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05/01/2019

«Vivano in regola»

La Prealpina

SERVIZI SOCIALI Niente corsie preferenziali
Assessore ai Servizi sociali Paolo Bonicalzi, dopo lo sgombero da via Lazzaretto e il mese di permanenza in albergo, i sinti sono in mezzo a una strada, come ha intenzione di intervenire il Comune? «Il Comune è già intervenuto per sanare irregolarità e abusivismi che andavano avanti da anni al campo di via Lazzaretto e sui quali le precedenti amministrazioni avevano girato la faccia. Il modo di procedere è stato assolutamente legittimo mandando avvisi che segnalavano abusi edilizi e utenze non pagate. Questa comunità, però, si è sempre dimostrata menefreghista su quelle che sono le regole della convivenza civile. Un mese prima dello sgombero i sinti hanno anche avuto la possibilità di partecipare - famiglia per famiglia - al bando per le case popolari, sul quale avevano tutti i diritti e probabilmente anche i requisiti, ma ha aderito un solo nucleo. Perché gli altri non l ' hanno fatto? Adesso il bando è chiuso. E saremmo noi quelli che se ne fregano?». Sì ma resta l ' interrogativo posto all ' ini zio: ora i sinti sono senza casa e senza area dove poter collocarsi pur essendo cittadini gallaratesi. Che soluzione può proporre loro il Comune? «Quando viene qua un cittadino - e purtroppo ne abbiamo avuti uno o due al mese - con sfratto esecutivo gli abbiamo detto che in questo momento non ci sono soluzioni. Il Comune non ha la bacchetta magica, non ha alloggi vuoti e non ha contributi da dare a pioggia. Queste persone si sono arrangiate. La differenza è che la comunità sinti è numerosa. Di solito è venuta da noi la singola famiglia in difficoltà, magari perché il padre aveva perso il lavoro. Se l ' è cavata spostandosi da parenti o da amici. Nessuno è morto né di fame né di freddo. La stessa cosa facciano i sinti. Per anni hanno vissuto nell ' illegalità e nell ' abusivismo, ora si diano da fare per vivere in regola». Non potreste trovare degli alloggi di emergenza o dei contributi per l ' affitto? «Io credo proprio di no. Quando si aprirà il nuovo bando Aler nel 2019 potranno partecipare e molti sinti probabilmente riusciranno ad ottenere la casa». A cosa servono, allora, gli incontri di questi giorni con il dirigente dei servizi sociali Michele Colombo? «Servono, come da lettera inviata a tutte le famiglie, per formalizzare la richiesta di intervento sociale acquisendo elementi ulteriori e indispensabili ai fini della valutazione dell ' intervento da parte del Comune. La verifica riguarderà la situazione abitativa e coinvolgerà necessariamente i nuclei familiari tenuto conto anche dei possibili interventi a favore dei minori, ex articolo 403 del codice civile. Se una famiglia non è in grado di garantire al minore una vita dignitosa il Comune è obbligato a intervenire su sentenza del tribunale. In questo caso vuol dire che il minore viene tolto ai genitori. Noi non vogliamo questo. Noi vogliamo che loro, i genitori, capiscano e si diano finalmente da fare perché il minore possa avere una vita dignitosa. Se la loro cultura è, invece, quella di vivere in un campeggio o in un campo - chiamatelo come volete - Gallarate non è più il luogo per questo tipo di vita. Ci sono tanti altri Comuni, magari più disposti di noi ad accogliere i sinti, bussino alle loro porte». Sui minori, però, il legale dei sinti sostiene che ha convinto le famiglie a partecipare agli incontri proprio di fronte alla totale rassicurazione che i minori non venissero tolti ai genitori. «A me non risulta. Non ho parlato specificatamente di questo con il dottor Colombo. Io, sul foglio di convocazione leggo esattamente il contrario. C ' è scritto: " Tenuto conto degli interventi a favore dei minori, ex articolo 403 del codice civile " . La linea del Comune è di trattare queste persone alla pari di qualsiasi altro cittadino. Se può il Comune aiuta, ma non ci saranno corsie preferenziali. Se soldi non ci sono, i sinti devono arrangiarsi con le loro gambe. Gli incontri servono perché i tecnici stanno valutando tutte le posizioni». Non è prevista, comunque, la realizzazione di un ' area nomadi con finanziamenti europei per l ' inclusione, di cui tanto si sta parlando in questi mesi? «A riguardo la Regione non ha emanato nessuna linea guida. I fondi, secondo me, non sono disponibili nemmeno per un Comune che volesse utilizzarli per realizzare un campo nomadi sul suo territorio. Ma il nostro intento è totalmente l ' opposto. Nessun campo nomadi sorgerà a Gallarate. Né abusivo, né regolare. Loro parlano di un terreno all ' aria aperta. Mi viene un similitudine con la comunità musulmana. A tutti i costi gli islamici volevano la moschea. Ma il Comune non deve dare proprio niente a nessuno. Le persone si devono arrangiare con i loro soldi in presenza delle dovute autorizzazioni. E qui a Gallarate ciò non è possibile. Ci sono però tanti sindaci nei Comuni confinanti che sono ben più aperti e accondiscendenti - per esempio a Somma e Cardano - vadano da loro. Mi piaceva molto un comico ligure di Colorado Cafè che diceva che sono tutti finocchi con il culo degli altri. Questo mi sembra l ' atteggiamento di questi sindaci del centrosinistra». La società civile, però, si sta muovendo, e cerca di dare una mano ai nomadi. «Le associazioni cosa fanno? Sono andate lì a promuovere una manifestazione che è sfuggita di mano ma, nei fatti, hanno il braccino corto. Oltre a dare solidarietà a parole, a me non risultano aiuti economici concreti. Si faccia avanti chi ha i soldi. Il Comune non può. E anche se avesse fondi li distribuirebbe in modo equo a chi ha bisogno, non solo ai sinti. Questa comunità si fa forte perché è numerosa e difesa da una certa parte. Ma noi continuiamo sulla nostra linea. È la linea della legalità e dell ' equità». Silvestro Pascarella © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Per anni hanno vissuto nell ' illegalità e nell ' abusivismo, ora si diano da fare per cambiare. Nessun campo nomadi sorgerà a Gallarate


Foto: Ci sono tanti sindaci nei Comuni confinanti che sono ben più aperti e accondiscendenti - per esempio a Somma e Cardano - vadano da loro


Foto: Le associazioni hanno il braccino corto. Oltre a dare solidarietà a parole, a me non risultano aiuti economici concreti


Foto: L ' assessore ai Servizi sociali Paolo Bonicalzi