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27/07/2021

Vittoria o mezzo “flop” Il bando da 15 milioni infiamma la politica

Il Tirreno

la polemica
GROSSETO. Riflettori ancora accesi a Grosseto (con polemica) sul conseguimento comunale dei 15 milioni con il bando per la qualità dell'abitare (Pinqua). Dopo l'intervento di Leonardo Culicchi che lamentava «la perdita di una grande occasione: non si sono accorti che i bandi erano tre», ecco la replica. «Continuano - dicono il capogruppo e responsabile provinciale Fdi Bruno Ceccherini e i consiglieri comunali Andrea Guidoni, Francesca Pepi e Paolo Serra - le farneticanti e inconcludenti dichiarazioni di autorevoli esponenti del Pd su progettazione e finanziamenti relativi al Pinqua e Ri-generazione urbana da parte dell'amministrazione Vivarelli Colonna. Prima con il capogruppo De Martis, ora con il candidato sindaco di Pd e grillini Leonardo Culicchi che escono con dichiarazioni che non hanno ne capo né coda. Il progetto Grosseto non solo è stato ammesso ai finanziamenti, sono 15 i milioni previsti nella proposta, ma questa è anche una delle dodici città, con grandi realtà come Roma, Milano, Bologna e Firenze, che ha ottenuto una menzione speciale dal ministro Enrico Giovannini. Essere nominati tra i 12 migliori progetti è la conferma del duro lavoro svolto finora che premia la bontà di un progetto che ha coinvolto tutta la giunta e in particolare il nostro assessore Fabrizio Rossi, che con il segretario generale Luca Canessa, gli uffici e lo studio Epsus-Musa punta a sviluppare sinergie pubblico-private per 52 milioni di investimenti. Culicchi, con De Martis e tutta la compagnia cantando se ne facciano una ragione».L'assessore Riccardo Megale cita la parabola che va dal bando periferie al Pinqua. «Non abbiamo fatto in tempo a sederci in ufficio - ricorda - che ci siamo trovati a fare una corsa contro il tempo per assicurarci oltre 10milioni di euro del bando periferie che hanno cambiato il volto di una parte della città e del territorio. Terminiamo i cinque anni assicurando al Comune per il prossimo futuro i 15 milioni del Pinqua che genereranno ulteriore valore, anche economico, alla città». Francesca Amore, del Movimento 5 Stelle, va giù duro. «La vera notizia è che il Comune si poteva aggiudicare ben 45 milioni di euro invece di 15 milioni. La vera notizia è che il percorso non ha coinvolto i cittadini e non può definirsi un esempio virtuoso di pianificazione partecipata. La vera notizia è che il Comune di Grosseto non rientra tra i 12 migliori progetti perché la classifica parla di un concreto 95° posto della città di Grosseto. Ricordo bene il consiglio comunale del 23 novembre 2020. Veniva discussa la mozione del consigliere De Martis sul Pinqua. Il consigliere faceva presente che a breve sarebbe uscito il bando per la presentazione delle proposte. La sottoscritta dichiarò che tale bando era invece stato già pubblicato in gazzetta, da circa 8 giorni e che, vista la scadenza prossima alla data di pubblicazione, il percorso sarebbe dovuto essere già stato avviato dal nostro Comune perché noto nelle intenzioni addirittura da settembre. Rossi si dichiarò sorpreso dell'avvenuta pubblicazione (non si erano resi conto di nulla sostanzialmente) ma disse che comunque il Comune stava già valutando "molteplici progetti" mediante una task force messa in piedi molto tempo addietro. L'evoluzione la conosciamo bene: poco tempo per presentare solo uno dei tre interventi finanziabili, rincorsa per affidare a professionalità esterne al Comune il progetto (unico) di fattibilità mediante incarico diretto emanato con urgenza per un totale di 100mila euro di notule, nessuna partecipazione pubblica ed ennesima occasione persa per la città». --