futuro del centrodestra? «Quello che governa in Lombardia è il solo che può rilanciare l'Italia. Ma serve riconoscere dignità agli alleati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Alessandro Mattinzoli [Ftg]