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12/11/2020

Volevamo «illuminare» 100 chilometri di strade

Corriere del Mezzogiorno - Ciro Fiola

L'intervento
Illuminare Napoli, le sue periferie, le sue piazze, per un Natale che poteva rappresentare un momento di rilancio per l'economia e il commercio. Illuminare per la prima volta 100 chilometri di strade, partendo da Scampia, passando per Secondigliano, Barra, Ponticelli, per poi avvicinarsi al cuore pulsante della città. Lo avevamo immaginato così il Natale 2020, attraverso un bando da 1,5 milioni di euro che impegnava le aziende che operano nel settore ad accendere luci ed entusiasmo, in un momento cupo della nostra storia moderna. Immaginavamo, con gli amici dell a G i u n t a ca m e r a l e e co n i l Consiglio dell'Ente, di dare questo contributo alla città. Un segnale forte, deciso, per guardare oltre l'emergenza sanitaria, per risollevarsi, per riaccendere una speranza che sembra schiacciata dalla paura. E invece, con profondo rammarico, abbiamo dovuto registrare una diserzione da parte di chi poteva partecipare e non lo ha fatto. Sembra incredibile, in un momento del genere, ma la gara è andata deserta. Nessuna richiesta di partecipare è giunta, lasciando Napoli al buio. Avevamo fatto un appello alle imprese affinché partecipassero con slancio, indicando strade e piazze, privilegiando le periferie. Ma alla scadenza indicata per la presentazione dei progetti, non abbiamo registrato partecipazioni. Il timore è che esista un cartello di settore che abbia puntato a determinare quest'esito sciagurato e che quindi condizioni fortemente anche le scelte strategiche dell'Ente. E a nulla è valsa la successiva disponibilità, mediata dal Comune di Napoli, nei confronti di un'azienda che si occupa della manutenzione della pubblica illuminazione della città, per attivare la procedura diretta come previsto dalla leg ge. Ci siamo sentiti chiedere un incremento del budget, abbiamo appreso con sorpresa che avremmo anche dovuto ridurre di molto l'aspettativa, immaginando di poter illuminare la metà delle strade indicate. Richieste irricevibili, inaccettabili nel merito e fuori dal quadro normativo che ci impone di non variare alcun parametro del bando. Mi chiedo perché, considerato che il nostro progetto è stato realizzato con il supporto della stazione appaltante della Città Metropolitana di Napoli, non si sia immaginato da parte dell'amministrazione comunale di sensibilizzare con maggiore convinzione chi poteva partecipare e non lo ha fatto. È immaginabile che nessuno abbia interesse a partecipare a un bando così ricco, per illuminare la terza città d'Italia? Eppure, non è nel mio stile arrendermi. E non lo farò nemmeno stavolta. Lancio una sfida a chi dimostrerà di avere le carte in regola per compiere l'opera: sono pronto anche domani a procedere all'affidamento diretto, naturalmente rispettando tutti i parametri già indicati. I soldi ci sono, sono i soldi dei commercianti ai quali dobbiamo restituirli attraverso iniziative ambiziose come questa. In caso contrario saremo costretti a riammettere nella disponibilità economica dell'Ente l'intero importo, destinandolo a una nuova idea per il prossimo anno. Quando grazie all'esperienza non ci faremo spiazzare da cartelli o accordi di sorta. Stiamo infatti già immaginando di creare un'ATI, come ci consente la legislazione vigente, con una grande azienda a carattere nazionale per studiare insieme il prossimo Natale, puntando stavolta a illuminare l'intera città. Presidente Camera di commercio di Napoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Presidente Ciro Fiola, a capo dell'ente camerale


Foto: e avevamo immaginate cos ì le Feste 2020, attraverso un bando da 1,5 milioni Andato deserto