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03/10/2020

Via libera al nuovo Palagiustizia: ora il progetto per le Casermette

La Repubblica - Isabella Maselli

A due anni dalla tendopoli
a pagina 2 Sarà un "Parco della giustizia", una grande area verde nel cuore della città di Bari che accoglierà gli uffici giudiziari. Dove un tempo sorgevano le caserme militari Milano e Capozzi, al quartiere Carrassi, oggi dismesse e in rovina, sorgerà il Polo tanto atteso della giustizia barese. Dagli annunci e dai tavoli tecnici si è giunti finalmente alla firma della convenzione fra ministero e Agenzia del demanio che dà il via libera alla fase di progettazione. I tempi non sono ancora certi, anche perché si dovrà procedere anche ad una variante urbanistica, ma i soldi, 94,7 milioni di euro stanziati dallo stesso ministero della Giustizia, sono confermati e messi nero su bianco nel testo della convenzione. Si attende ora il bando per la gara d'appalto del primo lotto, quello del penale (tribunale e Procura).
Sarà un iter semplificato, hanno assicurato da via Arenula, e in vista del Recovery plan il ministero lascia intendere che il progetto sarà inserito fra quelli strategici e quindi finanziato ben oltre il primo lotto. Tra gli interventi previsti in questa prima fase ci sono la demolizione degli edifici preesistenti, la bonifica dell'area e la realizzazione delle opere di urbanizzazione. Agli uffici giudiziari, attraverso l'intervento dei vertici distrettuali, toccherà fornire il dettaglio del fabbisogno, cioè quali e quanti spazi in base al numero del personale, magistrati e cancellieri, alle esigenze delle aule di udienza e ad ogni altri ambiente e necessità di un Palazzo di giustizia degno di questo nome. Cosa che non può dirsi dell'attuale sede del tribunale e della Procura, in un palazzo di dieci piani in via Dioguardi, nel quartiere Poggiofranco, una delle otto sedi nelle quali è suddivisa la giustizia barese. Una formula logistica che gli addetti ai lavori chiamano "spezzatino". Tutto questo, ottimisticamente nel giro di qualche anno, sarà solo un ricordo. Come sono un ricordo le tende allestite nel cortile del vecchio Palagiustizia in via Nazariantz, dopo che 862 giorni fa ne fu dichiarata l'inagibilità per rischio crollo. In tre grandi tensostrutture per un mese si sono celebrate le udienze a Bari, fra caldo, insetti e impronte di gatti sulle poltroncine, con "La giustizia è uguale per tutti" scritto su fogli di carta che eranoattaccati alle scrivanie con il nastro adesivo.
Da allora sono trascorsi più di due anni, tre traslochi e migliaia di processi a lungo sospesi. Qualche giorno fa il sindaco Antonio Decaro era tornato sul tema annunciando di aver scritto al presidente della Repubblica e al ministro Alfonso Bonafede per accelerare l'iter e di aver chiesto al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, di valutare la più volta sollecitata nomina di un commissario per portare a termine l'opera.
La risposta è arrivata. «Risolvere una volta per tutte la questione del Palazzo di giustizia a Bari è una priorità assoluta», ha detto Bonafede assicurando che si procederà «in maniera spedita verso l'obiettivo di dare alla città il Polo giudiziario che merita». E adesso che «finalmente parte la progettazione per il Polo della giustizia», il sindaco Decaro spera che «l'opera possa essere interamente finanziata con le risorse del Recovery plan» e il presidente dell'Ordine degli avvocati, Giovanni Stefanì, parla di «data storica», auspicando però che «l'iter giunga a compimento in tempi record».

Il primo cittadino


Antonio Decaro Il sindaco è stato in prima linea per il nuovo Palagiustizia

Foto: kDopo lo sgombero Nel 2018 le tende sostituirono il Palagiustizia inagibile


Foto: kLe ex Casermette L'area individuata per il nuovo Polo giudiziario