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02/12/2018

Vigili del fuoco: sede fatiscente Martedì sit-in dei sindacati

Corriere della Sera - Barbara Gerosa

Lecco
Promesse e rinvii I pompieri attendono una nuova caserma da 20 anni ma ora il progetto va rifatto
«Siamo costretti a lavorare in una sede fatiscente, non funzionale, in condizioni igienico sanitarie a tal punto precarie da dover chiudere la cucina del comando per la presenza di topi. Uno stabile costruito quando il personale era di poche unità e non di quasi cento uomini come adesso. Le autorità ci hanno abbandonato». Sarà una festa amara quella di Santa Barbara per i vigili del fuoco di Lecco. In attesa di una nuova caserma da vent'anni, da quando il distaccamento è diventato comando provinciale, devono fare i conti con l'ennesima doccia fredda: la progettazione della nuova sede è da rifare. Una vicenda che sembra senza fine: l'individuazione degli spazi, nell'ex area degli spettacoli viaggianti, vicino al centro sportivo del Bione, ha visto l'assegnazione andare a buon fine dopo un decennio. In seguito lo stesso terreno, su richiesta della Prefettura, è stato utilizzato per ospitare temporaneamente un campo per i richiedenti asilo e solo la scorsa estate il centro è stato smantellato. Sono finalmente potute iniziare le operazioni di carotaggio del sottosuolo, ma quando sembrava che i lavori fossero a un passo, è arrivata la bocciatura del progetto realizzato dagli studenti del Politecnico di Lecco. In base al nuovo codice degli appalti infatti il bando per la progettazione dovrà passare attraverso una piattaforma online. «Capisco la delusione, ma non è il momento delle polemiche, bensì quello di continuare a rimboccarsi le maniche», commenta amaro il comandante dei vigili del fuoco, Giuseppe Biffarella. Ma questa volta i pompieri non ci stanno. Le organizzazioni sindacali hanno organizzato per martedì 4 dicembre, giorno delle celebrazioni per la patrona, un sit in nell'area di via Brodolini dove sperano possa sorgere la nuova caserma. «Noi che spegniamo il fuoco, accenderemo una fiammella perché non venga meno la speranza - spiega Orazio Secchi, rappresentante della Usb -. Nonostante le dimostrazioni di affetto della popolazione , dobbiamo esprimere il nostro rammarico per la ridicola quantità di promesse e rinvii. In queste condizioni è davvero difficile lavorare».

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