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17/10/2020

Via Luxemburg, Conad fa ripartire il cantiere in ritardo di un anno dopo il crac di Sicrea

Gazzetta di Reggio - Enrico Lorenzo Tidona

Escavatori al lavoro: riassegnato l'appalto a Stb e Benassi Ferrarini: «Ci auguriamo di non avere più problemi» Il progetto
REGGIO EMILIA «Ci auguriamo che da qui al taglio del nostro non ci siano più problemi». È un augurio che rivolge oltre che ad altri anche a se stesso Ivano Ferrarini, amministratore delegato di Conad Centro Nord, manager cooperativo che ha dedicato oltre 15 anni della sua carriera al grande progetto del supermercato di via Luxembrug, ancora lungi dall'essere terminato. Un complesso immobiliare che prevedeva una speculazione, ridefinito e abbellito (ad esempio quella copertura del punto vendita che per 4.200 metri quadri richiama le nostre colline verdi utilizzando terriccio e piantine di Sedum). Il cantiere partito l'anno scorso ha subito com'è noto un brusco stop con il default di Sicrea, altra azienda del mondo cooperativo - come Conad - finita in liquidazione, trascinandosi dietro le controllate e 250 posti di lavoro. Ora Conad ha voltato pagina, affidando a un'associazione temporanea di impresa il grande e ricco cantiere da 15 milioni di euro.Nell'Ati ci sono due aziende reggiane, la Stb di Montecchio e la Benassi, con le quali Ferrarini si sente ora al sicuro. «Abbiamo già lavorato con loro - spiega l'ad di Conad - sono solidi e non dovremmo avere problemi. Da pochi giorni hanno ripreso in mano il cantiere lasciato da Sicrea, ridando fiato al nostro progetto. Tra due mesi dovrebbero concludersi gli scavi archeologici, poi dopo si parte con la parte principale». Da qualche giorno infatti sono tornate in azione le ruspe dietro alla staccionata sulla quale mesi fa erano apparsi i cartelli degli artigiani rimasti con il cerino in mano dopo lo stop di Sicrea. Messaggi con i quali chiedevano tutele scrivendo: «Salvate i lavoratori di questo cantiere». Ora la ripartenza, anche se non mancano le incognite in tempo di Covid. «Ci auguriamo che non ci siano più chiusure del cantiere - spiega Ferrarini - anche se le problematiche economiche e sanitarie potrebbero risollevarsi con l'avanzare dell'epidemia. Noi possiamo dire di non aver mai mollato la presa su questo progetto e abbiamo alleggerito l'esposizione delle nuove aziende in cantiere assegnando poi noi altri appalti come quello per gli impianti o fornendo noi direttamente materiali come per i fabbricati. Ma ripeto, non dovremmo avere più problemi, andiamo avanti per arrivare al taglio del nastro».Un traguardo che si è allontanato di un anno circa tra emergenza sanitaria e crac Sicrea. «I lavori dovrebbero durare 15 o 16 mesi. Dovrebbero terminare nei primi mesi del 2022, o verso la primavera. Ma una volta che entra nel vivo il cantiere potrebbe andare anche più spedito. Le imprese che ci sono adesso hanno già lavorato in passato con noi, ci conosciamo e facciamo affidamento reciproco». --Enrico Lorenzo Tidona© RIPRODUZIONE RISERVATA