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13/01/2019

Verso il quarto mandato per i sindaci del cratere

Corriere Adriatico

LA PROPOSTA
L'impegno di Cesetti per una deroga alla legge nazionale L'assessore: «Chi ha amministrato durante il sisma è a conoscenza dei meccanismi in atto»
A circa 4 mesi dalle elezioni comunali girano voci, vari movimenti ancora abbastanza nascosti, ipotesi di chi potrebbero essere i prossimi candidati sindaci. Se ne parla un po' ovunque, anche se ancora si è abbastanza nella fase delle possibilità. Quindi, in genere, chi intende aspirare alla poltrona di sindaco, nel proprio comune, mantiene ancora il riserbo. Qualche primo cittadino, allo stato attuale, sarà tagliato fuori nella possibilità di ricandidarsi in un comune fino a 3000 abitanti, se, con questo attuale, è giunto al terzo mandato consecutivo. Ma sembra che da alcuni sindaci dei piccoli comuni dell'area del cratere del terremoto del 2016 sia stata avanzata la necessità di poter avere la possibilità di correre per una quarta volta alla guida del proprio comune. La proposta di legge Per fare questo, però, occorre una deroga alla legge nazionale. Esigenza che è stata raccolta dall'assessore regionale alle politiche locali Fabrizio Cesetti che si è subito attivato. Ora sarà formalizzata in una proposta di legge a cui sta lavorando la prima commissione permanente presieduta dal consigliere Francesco Giacinti, che verrà poi approvata dal consiglio e inoltrata al Parlamento nazionale. Questo anche richiamando, come dice Cesetti, l'art. 121 della Costituzione Italiana che permette alle Regioni di fare proposte di legge alle Camere. Dunque gli attuali sindaci che mirano al quarto mandato consecutivo possono sperare. «E' una questione di opportunità - rimarca Cesetti - visto che i piccoli comuni del cratere stanno ancora vivendo situazioni complesse riguardo il dopo terremoto e la ricostruzione. Quindi chi ha amministrato nel periodo del sisma è a conoscenza di tutti i meccanismi che sono in atto. Chiaramente dovranno essere rieletti dai cittadini. Ma è logico che in queste situazioni difficili potessero avere la possibilità di portare avanti, in prima persona e con la propria squadra amministrativa, un lavoro amministrativo molto particolare e difficile iniziato nel dopo sisma». Tra i sostenitori più convinti del quarto mandato il sindaco di Montefalcone Appennino Adamo Rossi, che, se non passa la deroga, dovrà abbandonare, dopo 15 anni consecutivi, la guida del comune dei Sibillini. Rossi è pronto E se ci dovesse essere il via libera dal Parlamento Rossi è pronto a ricandidarsi. «Se cambia la legge - dice - sono disponibile ad una quarta candidatura. Questo poiché chi ha gestito la complessa questione del dopo terremoto, come ha fatto la nostra amministrazione, possa continuare, in caso di vittoria, a farlo grazie alle competenze acquisite ai fini della ricostruzione pubblica e privata. Una necessità palesata da più parti e da altri colleghi sindaci del cratere». In caso di possibilità a ricandidarsi la squadra come sarebbe? «Riproporrei la stessa attuale - conclude il sindaco nel segno della continuità, per portare avanti tutti i diversi e importanti progetti in attuazione, a cominciare dall'apertura della residenza protetta e casa di riposo Marziali e Cruciani, che ha visto la realizzazione definitiva, dopo diversi decenni, sotto la nostra amministrazione comunale». Francesco Massi

Il caso

Si parte dall'art. 121 della Costituzione 7 L'assessore regionale Fabrizio Cesetti, richiama l'articolo 121 della Costituzione Italiana che permette alle Regioni di fare proposte di legge alle Camere. Si partirà da qui per puntare a una legge nazionale che consenta ai sindaci dei piccoli comuni colpiti dal sisma di potersi ricandidare per un quarto mandato. Conoscono bene il territorio che hanno amministrato per anni e hanno già una visione completa di tutte le problematiche sono sul tappeto.

Foto: Una suggestiva veduta di Montefalcone Appennino