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21/07/2021

Verità oscurata da misterie depistaggi

Gazzetta del Sud

Borsellino vittima segnata da una strategia che va oltrel' interesse mafioso
I cinque agenti uccisi avevano un' età compresa tra 42e 22 anni
PALERMO Ore 16.58. Una terribile esplosione squarciò il cuore di Palermo. Il 19 luglio del 1992 venne avvertita in gran parte della città. Ventinove anni dopo le note del silenzioe gli applausi hanno accompagnatoi nomi scanditi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto in una squadra di agenti addetta alle scorte; AgostinoCatalano, 42anni;Vincenzo Li Muli, 22 anni; Walter Eddie Cosina, 31 anni,e Claudio Traina, 27 anni. Poi l' Innod' Italia. Fu la più annunciata delle stragi, in un contesto di incapacitàe complicità che va ben oltre il livello della mafia. Da una viaD' Amelio piena di gente, luogo dell' iniziat iva intitolata" Scorta per la Memoria", siè alzato così più volte il grido «Fuori la mafia dallo Stato». Tra la strage di Capacie quella di viad' Amelio trascorsero solo 57 giorni. Ci fu un' accelerazione nella strategia della mafiae per quali ragioni si decise di uccidere così presto Paolo Borsellino? Agli interrogativi sui tempi ravvicinati delle due stragi danno rispostai giudici del processo noto come Borsellino quater che hanno cercato di correggere errorie deviazioni di quella che hanno definito «uno dei piùgravidepistaggi dellastoriagiudiziaria italiana». La corted' assised' appello di Caltanissetta, riprendendoe condividendo le conclusioni dei giudici di primo grado, sostiene intanto che la mafia aveva deciso di uccidere Borsellino già negli anni Ottanta perché era visto con Giovanni Falcone come un irriducibile «nemico». La decisione era stata confermata alla fine del 1991 in una riunione di capimandamento convocata da Totò Riina, il quale aveva detto che la situazione era «arrivata al capolinea»e si doveva passare quindi alla «resa dei conti». Dopo Capaci la strategia venne accelerata ancora, ha spiegato il collaboratore Nino Giuffré, per varie ragioni. Intanto si era fatto il nome del magistrato come capo della Dna nazionale. E poi ci sarebbe stata una richiesta di potentati economici allarmati del fatto che Borsellino negli ultimi tempi aveva rivolto la sua attenzione verso il sistema degli appalti in Sicilia. La base di partenza sul sistema di spartizione inquinato dalla mafia era un rapporto del Ros dei carabinieri, ma Borsellino riuscì ad avere solo la mattina del 19 luglio la delegaa coordinarel' indagine.C' erano anche «forze politiche interessate alla destabilizzazione». Il convincimento dei giudiciè che le due stragi del 1992 intendevano esercitare una pressione sulla parte politicae sul governo che avevano attuato una ferma linea di contrasto al potere mafioso.I tempi coincidono con quelli dell' avvio della cosiddetta «trattativa» ma, secondoi giudici,è un capitolo separato.

Foto: Ieri sera la fiaccolata Nel ricordo della strage