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15/01/2021

“Voglio chiudere le partite aperte” La parola d’ordine è riqualificare

La Stampa - FILIPPO MASSARA

A pochi mesi dalle elezioni il sindaco Canelli fissa gli ultimi obiettivi, dall'ex macello alla cittadella dello sport IL CASO
NOVARA Il mandato è agli sgoccioli e il sindaco Alessandro Canelli fissa gli ultimi impegni prima del voto. La partita si gioca sul tavolo delle riqualificazioni. Tre i bandi che il primo cittadino di Novara punta a lanciare in questi mesi: uno è sul mercato coperto, un altro su Casa Bossi e l'ex macello e un altro ancora sul centro sociale. Il programma è annunciato nella conferenza stampa di inizio anno, pensata anche - avverte il sindaco - «per smentire con i dati le accuse del Pd». Canelli spiega che il bando sul recupero delle ultime campate del mercato di viale Dante «partirà la settimana prossima». Per Casa Bossi e l'ex macello «manca solo il nulla osta della sovrintendenza». Sul centro sociale si attende invece la perizia dell'area. «È di proprietà del Comune e della Provincia. Abbiamo quindi affidato l'incarico della valutazione a un ente terzo. Dal punto di vista urbanistico è stato fatto tutto il necessario». La trasformazione di questa superficie in viale Giulio Cesare induce il sindaco a tracciare anche le linee guida della città che cambia. Lo sviluppo della logistica e dell'Università sono due degli obiettivi su cui Canelli fonda la sua visione. «All'inizio della settimana prossima verrà annunciato l'operatore che si insedierà ad Agognate. Da settembre saranno creati centinaia e centinaia di posti di lavoro. In questi anni abbiamo sbloccato l'iter sul baffo ferroviario e ceduto le quote comunali del Cim, dove infatti grazie a un privato si è tornato a investire dopo 25 anni. Interesse pubblico - dice - non significa possedere quote per non farci niente, ma creare le condizioni per lavoro e sviluppo». Canelli cita poi la variante De Agostini, i programmi sul polo della moda e su nuovi spazi per residenze universitarie, il bando periferie, il castello e il Coccia. Sulla riqualificazione dell'area del vecchio ospedale preannuncia che «allestiremo un gruppo di lavoro con molti soggetti per raccogliere spunti». Quindi replica in maniera diretta al Pd citando numeri «che non possono essere smentiti». «Su scuole e nidi abbiamo investito 15 milioni contro i 3,4 dell'amministrazione Ballarè - analizza -. Su manutenzione di strade, piste ciclabili e marciapiedi il confronto è di 14 milioni a 3,1, su edifici pubblici e cimitero è di 23,3 milioni a 8,5, sul verde è di 3,7 milioni a 2, sugli impianti sportivi è di 2,7 a 1,1. Considerando tutte le voci, siamo a oltre 70 milioni di progettazioni a 30. E poi dicono che non abbiamo combinato nulla? Forse parlavano di sé stessi. Resta ancora molto da fare, anche sulle manutenzioni». Tra le questioni tutt'altro che chiuse c'è quella sulla Cittadella dello sport. Il maxi piano di riqualificazione dell'area sportiva di viale Kennedy viaggiava spedito fino a un anno fa. Dopo il cambio di proprietà al Novara calcio è rimasto bloccato. «Non c'era chiarezza sugli investimenti - assicura Canelli -. Il precedente assetto societario prevedeva l'impegno di Yard nella ricerca di finanziamenti anche pubblici, per esempio tramite l'Istituto del credito sportivo. A un certo punto si è rotto qualcosa, e non avevamo più queste garanzie. Poi è scoppiata l'emergenza Covid, e le priorità sono cambiate». Il sindaco conferma la frenata e dice che «siamo in attesa che si faccia chiarezza sulle sorti della società sportiva» tornando sulle voci di un eventuale passaggio di quote. Il sindaco non esclude però la soluzione di una forma di finanziamento alternativa, tramite il Recovery plan. «Se sarà consentito attingere ai fondi per questo genere di progetti, ci potremo provare. Sarebbe la strada migliore perché meno condizionante nelle scelte. Non ci sarebbe magari la necessità di immaginare un'area commerciale per stabilire un ritorno di redditività atteso invece dal privato». Sempre sul Recovery, Canelli prepara la composizione di un gruppo di lavoro che comprenda le partecipate Assa, Sun e Acqua Novara e Vco. «Siamo in attesa di capire quale sarà il ruolo dei Comuni nella gestione di alcune voci del piano. Se gli enti locali saranno protagonisti, Novara dovrà farsi trovare pronta con progetti validi da candidare. Si potrebbe per esempio intervenire sulla riqualificazione dei sottoservizi o sulla mobilità sostenibile». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: UMBERTO BOCCA


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Foto: 1) L'interno dell'area dell'ex macello. 2) La conferenza stampa del sindaco Alessandro Canelli, accanto a lui l'assessore Franco Caressa. 3) Casa Bossi attende da decenni un piano per restituirla totalmente alla città. 4) Agognate attende nuovi operatori della logistica.