scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
23/02/2021

Verbale cartaceo senza firma digitale? È mera irregolarità

ItaliaOggi Sette - Federico Unnia

CONSIGLIO DI STATO
La mancata pubblicazione dei verbali delle sedute lascerebbe presumere illecita commistione fra valutazione dell'offerta tecnica e dell'offerta economica
Una volta scaduto il termine di ricezione delle offerte, l'esame delle dichiarazioni e della documentazione attestante il possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura, sono effettuate dalla stazione appaltante secondo le ordinarie modalità (e quindi «off line»). Il fatto dunque che la commissione giudicatrice abbia redatto materialmente il verbale in forma «cartacea» (siamo dunque nella fase successiva alla presentazione delle offerte), senza poi alcuna apposizione di firma digitale, rappresenta una mera irregolarità che, di per sé, non è idonea a inficiare la correttezza e la legittimità delle operazioni valutative effettuate. Lo ha stabilito il Consiglio di stato V, 20/01/2021, n. 623 nel rigettare l'appello presentato dalle ricorrenti che lamentavano una presunta violazione della forma di svolgimento della gara e delle relative verifiche. Le appellanti censuravano la sentenza emessa dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia - sezione staccata di Brescia, sez. I, n. 334/2020, nella parte in cui aveva stabilito che le gare telematiche non debbano essere gestite in modalità «interamente telematica» e che nelle stesse non debba essere rispettato il principio di pubblicità e che i verbali possano essere redatti in forma solo cartacea, avendo gli stessi natura di atto pubblico facente piena prova fino a querela di falso. In particolare, la mancata pubblicazione sulla piattaforma Sintel dei verbali delle sedute della commissione giudicatrice del 2 e del 16 luglio 2019, e le modalità di redazione e di pubblicazione degli stessi, lascerebbero presumere un'illecita commistione fra la valutazione dell'offerta tecnica e la valutazione dell'offerta economica, senza escludere il sospetto di una possibile e successiva alterazione: eventualità, questa, che troverebbe conferma nella evidenziata discordanza fra i punteggi pubblicati sulla piattaforma e quelli contenuti nel verbale di gara e nella proposta di aggiudicazione. Il Consiglio di stato ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'art. 58 del dlgs n. 50/2016 abilita le stazioni appaltanti - nel rispetto dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia e ferma restando l'integrale applicazione delle ordinarie regole procedimentali - a fare ricorso «a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici» (comma 1), con la presentazione di un'unica offerta, ovvero «attraverso un'asta elettronica» (comma 2). Sul piano tecnico, «il colloquio e la condivisione dei dati», in termini di «comunicazioni e cambio di informazioni» deve avvenire nel rispetto del Codice dell'amministrazione digitale di cui al dlgs 7 maggio 2005, n. 82 e delle specifiche operative di cui all'art. 52 del dlgs n. 50/2016, integrate da «regole tecniche aggiuntive» emanate, ai sensi dell'art. 58, comma 10, dalla Agenzia per l'Italia digitale. Importa evidenziare che la «dematerializzazione» dei dati e lo scambio di informazioni «con mezzi elettronici» concerne, relativamente alla fase di pre-aggiudicazione. Pertanto, «Una volta scaduto il termine di ricezione delle offerte, l'esame delle dichiarazioni e della documentazione attestante il possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura e, all'esito, la valutazione, in successione, delle offerte tecniche e di quelle economiche, sono effettuate dalla stazione appaltante secondo le ordinarie modalità off line. Per queste attività, la mera comunicazione (attraverso la pubblicazione sulla piattaforma telematica) avviene con il mezzo elettronico, senza ricorso alla verbalizzazione cartacea. Tutte le volte che la stazione appaltante (la Commissione giudicatrice) abbia materialmente redatto verbale «cartaceo» delle operazioni effettuate, sottoscrivendolo senza ricorso alla firma digitale, si è in presenza di una mera irregolarità formale, non idonea ad inficiare la correttezza e la legittimità delle operazioni valutative effettuate. Ciò in quanto siffatte modalità sono perfettamente in grado di conseguire comunque lo scopo informativo, a cui sono normativamente preordinate. Il Consiglio di stato ha pertanto escluso che l'intera procedura dovesse svolgersi in forma telematica (il che era, del resto, espressamente previsto dalla stessa lex specialis, cui l'Amministrazione si è puntualmente conformata e ha ribadito, in conformità all'orientamento consolidato, l'attitudine fidefaciente dei verbali di gara, la cui ventilata falsità, materiale od ideologica, avrebbe dovuto essere fatta valere con querela di falso. © Riproduzione riservata