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07/10/2018

Voci sull’imprenditore svizzero Francis Von Buren e sul gruppo Quadrio Curzio

QN - La Nazione

GRUPPI INTERESSATI
Gabriele Galligani MONTECATINI TERME (Pistoia) NELLA città delle acque per antonomasia era atteso come si aspetta Godot. Finalmente dopo rinvii, ritocchi, ripensamenti e mediazioni è uscito il bando per la gestione delle Terme Leopoldine. Una grande piscina che dovrebbe rilanciare il termalismo, settore in crisi da tempo. Anche se ormai marginale nel turismo cittadino che nel 2017 ha visto l'arrivo di ben 625mila ospiti, con un bel segno più, ma quelli termali ormai sono ridotti percentualmente a numeri che si contano sulle dita di una mano. Le Leopoldine rappresentano molto per Montecatini che su questa maxi piscina ha puntato tutto. Bisogna tornare al 2007, quando venne deciso di affidare il progetto all'archistar Massimiliano Fuksas, perché in questa città si è sempre pensato in grande. Nell'occasione però forse si fece il passo più lungo della gamba. Il primo aprile del 2011 il cantiere si ferma per problemi economici. E non è uno scherzo di cattivo gusto. Ma una ferita per tutta la città. Anche da un punto di vista psicologico. Quelle impalcature arrugginite, le costruzioni a metà e il materiale abbandonato rischiano di diventare il simbolo di una città che all'opposto è da sempre sinonimo di bellezza. Forse proprio per questo il bando è stato salutato come una sorta di riscatto. Anche se siamo solo all'inizio. E mentre si aspetta un cavaliere bianco, c'è da risolvere il contenzioso con l'impresa che si era aggiudicato l'appalto per la costruzione, la Cmsa, colosso della cooperativa edilizia. CHI si prenderà le Leopoldine dovrà presentare un progetto di ristrutturazione e riqualificazione dello stabilimento e realizzare i lavori in tre anni. Un impegno non da poco, anche da un punto di vista finanziario, visto che per completare l'opera servono ancora una decina di milioni. Non a caso nel bando si chiede una garanzia sui lavori tramite un «performance bond» di 11 milioni di euro. Naturalmente i lavori potranno andranno a scomputo della locazione, secondo un piano di ammortamento già stabilito. La base d'asta del canone d'affitto è stata stabilita in centomila euro al mese. La concessione avrà durata fino al 2037, anche se c'è la possibilità di prolungarla per altri sette anni e il gestore avrà diritto di prelazione in caso di vendita. Insomma un bando che, vista la precedente e poco felice esperienza di privatizzazione, in sostanza dice «astenersi perditempo». Per partecipare alla gara non c'è molto tempo. Il bando scade il 7 novembre e cinque giorni dopo verranno aperte le buste. Diversi gruppi in questi mesi hanno già mostrato interesse per le terme montecatinesi. Fra questi un fondo d'investimento Usa, l'imprenditore svizzero Francis Von Buren che ha interessi in alcune stazioni termali europee, il gruppo Quadrio Curzio che gestisce già una dozzina di centri benessere e resort di lusso.

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