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10/07/2020

«Vogliamo risposte certe dagli enti pubblici»

Corriere della Sera - Ricci

Ance Piemonte Intervista alla presidente Paola Malabaila
«N oi ci aspettavamo una norma che desse l'obbligo agli enti di decidere in tempi certi». Paola Malabaila, presidente di Ance Piemonte, non può dirsi soddisfatta del nuovo decreto legge Semplificazioni, approvato due giorni fa dal Consiglio dei ministri. Certo, «meglio che niente», ma l'emergenza coronavirus è stata un duro colpo per un settore, quello edile, già in crisi: «Facciamo tesoro di quest'emergenza, sia l'anno della ripartenza. Il decreto è un primo passo, ma non è sufficiente. Il vero problema della semplificazione in Italia sta nel continuo "sospetto reciproco": se pensi sempre che la persona che hai davanti vuole fregarti, difficile snellire. Ma questa è pura filosofia». Brutto giudizio sullo smartworking: «Nella Pa non sta funzionando». a pagina 5

«N oi ci aspettavamo una norma che desse l'obbligo agli enti di decidere in tempi certi». Paola Malabaila, presidente di Ance Piemonte, non può dirsi soddisfatta del nuovo decreto legge Semplificazioni, approvato due giorni fa dal Consiglio dei ministri. Certo, «meglio che niente», ma l'emergenza coronavirus è stata un duro colpo per un settore, quello edile, già in crisi: «Facciamo tesoro di quest'emergenza, sia l'anno della ripartenza».

Presidente, qual è la sua opinione sul decreto?


«Penso sia un primo passo, ma non è sufficiente. Il vero problema della semplificazione in Italia sta nel continuo "sospetto reciproco": se pensi sempre che la persona che hai davanti vuole fregarti, difficile snellire. Ma questa è pura filosofia».


Nel concreto, cosa funziona e quali sono le richieste mancate?


«A noi interessa la materia dei contratti pubblici e dell'edilizia. Il documento punta sulla semplificazione delle gare, e questo lo accogliamo con favore. Ci sono tanti appalti esperiti, ma per i quali non è ancora stato definito l'aggiudicatario finale, che sono quindi nel limbo (vedi Anas, e grandi realtà di questo tipo). Ma non basta».


Non c'è niente che riguardi tutto ciò che preceda le gare?


«No, nonostante i veri ritardi si accumulino proprio ben prima dell'appalto, tra pareri, valutazioni, procedure. Noi in verità abbiamo chiesto e ci aspettavamo un altro tipo di norma, con un contenuto preciso: l'obbligo per gli enti, come Comuni e Regioni, di decidere in tempi certi. Il problema della pubblica amministrazione è proprio questo: le scadenze non sono mai quelle promesse o scritte nei provvedimenti».


Mi fa un esempio?


«Non parliamo di un'azienda estera che vuole localizzarsi in Italia, guardiamo a noi, a un industriale che vuole ampliare la propria sede. Alla domanda "ma quanto ci metto a fare un capannone nuovo?", la prima risposta è: "Due mesi". Su quanto ci vorrà per avere l'autorizzazione, però, chi può dirlo? Non c'è alcuna certezza. Poi, certo, qualche segnale positivo nel decreto c'è».


Quale?


«La volontà di riperimetrare il danno erariale e l'abuso di ufficio, in un momento in cui i funzionari non firmano più nulla per la paura delle responsabilità. Certo sarà da vedere se questo punto verrà declinato in maniera corretta. Ma c'è un altro grande tema ricorrente nel decreto, che mi preoccupa fortemente: la digitalizzazione».


Teme per l'effetto dello smartworking sul vostro lavoro?


«Esatto. Per carità, se è in grado di snellire i certificati per gli utenti, siamo felicissimi. Ma per noi lo smartworking è deleterio. Nella pubblica amministrazione, infatti, non sta affatto funzionando, e noi aziende ne siamo rallentate: non riusciamo ad avere le interlocuzioni necessarie, e quindi i certificati che ci servono: per noi è molto grave. È di certo uno strumento utile, ma va gestito e ne va misurata l'efficienza».


Cosa ne pensa invece del mancato commissario per la Torino-Lione?


«Prima come Ance eravamo contrari a questa figura, poi abbiamo deciso di assecondarne la funzione purché le opere strategiche vengano fatte ripartire - il ponte Morandi è stato un buon esempio di edilizia. Prima di tutto si deve mettere in campo un codice appalti con un regolamento che non siamo ancora riusciti ad avere. Ci arrivano ogni volta 20 bozze diverse, ci lavoriamo, ma poi rimangono tali: serve a monte uno strumento che consenta di gestire il processo, dalla progettazione fino alla gara. L'emergenza Covid ci ha dato una mazzata non da poco: dovremmo fare tesoro di questi eventi, e usare questo anno e mezzo per ripartire. Se non facciamo atterrare presto il lavoro, siamo rovinati».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

Paola Malabaila, presidente di Ance Piemonte e Valle d'Aosta

Ingegnere, è ad dell'impresa di famiglia Malabaila & Arduino, avviata circa cinquant'anni fa con sede a Villafranca d'Asti

È stata eletta letta anche Presidente del Consiglio delle Regioni Ance

1500

Aziende
Sono le imprese edili aderenti ad 'Ance Piemonte e Valle d'Aosta, che danno lavoro a 25.000 addetti


Foto:

Edilizia

La veduta di un cantiere della Torino-Lione, opera giudicata strategica, ma per cui il governo non ha previsto un commissario