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16/06/2020

Zaia: «In estate la normalità Dal 15 luglio si sblocca tutto»

L'Arena di Verona

IL GOVERNATORE FA IL PUNTO. Sempre aperta la questione della data del voto in settembre
Il presidente: «Pronti a comperare il vaccino se l'Aifa dà il via libera»
VENEZIA «Sono convinto che la normalità tornerà in estate». Lo ha affermato, interpellato dai giornalisti, il presidente del Veneto, Luca Zaia nel consueto punto stampa. «Non ho una data - ha precisato - ma se continua così e i dati epidemiologici proseguono, lo stesso governo nel momento in cui fa scadere il Dpcm il 15 luglio, indica che a quella data vuol fare un tagliando. E molte attività sono già state liberate da incombenze. Diciamo che il 15 luglio - ha concluso - è la deadline per far sbloccare tutto».Perché la situazione va valutata di giorno in giorno e le notizie sono buone, anche se c'è l'incognita di una nuova possibile ondata in autunno. Per questo Zaia si è detto pronto come Regione ad acquistare il vaccino quando sarà pronto. «È uno scenario in grosso movimento e fra tre mesi sarà un altro mondo, chi porterà a casa il vaccino o un test rapido sicuro sarà come avere il test per la gravidanza o per la glicemia in casa. Vuol dire che il virus è gambizzato. Ci vuole prudenza sugli scenari - ha precisato - ma se i vaccini verranno autorizzati dall'Aifa noi siamo pronti a ordinarli e a comprarli. La vaccinazione non è obbligatoria ed è fortemente raccomandata, ma noi dobbiamo mettere in condizione i veneti a vaccinarsi». Una precauzione, alla luce del comportamento molto singolare di questo virus. «Questo virus è veramente strano nei suoi comportamenti», ha sottolineato Zaia. «È incomprensibile e per questo è d'obbligo rispettare le regole minimali, come l'uso della mascherina secondo le regole. Se il virus circola adesso così poco - ha proseguito Zaia - vuol dire che qualcosa è accaduto. Dopo Vò ci sono stati alcuni focolai, a Dolo e a Venezia, su alcuni pensionati anziani e adulti, pensavamo che diventasse una "bomba" esplosiva, in un posto dove l'assembramento è quotidiano, e invece non è accaduto nulla. Da altre parti invece l'innesco ha dato vita a un'esplosione, come a Treviso o altri focolai nel Padovano».Di fronte a questi scenari resta ancora apertissima la discussione sulle dare per la scuola e per il voto regionale. «Non c'è l'accordo con i governatori, ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Il 14 settembre potrebbe essere una bella idea, ma si facciano le elezioni il 6», ha affermato il presidente della Regione rispondendo a una domanda sulla proposta che il ministero dell'Istruzione farà alle Regioni per aprire il nuovo anno scolastico il 14 settembre.«Io sottoscrivo la proposta del Governo di aprire l'anno scolastico il 14, ma il Governo deve prendere l'impegno per le elezioni il 6. Riaprire il 14 per poi richiuderle un'altra settimana per le elezioni lo trovo assurdo», ha aggiunto.Perché, ha aggiunto, l'ufficio complicazioni affari semplici è sempre al lavoro. Tanto che a chi gli ha chiesto i primi punti per gli Stati generali voluti dla premier Conte, il presidente è tornato a chiedere a gran voce: «Dare l'autonomia al Veneto». «Secondo - ha proseguito Zaia - è distruggere l'Ufficio complicazione affari semplici, che incasina la vita a operatori e cittadini; terzo, iniettare risorse fresche nell'economia; quarto, agevolare il più grande committente delle opere, che è il pubblico, accantonando il Codice degli appalti e adottando il modello Ponte Morandi. Avremmo un miliardo di opere pubbliche che darebbero dia mangiare a un sacco di gente. Quinto, non andare col cappello di paglia in Europa. Ve lo dice uno che è andato in Europa a trattare. Non dico di andare a fare gli arroganti, ma essere consapevoli che l'Italia è stato fondatore e non possiamo stare tutto il giorno - ha concluso - sullo zerbino della porta».