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10/06/2019

Via reddito e codice degli appalti Toti vira su piano casa e formazione

Il Secolo XIX

verso il nuovo partito alternativo a forza italia
Emanuele Rossi / / GENOVA Un nuovo "Piano casa" di berlusconiana memoria. Il taglio del cuneo fiscale sui lavoratori dipendenti. La sostituzione del reddito di cittadinanza con la formazione professionale (pagata). L'abolizione del codice degli appalti. Giovanni Toti inizia a gettare contenuti e proposte di un ipotetico e futuro programma nel calderone sinora solo abbozzato di "Italia in crescita!", l'appuntamento che il governatore ligure sta organizzando per il 6 luglio a Roma al teatro Brancaccio e che nelle sue intenzioni dovrebbe portare alla nascita di un movimento politico nazionale dell'area moderata. Un movimento in grado di rivoluzionare dall'interno Forza Italia, come Renzi fece con il Pd. Oppure di svuotarla, dall'esterno, per diventare una terza gamba del centrodestra a trazione sovranista. La gamba degli elettori liberali e dei moderati che stanno abbandonando lentamente il Cavaliere. Non è un caso che le proposte di Toti tralascino i temi "identitari" (immigrazione, famiglia) tanto cari ai sovranisti per concentrarsi sull'economia e sulla crescita, rispolverando vecchi cavalli di battaglia del Popolo delle libertà. Toti ha lanciato i quattro punti in un post su Instagram e su Facebook, ieri mattina. «Per una Italia in crescita - scrive il governatore ligure - servono: un piano straordinario per l'edilizia privata: incentivi in metri quadrati aggiuntivi e sgravi fiscali per chi ristruttura o costruisce in modo sicuro, meno inquinante, più compatibile con territorio e ambiente (in Liguria lo abbiamo già fatto). E in Spagna con questa formula il pil cresce il 3%; aumentare la busta paga dei lavoratori dipendenti: meno trattenute fiscali e stipendi più alti da parte delle imprese, in cambio di maggiore produttività; via il reddito di cittadinanza: al suo posto formazione professionale pagata attraverso le aziende. Al lavoro tutte le mattine, in cambio di un vero stipendio pagato con i fondi del reddito (in Liguria abbiamo già inaugurato le novità della formazione professionale con tassi di occupazione all'80%); sbloccare davvero tutte le grandi opere già finanziate abolendo codice degli appalti e restrizioni burocratiche». Numerosi i commenti al post: non mancano le critiche a Toti, («non serve un nuovo partito di centrodestra», «non sputare nel piatto in cui hai mangiato»), ma abbondano gli inviti ad andare avanti. Con o senza Forza Italia. Paolo Binazzi Tiberi, storico supporter berlusconiano genovese, arriva a scrivere «È solo questione di disponibilità da parte di Silvio Berlusconi, l'offerta gli è stata fatta, se accetta restiamo in Forza Italia e la riformiamo se no il 6 di Luglio decideremo». Il telefonino di Toti, dice chi lo ha accompagnato nel suo viaggio a San Pietroburgo della scorsa settimana, è rovente. Lo cercano parlamentari di centrodestra, governatori, sindaci, consiglieri di liste civiche. Ma anche con Salvini i contatti non mancano. L'idea del governatore ligure è di riuscire a schierare il 6 luglio un "cast" di peso, senza attacchi frontali a Forza Italia, ma per dimostrare che c'è una vasta area di amministratori locali saldamente di centrodestra ma in cerca di una collocazione politica più chiara. Il governatore ha convocato per oggi i consiglieri liguri delle varie liste civiche di centrodestra. All'evento del 6 potrebbero presentarsi i governatori di Molise e Sicilia, Donato Toma e Nello Musumeci, l'ex presidente lombardo Bobo Maroni.

Foto: Giovanni Toti