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20/10/2019

Vesuvio-mare in bici ma il Tar ferma tutto

Il Mattino

IL PERCORSO DOVRÀ PRENDERE IL POSTO DELLA FERROVIA DISMESSA A NOVEMBRE L'UDIENZA DECISIVA
IL CASO
Francesco Gravetti
Dal Vesuvio al mare: 12 chilometri di pista ciclabile e pedonale al posto di una rete ferroviaria dismessa da anni e oggi, in molti tratti, ricettacolo di rifiuti, spesso anche pericolosi. Un investimento da 9 milioni di euro, voluto dalla Regione e dal governo di allora e finanziato con soldi dell'Unione europea. La mega opera, destinata a mutare lo scenario urbanistico di almeno quattro Comuni della zona vesuviana (San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale e Torre Annunziata) e a renderli più green, subisce un brusco stop. A giugno avrebbe dovuto esserci la firma dei contratti, di questi tempi avrebbero dovuto iniziare i lavori, probabilmente il governatore De Luca in persona avrebbe partecipato alla posa della prima pietra e invece tutto è fermo. La causa: un pronunciamento dei giudici del Tar Campania, che hanno accolto l'istanza del consorzio di ditte arrivato secondo alla gara d'appalto. Le aziende lamentavano vizi di procedura e si sono rivolti ai magistrati del tribunale amministrativo, che lo scorso 11 settembre hanno sospeso il provvedimento di aggiudicazione, annullando l'efficacia degli atti in attesa di entrare nel merito. E il merito si discuterà tra più di un mese, a fine novembre. Fino a quel giorno, la pista ciclopedonale che deve prendere il posto della ferrovia dismessa Torre Annunziata-Cancello resta un progetto. Un progetto bellissimo ed avveniristico, ma comunque non ancora un cantiere.
L'ITER
Si ferma, dunque, momentaneamente, uno dei più importanti obiettivi di riqualificazione della zona vesuviana e oplontina. Dopo un lavoro preparatorio, nel 2017 la giunta regionale approvò un finanziamento di 9 milioni (Poc-Fondi 2014/2020) per il primo lotto denominato riconversione della rete ferroviaria in pista ciclabile. Con un successivo protocollo d'intesa del 3 luglio 2017 tra la giunta regionale e i Comuni, fu individuato il comune di San Giuseppe Vesuviano come capofila. Gli altri erano Boscoreale, Terzigno e Torre Annunziata. Al Comune di San Giuseppe Vesuviano venne assegnato il compito di stazione appaltante, cioè di ente organizzatore della gara di appalto. Fu conferito il mandato alla centrale unica di committenza, costituita dai Comuni di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, di espletare le procedure di gara. Lo scorso 14 maggio i lavori sono stati aggiudicati a un'associazione temporanea di imprese per un importo che supera di poco i 7 milioni, ai quali bisogna aggiungere circa 170mila euro di altri oneri. L'iter, insomma, sembrava essere stato avviato, quando è arrivato il colpo di freno del Tar. La sospensivao, in ogni caso, non pregiudica la realizzazione della pista. Decisiva sarà l'udienza di novembre, quando tutto potrebbe essere più chiaro.
I TEMPI
La sentenza finirà sicuramente col prolungare i tempi, ma la pista ciclopedonale che dalle falde del Vesuvio porta direttamente al mare di Torre Annunziata resta un obiettivo concreto. «Non ci rassegneremo a un fallimento, faremo tutto quanto ancora nella nostra responsabilità, continuando a spronare tutti i responsabili esecutivi affinché un grandissimo progetto possa realizzarsi con il corretto impiego delle risorse europee» spiega Vincenzo Aquino, fedelissimo del consigliere regionale Antonio Marciano che ha seguito la vicenda da vicino per conto di Palazzo Santa Lucia. Peraltro, quello fermato dal Tar è il primo lotto del progetto. Un secondo lotto dovrebbe coinvolgere gli altri Comuni interessati dall'attraversamento della ferrovia dismessa: Ottaviano, Somma Vesuviana, Nola, Scisciano e Marigliano.
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