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09/12/2018

Wifi gratuito in spazi pubblici, fondi a 14 Comuni

La Stampa - lorenzo boratto

a ciascuno 15 mila euro dall'unione europea
Cavallermaggiore, San Stefano Belbo, Castelnuovo di Ceva, Morozzo, Baldissero d'Alba, Nucetto, Pietraporzio, Bergolo, Beinette, Pagno, Monforte d'Alba, Neive, Monastero Vasco, Castelletto Stura. Sono i quattordici Comuni cuneesi «premiati» con quindicimila euro ciascuno dall'asta online dell'Unione Europea per realizzare il wifi gratuito in spazi pubblici. I fondi sono del bando europeo che assegnava in totale 120 milioni di euro ai Comuni del Vecchio Continente per installare hotspot, gratuiti e pubblici, per la connessione senza fili a internet: ai municipi va solo l'onere di curare la manutenzione degli impianti. Gara ripetuta

C'erano stati problemi e disservizi per questo maxi bando molto atteso: a maggio era stato un «disastro», il sistema non aveva retto alle migliaia di richieste in contemporanea da diversi Paesi. Allora la gara venne annullata, ma grazie alle proteste trasversali (anche di Anci Piemonte e Uncem) venne riproposta a inizio novembre.

Michele Pianetta, vicesindaco di Villanova Mondovì e vicepresidente di Anci Piemonte con delega all'Innovazione, e Marco Bussone (presidente nazionale Uncem e vice a livello regionale) spiegano: «Sono stati premiati dal bando 224 Comuni italiani, ma hanno partecipato 3.202 paesi e città solo dall'Italia, un record fra i Paesi europei. A livello italiano ci sarà un nuovo bando a cura di Infratel, sempre per il wi-fi negli spazi pubblici, riservato ai piccoli centri: i Comuni sotto i 2 mila abitanti».

In Piemonte sono stati 27 i Comuni premiati (la metà sono nel Cuneese) e hanno vinto centri come Pietraporzio e Bergolo, rispettivamente 74 e 68 abitanti, ma anche capoluoghi di provincia come Catanzaro, Trento, Pavia. Bisognava prenotarsi per primi per accedere ai fondi.

Nei prossimi due anni saranno aperti altri quattro bandi europei per arrivare a finanziare in totale otto mila comuni. Alla Granda sono stati assegnati per ora 210 mila euro in totale (tra le prime escluse c'è anche Mondovì) per realizzare reti «gratuite, senza pubblicità, senza raccolta di dati personali».

I Comuni cuneesi che hanno partecipato sono stati decine anche perché la provincia continua a soffrire di «digital divide», il divario digitale tra i grandi centri urbani connessi e il problema della scarsità di segnale nelle aree periferiche.

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