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06/12/2018

Via le carte-sconto alle famiglie di immigrati

Libero - TOMMASO MONTESANO

Prima gli italiani. E la sinistra grida all'«apartheid»
Un emendamento leghista alla manovra esclude gli extracomunitari dalle agevolazioni su bollette, libri e medicinali
■ Prima il taglio delle schede telefoniche. Poi quello dei 35 euro giornalieri per il mantenimento dei richiedenti asilo nei centri di accoglienza. Adesso l'esclusione delle famiglie extracomunitarie dalla platea dei beneficiari della "Carta della famiglia", un pacchetto di sconti su vari beni e servizi per i nuclei numerosi - con almeno tre figli a carico di età non superiore ai 26 anni - introdotto dal governo Gentiloni nel 2017. Ieri in sede di esame della Manovra economica è stato approvato un emendamento della Lega in commissione Bilancio della Camera che riserva le agevolazioni su medicinali, prodotti alimentari, bollette, libri scolastici e trasporto urbano esclusivamente alle famiglie «costituite da cittadini italiani ovvero appartenenti a Paesi membri dell'Unione europea regolarmente residenti nel territorio italiano». Le famiglie di extracomunitari regolari residenti in Italia che secondo l'Istat sono quasi quattro milioni - se la misura introdotta ieri non sarà corretta nel corso dell'iter di approvazione della legge di bilancio saranno esclusi dagli sconti e non riceveranno la "card". Una tessera - emessa dai Comuni - introdotta dalla legge di Stabilità 2016 e messa a punto con il decreto interministeriale del 2017 siglato da Economia, Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali. Con l'emendamento approvato ieri, in pratica, la Lega ha ristretto la platea dei beneficiari di uno strumento a disposizione del ministero guidato da Luigi Di Maio, che ancora oggi definisce la "Carta della famiglia", sul sito istituzionale, «una delle più importanti novità» sul fronte del welfare. «È DISCRIMINAZIONE» «Lo stop alla carta sconti per le famiglie di migranti è un altro tassello dell'opera di discriminazione. Il governo continua a alimentare un regime di apartheid odioso e inaccettabile», attacca Andrea Maestri, della segreteria nazionale di Possibile, la formazione di Pippo Civati. Maestri bolla come «incostituzionale» la parte dell'emendamento 37.037 presentato dal leghista Massimiliano Panizzut - che esclude dalla "Carta della famiglia" i cittadini extracomunitari regolari. Parole che lasciano intendere un possibile sbocco della vicenda davanti ai tribunali, con una guerra di ricorsi. Fatto sta che quanto accaduto in commissione Bilancio di Montecitorio è solo l'ultimo tassello del giro di vite sull'immigrazione. Prima della modifica della tessera con gli sconti, era stato il ministero dell'Interno a rivedere - al ribasso - le cifre destinate alla macchina dell'accoglienza. Tanto per cominciare, c'era stato il taglio delle spese telefoniche per i richiedenti asilo. Adesso ai migranti viene consegnata una sola scheda - e una tantum con un credito di 5 euro. Credito che in precedenza era più alto. Poi è arrivata, con il "decreto sicurezza" appena approvato in via definitiva, la sforbiciata ai 35 euro destinati, al giorno, ai richiedenti asilo. 35 EURO ADDIO Il provvedimento, infatti, ha rimodulato i vari servizi di accoglienza, diversificandoli sia in base alla persona ospitata, sia in base alla struttura. Il risultato, secondo il nuovo schema di capitolato d'appalto messo a punto dal Viminale con l'Autorità anti-corruzione di Raffaele Cantone, prevede un esborso che oscilla da un minimo di 19 a un massimo di 26 euro a migrante. Prima erano erogati, per tutti indistintamente, 35 euro. L'unica misura a salvarsi dalla scure leghista, per ora, è il cosiddetto "pocket money", i 2,50 euro che giornalmente sono consegnati ai migranti per le piccole spese.

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