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28/09/2018

Via i filobus Sanremo-Taggia La Rt vuole vendersi il rame

La Stampa - andrea fassione

dal metallo previsto un incasso di quasi 150 mila euro
La linea del filobus Sanremo-Taggia, dismessa dal 2002, sarà smantellata entro la fine dell'anno e il rame ricavato dal bifilare elettrico sarà venduto sul mercato dei metalli. Lo ha deciso l'azienda Riviera Trasporti, che ne aveva resto nota l'intenzione già da alcuni anni, anche nelle relazioni ufficiali allegate ai bilanci. Si tratta di una prima tranche di lavori che, almeno per ora, non interesseranno il resto della rete attualmente funzionante, quella dell'urbano di Sanremo e della linea filoviaria Sanremo-Ventimiglia.

L'obiettivo primario di Rt è quello di limitare il pericolo manifesto di crollo dei cavi e pali di sostegno sull'Aurelia. A sorreggere il bifilare ci pensano infatti centinaia di tralicci (sono oltre 1800 su tutta la rete filoviaria) di proprietà dell'azienda di trasporto pubblico. Questi tralicci, la cui ultima revisione complessiva e integrale risale agli anni '80, soffrono sia per l'effetto corrosivo del salino che per il peso dei cavi, che li tirano verso il centro della strada. Di qui la decisione, che Rt ritiene non più rimandabile, di archiviare la pratica della linea elettrica aerea in disuso oltre La Brezza.

La conferma arriva dal presidente di Rt Riccardo Giordano e dal direttore di esercizio Romolo Bova. Le lettere d'invito alle imprese sono già state spedite. Le risposte dovranno pervenire entro il 22 ottobre prossimo. La base d'asta, ribassabile, è di 80 mila euro per eseguire il lavoro. Dopo l'apertura delle buste, secondo il codice degli appalti, sono necessari almeno 35 giorni per affidarli alla ditta vincitrice. Entro fine anno i lavori potranno essere quantomeno avviati, se non conclusi. I cavi di rame saranno bobinati e messi al sicuro.

La filovia intercomunale della Riviera dei fiori (prima tratta aperta nel 1942 fra Sanremo e Ospedaletti) è considerata una delle più estese d'Europa. La lunghezza complessiva è di 29 chilometri, dei quali 8,5 resteranno senza il bifilare elettrico. Secondo i calcoli dell'azienda, ogni metro pesa circa 700 grammi di rame, che moltiplicati per i quattro cavi (due per senso di marcia) fanno circa 34 tonnellate, più i fili di nylon trasversali. Secondo la quotazione odierna del rame di 6.291 euro a tonnellata la somma è di poco meno di 150 mila euro: più che sufficienti per coprire le spese del lavoro.

Un duro colpo - ma non a sorpresa - per la storia di un'infrastruttura silenziosa e che non inquina il territorio, alla quale molti sono affezionati. La dismissione della linea per Taggia è avvenuta dopo il 2002 quando le nuove rotatorie Rossat e del Comune a Taggia e quella di valle Armea a Sanremo non sono state adeguate proprio dal punto di vista del bifilare elettrico.

L'azienda assicura che, anche qualora il deposito venga spostato in valle Armea, sarà possibile raggiungerlo grazie alle tecnologie presenti sui filobus. Il problema, se mai, è quello di un parco mezzi non più rinnovato, sempre più malconcio e ridotto ai minimi termini.

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