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07/02/2020

Vivarelli (Acen): la Mostra? Mai spesi in cinque anni i fondi europei disponibili

Corriere del Mezzogiorno

Il caso
Lo scandalo della Torre delle nazioni: persi i documenti e niente restauro
di Fabrizio Geremicca «Quello della Torre delle Nazioni non è purtroppo un caso isolato». Diego Vivarelli, il direttore dell'associazione dei costruttori edili napoletani (Acen) riflette sulla vicenda del mancato restauro della struttura all'interno della Mostra d'Oltremare per il quale c'era un finanziamento europeo di sette milioni e mezzo ma che non è partito per pasticci burocratici. In particolare, la sparizione degli originali degli atti di validazione dei progetti che ha convinto la Regione a non ammettere a finanziamento l'intervento. «Se guardiamo al 2007/2013 in particolare - dice - la Mostra non ha speso nulla dei fondi europei disponibili. Altri non più del venti o trenta per cento. I soldi non si perdono in assoluto, perché si riversano su progetti già realizzati, ma il risultato finale è un danno netto per le imprese aggiudicatarie degli appalti e per i cittadini. Le prime spendono inutilmente denaro per le progettazioni, per le pratiche amministrative e per i co n te n z i o s i g i u d i z i a r i c h e quasi regolarmente si avviano a seguito dei ricorsi al Tar dei concorrenti alla gara. I cittadini restano privi di opere importanti. Gli unici che non pagano sono i responsabili di questi guazzabugli». Secondo l'Acen il nodo è il tempo troppo lungo che trascorre dalla decisione di investire risorse su una opera al bando e da quest'ultimo alla contrattualizzazione ed apertura del cantiere. «Guardiamo - argomenta il direttore dell'associazione - al caso specifico della Torre delle Nazioni. Dal 2007 ad oggi quasi 14 anni, sette volte il tempo che sarebbe stato necessario ad eseguire i lavori progettati». Sono molteplici, incalza Vivarelli, le ragioni per le quali tutto ciò accade. «Certamente - riflette - c'è un problema di impreparazione. Segnalo che il codice dei contratti prevedeva un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti del quale ancora non c'è traccia. Ancora va considerato che le difficoltà finanziarie delle pubbliche amministrazioni hanno determinato una severa riduzione degli organici. Non sempre, poi, i dirigenti ed i dipendenti delle stazioni appaltanti hanno le necessarie competenze. Non da ultimo ci penalizza la circostanza che il codice dei contratti ed il relativo regolamento non sono favorevoli alla semplicità ed all'efficacia dei rapporti». Ritorna alla vicenda della Torre delle Nazioni. «Il finanziamento risale al periodo 2 0 0 7 - 2 0 1 3 , a l co s i d d e t to Grande Progetto che aveva un importo di 100 milioni e poi a scavalco è passato alla programmazione successiva con una riduzione a 65 milioni. Sono diventati successivamente 50 e poi 16 perché gli unici due punti sui quali c'era una progettazione avviata erano la Torre delle Nazioni e la riqualificazione degli ingressi. Si emette il bando e nel gennaio 2016 sono chiuse le gare. Una è aggiudicata a Brancaccio Costruzioni(azienda della presidente di Acen, n.d.r.) ed una a Baggio. Partono i ricorsi degli esclusi. Il 16 maggio 2018 dopo due sospensive e due giudizi di merito il Consiglio di Stato li respinge e chiude la partita giudiziaria. La stazione appaltante dovrebbe contrattualizzare, ma si apre la vicenda delle carte che non si trovano. È una storia che ben rappresenta le patologie di un sistema che non funziona».

Se si guarda al periodo 2007/2013 la Mostra non ha speso nulla dei fondi Altri non più del venti o trenta per cento I soldi non si perdono in assoluto, perché si riversano su progetti già realizzati, ma il risultato finale è un danno netto per le imprese aggiudicatarie degli appalti e per tutti i cittadini

Foto: L'opera La Torre delle Nazioni della Mostra d'Oltremare (in alto) costruita nel 1940


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Foto: I ritardi Per l'opera in questione sono passati dal 2007 ad oggi quasi 14 anni, sette volte il tempo che sarebbe stato necessario ad eseguire i lavori progettati per i suo recupero


Foto: Responsabili Questa è una storia che ben rappresenta le patologie di un sistema che non funziona Ma i veri colpevoli di questi guazzabugli non pagano mai