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28/05/2021

W la deregulation

Il Foglio - (a.c.)

Misure preventive da rivedere e Anac da cambiare. Parla Giulio Napolitano
Deregulation, con juicio. E ' l ' opinio ne di Giulio Napolitano, amministrativista blasonato e professore di Diritto amministrativo a Roma Tre (nonché figlio del presidente emerito della Repubblica). " Serve un sistema con me no vincoli, gare innovative, forme di cooperazione e negoziazione avanzata, ma ciò deve avvenire nel quadro della normativa europea, con alcuni caveat " . Ci spieghi meglio. " Una Pa dotata di mag giore flessibilità per accelerare i tempi non può coesistere con un sistema di minacce sanzionatorie sproporzionate che funzionano da deterrente per chiunque sia chiamato a prendere decisioni in autonomia. Io penso che sia una buona idea attestarsi sui vincoli minimi imposti dalle direttive europee ma andrebbe modificato il regime di responsabilità in capo a chi deve decidere. Superiamo il sistema delle quote per i subappalti, ma cambiamo anche le funzioni delle autorità di controllo " . Lei è favorevole alla deregolamentazione. " Io penso che per cogliere appieno i benefici di un quadro regolatorio meno rigido vadano apportati alcuni cambiamenti. Se si supera l ' idea delle quote, ad eccezione di ap palti speciali come ha detto il presidente dell ' Anac Giuseppe Busia, bisogna garantire anche strumenti di trasparenza e responsabilità diretta del subappaltatore nei confronti della stazione appaltante per evitare che ciò diventi un escamotage volto ad aggirare regole e controlli. Negli anni non sono mancati i casi di fornitori e subappaltatori che attendono di essere remunerati nelle more di una procedura concorsuale che coinvolge il contraente generale " . Sull ' ipotesi di gare al massimo ribasso i sindacati minacciano lo sciopero generale. " Anch ' io sono contrario perché il più equilibrato e articolato criterio dell ' offerta economicamente più van taggiosa è un punto di approdo irrinunciabile della legislazione europea. Il massimo ribasso si presta a pratiche abusive e fa perdere di vista alcuni valori contratti pubblici: la qualità di opere e servizi, gli standard di sicurezza, la tutela ambientale " . E che dice del cosid detto " appalto integrato " che affida al medesimo soggetto la progettazione e l ' esecuzione dell ' opera? " Nella fase at tuale, questo tipo di appalto può rappresentare una necessità. Dobbiamo superare la polverizzazione attuale a favore di un maggiore accentramento delle stazioni appaltanti: solo così potremo avere un credibile interlocutore di operatori privati esperti " . La " paura della fir ma " nella Pa resta un deterrente per chi vorrebbe snellire le procedure. " Sul punto, oltre alle recenti modifiche dell ' abuso d ' ufficio e dell ' imputazione della responsabilità erariale, forse è arrivato il momento di fissare un tetto all ' obbligo risarcitorio: uno, due o tre anni di stipendio, ma la sanzione deve essere credibile, non mostruosa, di milioni di euro come spesso viene minacciata. E poi va eliminata l ' applicazione draconiana delle misure preventive, tratte dalla legislazione antimafia, a funzionari e dirigenti pubblici. E ' una cosa abnorme, tutta italiana " . Lei ha parlato di autorità di controllo: si riferisce all ' Anac? " Sì, in questi anni si è ca ratterizzata come un occhiuto controllore ma, per essere efficace nella sua azione, dovrebbe sdoppiarsi in modo da agire con due collegi distinti quando svolge funzioni di prevenzione della corruzione e quando interviene nelle vesti di autorità di regolazione e vigilanza sui contratti pubblici. Nel secondo caso, occorre una composizione diversa che includa economisti e tecnici più orientati a tutelare l ' interesse pubblico all ' effi cienza amministrativa e al completamento delle opere a supporto delle stazioni appaltanti. O si vigila o si collabora: l ' istituzione può restare unica ma le due funzioni richiedono sensibilità e competenze distinte " . L ' Italia è inchio data tra burocrazia e ipertrofia normativa. " Il codice dei contratti pubblici è un caso paradigmatico. Le direttive europee operano in una logica di regolazione del mercato. Nel recepirle, noi le abbiamo trasformate in una disciplina di tutta l ' azione amministrativa in forma con trattuale, per di più con un ' aspirazione moralizzatrice. Poi, pur essendo un codice, abbiamo modificato continuamente le norme. E lasciate alcune delle vecchie in piedi, alimentando il caos interpretativo e applicativo. Con Mario Draghi abbiamo un ' occasione unica " .