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13/03/2021

Volontari per i vaccini l’ira degli infermieri: «Non lavoriamo gratis»

Il Mattino

L'Ordine contesta il bando della Asl «Dequalificante per la professione»
IL CASO
Fiorangela d'Amora
Francesca Mari
La Asl cerca operatori sanitari a titolo gratuito per la campagna vaccinale ma l'Ordine degli infermieri protesta: «Senza contratto la professione è dequalificata». Fa discutere il nuovo bando per il reclutamento di vaccinatori emesso dall'Asl Napoli 3 Sud al fine di potenziare la campagna di vaccinazione. Si cercano farmacisti, medici e infermieri a titolo completamente gratuito: oltre alla copertura assicurativa e al rimborso spese - ma solo in caso di spostamento con la propria auto da una sede all'altra nella giornata di attività - per i volontari è prevista soltanto la formazione. Il bando, con scadenza il 31 marzo, richiede l'impegno di almeno un turno a settimana di sei ore, con la scelta del distretto, ed è finalizzato a creare un elenco di volontari.
I primi a farsi sentire sono stati gli infermieri, non per aderire ma per protestare. Il motivo? Per i medici di famiglia, individuati in prima battuta dall'Asl con un protocollo d'intesa, è prevista una retribuzione di circa 9 euro tra prima e seconda dose. A raccogliere il malessere dei lavoratori l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Napoli che ha scritto alla direzione generale per rappresentare il proprio dissenso. Nella lettera, a firma del presidente Teresa Re, si ritiene indispensabile che «un servizio di alto impatto socio-sanitario come la vaccinazione debba essere formalizzato anche attraverso una forma contrattuale che riconosca il valore dei professionisti».
Inoltre, si sottolineano alcune criticità, come il conflitto tra l'avviso pubblico e il bando Arcuri (emanato a dicembre scorso per reclutare 15mila operatori e ormai scaduto), l'onere dell'impegno per i volontari perché l'attività non durerà meno di un anno, il fatto che gli infermieri in quiescenza non sono iscritti all'Ordine. Infine il presidente Rea chiede ai vertici della Napoli Sud un incontro per un confronto. Prima della Sud è stata l'Asl Napoli 2 Nord, lo scorso 22 febbraio, ad emanare un bando simile e ha ricevuto, ad oggi, circa venti domande di adesione. Poche, ma non ci sono state proteste come per la Napoli 3 dove il rischio, prevede qualcuno, è che non si presenti nessuno.
I NUMERI
Sessantaquattro positivi nella zona rossa rafforzata di Castellammare diventano una buona notizia. Dopo settimane in cui la media era tra i 100 e i 150 positivi al giorno, il bollettino di ieri ha segnato un netto calo, anche se scende anche il numero dei tamponi lavorati: 346. «La percentuale dei nuovi positivi rispetto ai tamponi effettuati è al 18,49%. Si conferma - fa sapere il sindaco Cimmino - la tendenza in lieve miglioramento registrata nella settimana dall'1 al 7 marzo con le misure restrittive decise dall'amministrazione. Inoltre sono 50 i guariti». Resta un dato stabile la presenza di giovanissimi tra i positivi, ieri erano sei bambini tra uno e nove anni e tredici ragazzi tra i 10 e i 17 anni. In totale sono 2475 i positivi attuali a Castellammare e 73 i morti ufficializzati dall'Asl.
Intensificati i controlli. La polizia municipale coordinata dal comandante Antonio Vecchione e dal tenente Donato Palmieri, ha elevato dodici verbali per il mancato utilizzo della mascherina e ha sanzionato cinque attività commerciali che hanno violato le disposizioni (due negozi sono stati chiusi). Migliora la situazione anche a Sant'Antonio Abate, dove 19 persone delle 37 positive.
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