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22/10/2020

VIABILITÀ TRIESTE La gestione delle strade sui ter…

Il Gazzettino

VIABILITÀ
TRIESTE La gestione delle strade sui territori regionali, incluso il «delicato discorso» legato ai contratti del personale, è al centro del disegno di legge che l'assessore regionale alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti punta a presentare entro l'anno, come ha assicurato ieri alla Quarta commissione consiliare presieduta da Mara Piccin.
In audizione, i rappresentanti della società regionale Fvg Strade Spa in merito alla gestione e alla programmazione di nuove opere, ma anche alle attività di manutenzione straordinaria della viabilità regionale e locale, alla ciclabilità e soprattutto alla complessa situazione del personale.
Pizzimenti ha assicurato che «il dialogo c'è» nonostante gli incontri con Fvg Strade siano «spesso legati a tempistiche molto strette: l'iter della legge richiede tempi un po' lunghi rispetto il previsto per questioni che riguardano anche le avvocature. Inoltre, dobbiamo coordinare le esigenze di più direzioni». I lavori hanno visto la partecipazione del presidente e del direttore generale di Fvg Strade Spa, Raffaele Fantelli e Sandro Didonè.
CRITICITA'
Tra le criticità emerse, prevale quella legata alla necessaria integrazione di personale: da mille chilometri di strade da gestire si è passati a 3.200, ereditando anche piste ciclabili per 170 chilometri. All'epoca delle quattro province, il personale era formato da 211 addetti, mentre oggi la viabilità locale ne conta 122. Sono state realizzate nuove opere in tutte le province, il volume di lavoro è aumentato e, per garantire la cantierizzazione di tutti i progetti, «serve un rafforzamento degli organici hanno sottolineato i vertici di Fvg Strade - ma anche la possibilità di garantire a tutti un trattamento equo dal momento che, a parità di funzione, gli assunti prima del 2019 con contratto Anas vivono situazioni diverse rispetto quelli con il contratto di comparto».
ALCUNI NUMERI
I dati di bilancio indicano che il volume di affari di Fvg Strade è aumentato e l'attività quasi raddoppiata, per un volume di affari di 72 milioni di euro e un patrimonio attivo che viaggia intorno ai 200 milioni. Problemi esistono soprattutto in provincia di Pordenone, dove operano 18 persone contro le 55 necessarie. Intanto, è appena stato approvato il piano per le nuove opere 2020. Ponti e viadotti richiedono un sistema di sorveglianza giornaliero e gli addetti coprono ogni anno 600-700mila km all'anno per i monitoraggi.
Inoltre, è stato raggiunto il 99 per cento degli obiettivi che davano diritto ad accedere a ulteriori 160 milioni di euro per la Regione Friuli Venezia Giulia, mentre il piano industriale è stato evidenziato - prevederebbe 405 addetti per poter operare a pieno regime: «Spesso, infatti, abbiamo i mezzi ma non gli operatori da metterci sopra».
Infine, «sarà necessario potenziare i rapporti con i Comuni per evitare interruzioni di operatività in concomitanza con l'accesso ai centri abitati».
Commenta Mariagrazia Santoro (Pd): «Se manca il personale per dare servizi e procedere con le opere necessarie alla viabilità è del tutto inutile e sicuramente dannoso cambiare i contenitori. Anziché continuare a riversare personale regionale sui nuovi Edr (Enti di decentramento regionale, ndr) e giocare con le competenze, bisogna rafforzare Fvg Strade».
SUBAPPALTI
La Commissione ha invece bocciato la proposta di legge nazionale in tema di subappalto del Pd, finalizzata a «risolvere una situazione potenzialmente deleteria per le imprese locali, già colpite dal blocco delle attività a seguito dell'emergenza da Covid-19». Il provvedimento si collega a una questione emersa in seguito a due sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea in tema di subappalti nei contratti pubblici, modificati dalla legge Sblocca cantieri che limita al 40% la parte che l'offerente è autorizzato a subappaltare. In particolare, il limite al ribasso si colloca entro il 20% dei prezzi da parte dei subappaltatori.
La Corte Ue aveva sostenuto la necessità di prevedere di volta in volta la percentuale di subappalto da parte dell'Ente appaltatore a fronte di adeguate motivazioni, escludendo una determinazione a priori di limiti per via legislativa statale.
Elisabetta Batic
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