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10/04/2021

«Via stipendi a sindaco e assessori» Veleni ad Alassio per il caso Sca Spunta una scritta sui manifesti che annunciano il consiglio comunale E riesplodono le polemiche sulla nomina di Parodi a direttore della società

Il Secolo XIX - Luca Rebagliati

la storiaLuca Rebagliati / Alassio Solo una settimana fa sarebbe stato un eccellente pesce d'aprile, ma il gesto di qualche buontempone ha più un sapore carnascialesco e il tono con cui le maschere della tradizione irridono vizi e vanità dei potenti di turno. A far parlare tutta Alassio sono stati ieri mattina i manifesti che annunciavano per la serata la riunione del consiglio comunale, su cui qualcuno ha applicato tramite una striscia adesiva un ulteriore punto all'ordine del giorno: "Sospensione stipendi sindaco, assessori e partecipate", è scritto tutto bene in maiuscolo. Certo l'ironia non manca all'autore dello scherzo, e nemmeno il gusto di mettere il dito nella piaga, visto che la citazione delle partecipate richiama la convulsa questione della scelta del nuovo direttore generale di Sca. Una vicenda che non era formalmente all'ordine del giorno del consiglio di ieri, se non per la surroga del dimissionario (in quanto neodirettore di Sca) Massimo Parodi con Cinzia Salerno, prima dei non eletti nella lista di Melgrati, ma che aleggiava anche nell'aula consiliare. D'altro canto quel passaggio diretto dal consiglio (anzi, dalla presidenza) alla direzione della partecipata che si occupa di acquedotti e depurazione ha fatto discutere già settimane prima della nomina, anzi della scadenza e forse persino dell'emanazione del bando, e contro l'esito della selezione sono già stati annunciati i primi ricorsi. Tra le cose che hanno fatto saltare la mosca al naso a diversi dei dieci candidati che non sono stati scelti sono state soprattutto alcune peculiarità del bando. Prevedibilmente i ricorsi faranno leva, ad esempio, sulle già note questioni del commissario nominato da Albenga che ad Albenga nessuno aveva nominato o dell'incompatibilità dei parenti degli amministratori ma non degli amministratori stessi. Ma ci sarebbe anche chi punta il dito su una possibile incompatibilità con il ruolo in Provincia, e ancor più sul fatto che al bando siano state ammesse tre categorie (avvocati, ingegneri e commercialisti) ma poi sia stata deliberatamente presa in considerazione solo la prima. --