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20/10/2019

Via Matteotti, il deserto in centro

QN - Il Giorno

BUSTO ARSIZIO di Rosella Formenti La storica strada delle botteghe, via Matteotti, nel cuore del centro, è ancora in attesa di rilancio. Troppe le saracinesche abbassate, i negozi chiusi e sfitti, potenzialità che l'Amministrazione comunale ha cercato con i bandi regionali di valorizzare. Ma al momento senza il risultato auspicato, quello cioè di avere la disponibilità dei proprietari dei locali sfitti a collaborare per ristrutturare e ridare una funzione agli spazi. Il progetto nei desideri del sindaco Emanuele Antonelli e dell'amministrazione è di farne "la piccola Brera", rilanciare i negozi, arricchire l'offerta, ma per ora resta un sogno. Eppure sembrava poter essere l'occasione buona la partecipazione nel 2017 al bando regionale Sto@2020 che metteva a disposizione fondi con l'obiettivo chiaro di rendere più vive le vie commerciali con eventi e interventi di arredo urbano oltre a incentivare le attività negli spazi sfitti. E l'Amministrazione comunale con il Distretto del commercio aveva predisposto il progetto "Ravviviamo la nobiltà di via Matteotti", che era stato accolto potendo quindi ricevere 100mila euro di finanziamenti. Tutto però si è fermato perché da parte dei proprietari non c'è stata manifestazione di interesse per l'iniziativa. Alcuni mesi fa l'Amministrazione comunale ha ritentato allargando però il progetto di rilancio alle vie limitrofe a via Matteotti, ma anche questa volta il risultato è stato deludente: si è fatto avanti un solo operatore che potrà dunque beneficiare dei contributi per ristrutturare il negozio in funzione di una nuova locazione. Ma in via Matteotti le saracinesche restano così abbassate. «Il quadro è desolante - fanno rilevare alcuni residenti - dobbiamo ringraziare i titolari di attività che qui ancora resistono, se non ci fossero sarebbe il deserto». Le attività presenti sono le più varie, dalla ristorazione alla tipografia, ma è il degrado purtroppo a caratterizzare fortemente la via, con alcuni vecchi edifici fatiscenti, aree invase dalle sterpaglie, dove un tempo c'erano cortili e le numerose saracinesche abbassate. Anche la cappelletta dedicata a San Carlo ha bisogno di attenzione e di restauri. A pochi metri dall'edicola votiva c'è il "Conventino", la Casa Canavesi - Bossi: da anni si parla di recuperare la struttura, che intanto perde pezzi. Un contributo importante per intervenire è quello previsto nell'accordo tra il Comune e la società privata che ha realizzato la Residenza del Conte e riqualificato piazza Vittorio Emanuele II, la stessa che ha messo a disposizione fondi per il recupero delle vecchie carceri. «I fondi serviranno per la messa in sicurezza - spiega l'assessore alla Cultura e al Commercio e industria Manuela Maffioli - poi si dovrà trovare un privato che voglia investire nel recupero del Conventino». Quanto a via Matteotti, continua Maffioli, «io sono convinta che questa storica strada è un cuore nel centro cittadino che deve tornare a battere. La sua conformazione è a misura d'uomo, si presta all'insediamento di attività diverse, di locali per farne davvero la Piccola Brera, ma servono risorse per renderla appetibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA