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31/03/2021

Via Tellini, il Comune chiede un milione a ex amministratorie tecnici condannati

Gazzetta del Sud

La Corte dei conti ha riconosciuto il danno erariale per lo stallo nei lavori
In5 ritenuti responsabili peri ritardi nell' ultimazione dell' appalto
Antonio Morello C ROTONE Il Comune di Crotone batte cassae chiede 1.104.000 euro ai cinque (tra ex amministratori pubblici, un ex dirigente ed un ex dipendente del Municipio) che lo scorso fine dicembre sono stati condannati dalla Corte dei conti regionale per danno erariale perché ritenuti responsabili della mancata ultimazione dell' appalto di via Generale Tellini (poi terminato nel 2016). Lo stallo dei lavori, comeè noto sfociò nel lodo arbitrale del 16 luglio 2014 col qualel' ente di piazza della Resistenza venne obbligatoa sborsare 1.380.000 euro alla società" Chisari Srl" di Isola Capo Rizzuto,a titolo di risarcimento, per non aver messo in condizionel' azienda edile di riqualificare il tratto di strada che congiunge via Tellini con piazza Luciferoe con il cent ro. Adessol' amministrazione cittadina guidata dal sindaco Vincenzo Voce ha avviatol' iter per recuperare il credito sancito dai giudici contabili. Sottoaccusasono finiti:l' ex dirigente del settore urbanisticae responsabile unico del procedimento, Sabino Domenico Vetta, chiamatoa versare la cifra più alta paria 331.200 euro; il direttore dei lavori, Giuseppe Scarriglia, che dovrà corrispondere 303.600 euro; poi, 193.200 euro gravano sull' ex sindaco Peppino Vallone;e infine, 138 mila euro ciascuno sonoa carico degli ex assessori Antonella Rizzo (lavori pubblici)e Cesare Spanò (attività economichee produttive). La vicenda risale al 13 dicembre 2006, quando la Giunta di allora approvò il progetto (della portata di 1.500.000 euro) per trasformare via Tellini,l' attuale piazza Lea Garofaloe piazza Lucifero in un' unica zona pedonale, previa rimozione delle bancarelle che stazionavano ai piedi delle mura di cinta che circondano la parte antica di Crotone. L' appalto si sarebbe dovuto sviluppare in due fasi: in un primo momento procedendo con le opere sulle aree libere; successivamente, completando gli interventi dopo lo sgombero dei manufatti in muraturae delle strutture in ferro. Secondo il collegio giudicante, che ha accolto la tesi della Procura della Corte dei conti, «i ritardi nell' esecuzione dei lavori, protrattisi per oltre cinque anni sono stati determinati da cause non imputabili all' impresa ma alla presenza in zona,a tutti nota già prima dell' inizio dei lavori, di operatori commerciali fissie ambulanti anche abusivi». In sostanza, «nella fase di esecuzione dei lavori- veniva evidenziato dalla Corte dei conti- ciò che, ad avviso del requirente, ha inciso in maniera determinanteè stato proprio la mancata disponibilità delle aree» dove dislocarei commercianti una volta rimossi da via Tellini. Un aspetto, questo, che sarebbe stato noto «sia agli amministratori che ai dipendenti comunali chea vario titolo erano coinvolti nella realizzazione dell' opera pubblica». Tant'è che peri magistrati contabili, «del tutto propedeutica all' avvio dei lavori si presentaval' attività di sgombero degli operatori commerciali dalla piazza Mercatoe lungo la via Tellini, il che avrebbe comportato la necessaria previa acquisizione dell' area alternativa dove trasferirli (che nella delibera 54 del 2006 era stata individuata nella zona di Via Pignataro), area che, di fatto, non era stata ancora realizzata».

Foto: Via Generale TelliniI lavori di riqualificazione andaronoa rilento


Foto: L' ente inadempiente per il mancato sgombero della strada dovette risarcire la ditta con 1.380.000 euro