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10/06/2020

Viva il piano Colao

Il Foglio - STEFANO CINGOLANI

Sostegni alle imprese, capitalizzazioni, deroghe e modello Genova 2.0. Un buon piano per tentare le riforme bipartisan
Roma. Centoventi pagine di proposte ad ampio raggio per il rilancio dell ' Italia. La commissione presieduta da Vittorio Colao ha messo nero su bianco i risultati del suo lavoro e li ha consegnati a Giuseppe Conte prima degli stati generali dell ' Economia. Sono sei blocchi di interventi: imprese e lavoro; infrastrutture e ambiente; turismo, arte e cultura; individui e famiglie; istruzione ricerca e competenze; pubblica amministrazione. Con perfetta scuola McKinsey vengono specificati gli interventi da fare subito e chi paga. Per lo più sono soldi pubblici; la commissione non azzarda stime, eppure solo le cifre danno concretezza alle parole. Ci sono molte procedure da semplificare, alcune cose sono immediate e a costo zero, altre richiedono tempo e denaro. Chi ha una certa età ricorda il Progetto 80 di Giorgio Ruffolo fiore all ' occhiello del primo centrosi nistra (un vero piano quinquennale 1971-75). Aveva dietro una maggioranza di governo basata sull ' alleanza tra Dc e Psi, e divenne " il li bro dei sogni " per antonomasia. Vedremo la sorte del progetto 2020. (segue a pagina quattro) La raccomandazione numero uno è gratis e da realizzare con la massima urgenza: " Escludere il contagio Covid-19 dalla respon sabilità penale del datore di lavoro per le imprese non sanitarie " . Che ne pensa la brigata antindustriale che si agita nel M5s? A costo zero e di impatto immediato lo smart working, adattando la normativa e introducendo nuove tutele. Non è il nuovo contratto chiesto da Maurizio Landini, ma un passo avanti. Della stessa categoria " no funding e attuare subi to " è il rinnovo dei contratti a tempo determi nato in scadenza o l ' emersione del lavoro ne ro su base volontaria (capitolo 6) con un mix di premi e sanzioni innovative. Costa la riqualificazione di disoccupati e cassintegrati (capitolo14) che con il procedere della recessione diventa fondamentale. E costano anche le compensazioni fiscali e il rinvio dei pagamenti d ' imposte (capitolo 2). La prima rata di acconto delle imposte sui redditi andrebbe differita a novembre, mentre vanno prorogati tutti gli adempimenti fiscali finché non verrà introdotta la nuova normativa. Attendiamo la critica della destra che vorrebbe una moratoria fiscale per il 2020. Richiede esborsi statali l ' estensione del decreto " Liquidità " al facto ring pro soluto e al reverse factoring. L ' acces so al decreto " Liquidità " anche per le impre se in crisi così come rinegoziare i contratti di affitto sono richieste venute da industriali e commercianti; si può fare subito, occorrono nuovi stanziamenti. Nemmeno gli incentivi agli aumenti di capitale sono gratis, e per di più sono ancora " da finalizzare " , anche se rappresentano un passaggio chiave per la ripresa. E ' possibile semplificare dall ' oggi al domani le procedure per le società quotate che hanno accesso al mercato; sono una minoranza, anche se importanti. Riallocare il risparmio verso le piccole e medie aziende non quotate (capitolo 4) non richiede tempo, ma denaro. Un corposo pacchetto è dedicato all ' inno vazione tecnologica (dal sostegno alle startup, al passaggio a pagamenti elettronici), a favorire filiere, aggregazioni tra imprese e piattaforme che richiedono tempi più lunghi e fondi sia pubblici sia privati. Il governo dovrebbe incentivare il rimpatrio di produzioni strategiche e ad alta tecnologia. Strategico è l ' obiettivo chiave usato per quasi tutte le in frastrutture più importanti (dalle telecomunicazioni ai trasporti) le quali andrebbero regolate con un " regime ad hoc " " attraverso una unità di presidio presso la Presidenza del Consiglio responsabile della rapida esecuzione degli investimenti previsti " . Una centralizzazione spinta ben oltre il " modello Genova " . Il codice degli appalti va semplifi cato applicando alle infrastrutture strategiche le direttive europee. Questo ci porta a un ' altra spinosissima questione: le conces sioni. La commissione propone di " negoziare un ' estensione delle concessioni equilibrata e condizionata ad un piano di investimenti espliciti e vincolanti (ad es., nei settori autostrade, gas, geotermico e idroelettrico), coerenti con le macro-direttive del Green Deal europeo " . Basterà ai Cinque stelle? Tutto da " strutturare " il piano fibra nazionale con un ' unica rete in fibra ottica per tutte le aree oggi non coperte. Qui nemmeno Colao ha fatto passi avanti. C ' è una scelta chiara per lo svi luppo delle reti 5G: " Adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio, per accelerare lo sviluppo delle reti 5G. Escludere opponibilità locale se protocolli nazionali sono rispettati " . I " No5G " di destra e di sinistra sono già sul piede di guerra. Ambiente, porti, edilizia abitativa, tutto da " fina lizzare " o " strutturare " . Per il turismo c ' è tra l ' altro " un presidio governativo " oltre a in centivi per il consolidamento del settore riducendo la frammentazione. L ' istruzione fa perno sulla riqualificazione, i poli scientifici, sostegni alla ricerca, il " diritto alle compe tenze " (incentivi per iscriversi all ' universi tà), una lunga serie di interventi che richiedono tempi lunghi e più stanziamenti dello stato. Per individui e famiglie, al primo posto " il welfare di prossimità " , poi il supporto psico logico alle famiglie, la cittadinanza attiva, politiche del lavoro e interventi per i disabili, la lotta agli stereotipi di genere, l ' aumento del l ' occupazione femminile. E c ' è il recupero di servizi territoriali socio-sanitari. Nulla sulla questione spinosissima del sistema sanitario: gli ospedali non sono tra le infrastrutture di interesse strategico. Stefano Cingolani