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02/05/2020

Veneto Strade apre più di 50 cantieri «Grandi opere? Ci vuole il commissario»

Corriere del Veneto - Alessandro Zuin

Le infrastrutture
Il dg Vernizzi: «Soldi ce ne sono molti, il vero problema è farle partire»
«Il nostro contributo alla ripartenza del Veneto siamo già pronti a fornirlo: da maggio in avanti, partiranno 57 nuovi cantieri, per un importo complessivo di 70 milioni di euro in lavori pubblici. Sono tutti interventi che faremo in montagna, finalizzati a ripristinare i danni provocati dalla tempesta Vaia». Dici Silvano Vernizzi, direttore generale di Veneto Strade (la Spa pubblica destinata alla manutenzione della rete stradale regionale) e, inevitabilmente, l'accostamento va in automatico alle due maggiori opere pubbliche - Mose escluso, quello fa categoria a parte che siano state cantierate in Veneto negli anni Duemila: la superstrada regionale Pedemontana, in corso di completamento, di cui Vernizzi è stato commissario straordinario dal 2009 a tutto il 2016; il Passante di Mestre, opera statale realizzata (in quattro anni) sotto la gestione commissariale di Vernizzi medesimo. Perciò, dal'alto del suo curriculum, l'ingegnere delle strade venete può affermare a buon diritto: «Il vero problema è quello di farle partire, le opere pubbliche. Di soldi potenziali, stanziati o accantonati nei bilanci delle varie amministrazioni, ce ne sarebbero moltissimi. Ma bisogna sbloccarli e spenderli, altrimenti non producono nulla. In questa fase di recessione da pandemia, poi, lo sblocco delle opere è una misura fondamentale perché l'economia riparta». Già, ma nel concreto come si fa? «Io qualche esperienza diretta ce l'ho - sorride Vernizzi e vi posso dire che, dando per acquisito che il Codice degli appalti, con le sue complicazioni, c'è e non è pensabile venga abolito, esiste un unico sistema: quello di nominare un commissario straordinario con poteri derogatori. Per altro, è una misura che è già dimostrato sul campo di dare dei risultati». Quando si parla di «poteri derogatori», nel Paese dei cavilli e dei mille ricorsi, all'atto pratico cosa si intende? «Parliamo di semplificazione delle procedure, con una diretta ricaduta sulla tempistica di realizzazione dell'opera. Direi che l'esempio del nuovo ponte di Genova, che in questi giorni è sotto gli occhi di tutti, illustra perfettamente il concetto: è stato realizzato in tempi record per le abitudini italiane ( il crollo del Morandi è del 14 agosto 2018, ndr )». Senza un commissario ad hoc, oggi i tempi di un'opera pubblica importante quali sono? «Se si parte in questo momento con la procedura, forse fra un anno si vede un cantiere. Ma forse, eh...». Col Passante di Mestre come andò? «Andò che, grazie ai suddetti poteri derogatori del commissario, è stato completato in 4 anni esatti. Per tempi di realizzazione, rimane un punto di riferimento nel panorama italiano». Dipendesse da lei, quale grande opera pubblica farebbe partire prima di ogni altra in regione? «Senza dubbio la MeoloJesolo, cioè la cosiddetta autostrada del mare. Questa, sommata alla Pedemontana e ai cantieri del post-Vaia, potrebbe dare un contributo non da poco al Pil del Veneto».

Foto: L'uomo delle strade Silvano Vernizzi, ex commissario di Passante e Pedemontana