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25/07/2018

Vulcano, 400 operai in mezzo al guado

QN - La Nazione

- LA SPEZIA - IL magic moment dello stabilimento Fincantierii del Muggiano - scattato sull'onda della legge navale per il rinnovo della flotta della Marina Militare - subisce un contraccolpo a causa dell'incendio di nave Vulcano. Il lavoro, però, non manca anzi è destinato a crescere per rimediare all'imprevisto. Ciò non toglie che questi siano giorni di ansia montante: alla vista dell'unità segnata dal fuoco, per la cassa integrazione straordinaria di tre giorni scattata per circa 50 dipendenti diretti del cantiere e, soprattutto, per i destini dei circa 400 lavoratori delle 70 ditte di appalto impegnate nell'allestimento della nave rifornitrice. E così nel mirino finisce anche il sistema degli appalti, che orbita attorno alla Fincantieri. «Nel corso del tempo è stata persa una proporzione accettabile rispetto al numero dei dipendenti diretti, con le conseguenze che questa sproporzione determina» lo denunciano le segreterie provinciali di Fiom Cgil, andando oltre l'appello della Uil presidente della Regione Giovanni Toto perché si adoperi a favore dei lavoratori meno tutelati (vedi pezzo in regionale). «C'È IL rischio che per molti dei quasi 400 lavoratori dell'indotto non ci siano strumenti di tutela che consentano in tempi brevi di tamponare il blocco delle lavorazioni. Questo mette in evidenza quanto, in queste condizioni, sia difficile tutelare i lavoratori dell'appalto che ogni giorno lavorano gomito a gomito con i dipendenti diretti di Fincantieri, non godendo delle stesse tutele». Di qui l'appello: «Considerando questa situazione, riteniamo sia assolutamente necessario che le istituzioni, a partire dalla Regione Liguria, si attivino per promuovere tutte le forme di tutela ordinarie e straordinarie affinché esse siano garantite a tutti i lavoratori senza distinzioni». Infine la richiesta a Fincantieri a confrontarsi, attraverso un tavolo specifico, con le aziende interessate per preservare la continuità lavorativa di tutte le maestranze. Le occasioni di impiego non mancano, anche alla luce della logica organizzativa dello stabilimento integrato Muggiano-Riva Trigoso. I CARICHI di lavoro sono del resto andati in crescendo nel corso degli ultimi anni (11 per cento dal 2015 al 2016; 15 per cento nell'anno successivo, fino all'impennata del 2018: 23 per cento), con crescita occupazionale interna sull'ordine del 10 per cento, fino alla soglia dei 1000 dipendenti complessivi, a cui si affiancano i circa 2000 dell'indotto. Tra Riva Trigoso e Muggiano si sviluppano le commesse dell'ottava, della nona e della decima Fremm per la nostra Marina, la prima, la Merceglia, in consegna l'anno prossimo, le altre da costruire. Ci sono poi sette pattugliatori d'altura con consegne previste nel 2021, 2022, 2023, due nel 2024, gli altri nel 2025 e 2026; ciò in parallelo alla nave multiruolo per lo sbarco-truppe (impostata nel febbraio scorso, con previsione di consegna del 2022). Altro lavoro garantito con le commesse per il Qatar: quattro corvette, due pattugliatori d'altura, una nave anfibia. Mentre Fincantieri non perde occasione per riposizionarsi sul mercato dei megayacht; tre i 'concept' già definiti: per unità da 66, 90 e 110 metri. Sono stati presentati ai saloni di Viareggio, Monaco e Fort Lauderdale, suscitando interessi promettenti. C.R. Rapporti da rivedere

Fiom-Cgil denuncia il sistema degli appalti con troppi affidamenti esterni e meno garanzie

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